Onu. La riunione di Vienna vista dalle Ong
"Questo regime proibizionista alimenta il terrorismo, perche' gli da i mezzi finanziari e pregiudica la sicurezza internazionale. [.] Il sistema non funziona, ma non viene ridiscusso dall'Onu, e' un tabu'", parole pesanti quelle di Sir Keith Morris, gia' ambasciatore della Gran Bretagna in Colombia intervenuto per conto del Network of European Fondations (NEF), a margine della 47ma sessione della Commissione Stupefacenti dell'Onu che si e' svolta a Vienna.Con la proibizione e la repressione del commercio delle droghe, le Nazioni Unite creano di fatto un mercato nero molto redditizio per i trafficanti, solitamente collegati alle organizzazioni terroriste. Legame quest'ultimo riconosciuto del resto anche dallo stesso Antonio Maria Costa, direttore dell'Unodc, l'Agenzia delle Nazioni Unite contro le droghe e il crimine, che dopo gli attentati di Madrid ha denunciato i legami tra le organizzazioni terroriste e il crimine organizzato, in particolare il narcotraffico.
"Mentre le Nazioni Unite continuano a documentare il costante aumento della droga nel mondo, e mentre decine di Paesi si stanno lentamente e isolatamente incamminando verso piccole riforme di politiche sugli stupefacenti che pragmaticamente vogliono affrontare la questione per risolvere almeno una parte del problema, l'Onu convoca la 47esima sessione della Commissione Stupefacenti senza produrre alcun documento di analisi critica dell'esistente". Cosi' sottolineava una nota diffusa dal Partito Radicale Trasnazionale che coglieva l'occasione per presentare un documento alternativo per illustrare le proposte antiproibizioniste.
"Il "position paper" (clicca qui) radicale, oltre ad affrontare la questione della riduzione della domanda e dell'offerta e dei fallimentari programmi di sviluppo alternativo, presenta anche parti di critica metodologica contenute nello studio del 2003 della Lega Internazionale Antiproibizionista, nonche' una lettura critica del rapporto annuale dell'International Narcotics Control Board ed estratti degli interventi scritti presentati dal PRT alla 60esima sessione della Commissione diritti umani in corso alle Nazioni unite di Ginevra. Il documento si conclude con una presentazione della campagna radicale per la riforma delle tre convenzioni Onu e dell'appello antiproibizionista al Segretario generale sottoscritto da oltre 10mila persona tra i quali 250 parlamentari".
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