Onu. Rapporto annuale Incb, nel mirino Iraq, Afghanistan, Internet...
Coordinare le politiche nazionali e internazionali contro la domanda e l'offerta di stupefacenti, e' la proposta che emerge dal rapporto annuale per il 2004 del Consiglio internazionale per il controllo dei narcotici (Incb), presentato alla stampa oggi a Vienna e Roma.Per la prima volta il rapporto infatti e' stato presentato oggi anche in Italia, dopo che da maggio 2004 e' entrato a far parte dell'Incb anche il prof. Gilberto Gerra, medico e docente presso la Scuola di specializzazione di neurologia dell' universita' di Parma. Per consuetudine il rapporto annuale e' presentato nei Paesi d'origine dei membri del Board.
L'Incb, che ha il compito di controllare e applicare le convenzioni delle Nazioni Unite in materia di narcotici, ha sollecitato una maggiore e piu' ampia cooperazione degli Stati a livello locale, regionale ed internazionale."La produzione e la domanda di droga sono due facce di una stessa medaglia -ha detto il presidente dall'Incb, Hamid Ghodse, oggi a Vienna- se si trattano come due problemi separati, il successo nella riduzione della domanda o dell'offerta sara' minore".
ITALIA - L'Italia e' tra quei Paesi, come Francia, Svizzera e Germania che si sta allineando alle misure previste dalle convenzioni delle Nazioni Unite in materia di stupefacenti e narcotici. Dal marzo 2004 e' stato istituito presso la Presidenza del Consiglio un dipartimento per coordinare a livello internazionale iniziative contro gli stupefacenti, che ha sviluppato un piano triennale di azione.
L'Ibnc ha registrato durante il 2003 un declino del traffico di stupefacenti nella fascia che coinvolge tradizionalmente l' Italia, cioe' nel ramo meridionale della cosiddetta "rotta dei Balcani" che arriva in Italia attraverso Albania, Grecia o paesi della ex Jugoslavia. Mentre i traffici si sarebbe intensificati nel ramo settentrionale che via Turchia, Bulgaria, Ungheria e Austria arriva in Europa settentrionale.
EUROPA - Sull'Europa il rapporto dell'Incb giudica positivamente le misure annunciate dall'Olanda, la tradizionale 'pecora nera' in materia, per limitare la diffusione dei "coffee shops" e giudica importante il riconoscimento da parte del governo olandese che la cannabis non e' inoffensiva. Il piu' ribelle degli Stati europei sembra voler allinearsi alle normative internazionali e ha promesso da una parte di attivare una massiccia campagna educativa anti-droga per i giovani tra i dodici e i diciotto anni e dall'altra di aumentare a un minimo di cinque anni la pena per i coltivatori su larga scala.
AMERICA - L'America Settentrionale si conferma anche nel 2004 il piu' ampio mercato del mondo per le droghe illegali. Traffico su larga scala e produzione illegale di droga sono uno dei principali problemi, e l'abuso o l'uso distorto nella somministrazione di droghe su prescrizione medica si sta rivelando un fenomeno sempre più diffuso.
America Centrale e Caraibi continuano ad essere affetti da un traffico ed abuso di cocaina su larga scala, con seri problemi correlati all'abuso di droga recentemente emersi nella regione. Il 90% della cocaina prodotta in Sud America, 590 tonnellate su 655 stimate nel 2003, e' trasportata via mare, prevalentemente attraverso i Caraibi.
IRAQ - La situazione del traffico di stupefacenti in Iraq con il disfacimento delle strutture di controllo nel Paese, sta diventando sempre piu' grave. "I complessi rapporti tra terrorismo, criminalita' organizzata, corruzione e traffico di stupefacenti -si legge nel rapporto- rappresentano una seria minaccia che fa temere un ulteriore peggioramento della situazione generale".
AFGHANISTAN - Tra i temi indicati nel rapporto figura l'Afghanistan, dove la coltivazione dell'oppio in aumento (il Paese rifornisce attualmente di eroina i tre quarti del pianeta) costituisce una minaccia al giovane sistema democratico in via di consolidamento. "L'Afghanistan per far fronte a questo problema ha adottato una strategia nazionale di controllo che dovrebbe nell'arco di dieci anni eliminare la produzione e la distribuzione illecita di stupefacenti", detto Ghodse, aggiungendo che anche se la comunita' internazionale fara' di tutto per sostenere lo sforzo dell'Afghanistan, il Paese stesso restera' comunque responsabile dell'applicazione pratica degli impegni presi a livello internazionale.
AFRICA - Nonostante alcuni progressi rilevati invece in Africa (il maggiore fornitore di cannabis per l'Europa), la produzione di stupefacenti resta a livelli molto alti e secondo l'Incb ci sono prove evidenti che il traffico di stupefacenti e' tra le cause di alcune guerre civili.
INTERNET - Secondo il rapporto annuale del Comitato Internazionale per il Controllo dei Narcotici presentato oggi, diverse milioni di dosi di medicine sarebbero vendute illecitamente su Internet ogni anno, costituendo un rischio potenzialmente fatale per i consumatori. In questo rapporto, il Comitato rinnova la propria preoccupazione riguardo alla vendita illecita in Internet di sostanze sottoposte a controllo internazionale.
Il rapporto integrale e' consultabile online nel sito dell'Incb: clicca qui
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