Sabato 6 giugno 2026
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Onu. La scoperta di Costa: il terrorismo si finanzia con la droga!

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Il riciclaggio del denaro sporco funziona sempre meno, in seguito agli sforzi della comunita' internazionale e per finanziarsi i gruppi terroristi "ripiegano" sul traffico di droga e di armi e sulla tratta di esseri umani. Con l'eroina si finanziano i signori della guerra dei Balcani e dell'Asia centrale, i proventi del traffico di cocaina servono alle attivita' dei gruppi paramilitari in Colombia e la coltivazione della cannabis in Marocco potrebbe finanziare una minaccia terroristica simile a quella ai treni a Madrid. Lo scenario e' quello tratteggiato oggi dal direttore esecutivo dell'Ufficio dell'ONU contro la Droga e il Crimine (UNODC), Antonio Maria Costa, nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi a Roma.
"Per secoli il traffico di stupefacenti ha causato indicibili sofferenze e morte tra chi ne fa uso. Oggi il traffico di droga e' divenuto la causa principale di un altro problema: il finanziamento del terrorismo". Anche in base ai dati del rapporto mondiale 2004 sulla droga secondo Costa "le bande criminali e i terroristi che operano a livello internazionale hanno iniziato a sostenersi a vicenda. Lottare contro il traffico e ridurre l'abuso di droga sono modi per contrastare il terrorismo e viceversa". I tre tipi principali di traffico, inoltre, anche una loro logica geografica che ricalca la presenza di gruppi terroristici nelle varie aree del mondo.

- EROINA: l'Afghanistan e' il principale produttore mondiale di oppio. Nel 2003 la produzione stimata e' stata nell'ordine delle 3600 tonnellate. I risultati del Rapporto 2004 sulla produzione di oppio saranno presentati entro la fine di ottobre, ma ci si aspetta che essa quest'anno cresca ulteriormente. I terroristi e i 'signori della guerra' in Afghanistan, cosi' come i gruppi in Asia Centrale, nella Confederazione Russa e lungo le rotte del traffico che si snodano dal bordo meridionale dell'ex Unione Sovietica fino ai Balcani, si dividono parte dei circa 30 miliardi di dollari ricavati dell'eroina venduta sul mercato europeo.
- COCAINA: dal 2000 nei Paesi andini si e' assistito a un decremento della produzione di coca di quasi il 50%. Ma in Colombia i gruppi insurrezionali e paramilitari -Ejercito de Liberacion Nacional (ELN), Fuerza Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC), Autodefensas Unidas de Colombia (AUC)- continuano a beneficiare dei miliardi di dollari ricavati dall'industria della coca; una situazione che rispecchia quella verificatasi negli anni '90 con i terroristi di Sendero Luminoso. Cosi' come e' avvenuto in Peru', l'attuale diminuzione della coltivazione di coca in Colombia si riflette nella riduzione del numero degli attacchi da parte dei gruppi armati e delle loro capacita' militari.
- HASHISH: il commercio di droga dal Marocco (stimato nell'ordine dei 12,5 miliardi di dollari), e' stato ritenuto la principale fonte di finanziamento di tre terribili attacchi terroristici: lo sventato attacco a navi da guerra della marina militare USA nello stretto di Gibilterra nel 2002, le bombe a Casablanca nel maggio 2003 e gli attentati ai treni di Madrid nel marzo 2004. Le ultime informazioni su cellule armate recentemente scoperte in Marocco, in zone nelle quali viene coltivata la cannabis, fanno temere una futura minaccia terroristica, ancor piu' grave delle precedenti, e che si finanzia attraverso i proventi della droga.

"E' diventato sempre più difficile distinguere chiaramente i gruppi terroristici dalle comuni organizzazioni criminali, poiche' le loro strategie tendono sempre piu' a sovrapporsi. Se non recidiamo il legame tra crimine, droga e terrorismo, il mondo assistera' alla nascita di un ibrido e cioe' di organizzazioni terroristiche della criminalita' organizzata".
L'UNODC, ha ricordato Costa, assiste gli Stati nei processi di ratifica e applicazione degli strumenti universali contro il terrorismo: la Convenzione contro il Crimine Organizzato Transnazionale, la Convenzione contro la Corruzione e le tre Convenzioni contro la Droga. Tutti questi strumenti giuridici chiedono agli Stati di definire come reati e perseguire tutti i crimini contemplati in tale strumenti, di fornire reciproca assistenza legale e di permettere l'estradizione, lo scambio di informazioni sulle misure preventive e su i gruppi criminali: "Le minacce mondiali richiedono risposte globali, vale a dire una riaffermazione collettiva dello stato di diritto", ha aggiunto Costa.
"Gli attentanti di Madrid -ha spiegato l'ex pm di Milano Stefano D'Ambruoso, adesso esperto presso l'Onu a Vienna per i temi del crimine organizzato e della lotta al terrorismo- hanno evidenziato per la prima volta il legame tra traffico di droga e terrorismo, ma in realta' dall'11 settembre esistono cellule terroristiche che mettono in atto azioni di microcriminalita' per autofinanziarsi". D'Ambruoso ha evidenziato come cio' costituisca un grosso problema per chi indaga perche' spesso i terroristi riescono a farla franca accusandosi di piccoli reati. "E' sempre piu' difficile distinguere tra terrorista militante e piccolo criminale".
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