Onu. Undcp, ecstasy: i giovani testimonial dell'antidroga?
"Un ragazzino si sente preso in giro se gli dici che la droga fa male". Con queste parole Stefano Berterami -responsabile per la gioventu' dell'Undcp- dichiara definitivo il fallimento delle politiche per i giovani. La critica mette in luce come il cambiamento generazionale, sancito anche dall'inizio di un nuovo millennio, renda inefficaci le politiche attuate fino adesso.
Ieri, alla conferenza mondiale sugli stupefacenti, in corso a Vienna, sono state presentate le linee guida "in sette punti chiave, un percorso costruito con un programma globale sulla gioventu'"; una gioventu' "che adesso, superato il 2000, non sa cosa farsene di prediche, moralismi e terrorismi psicologici", e' necessaria una nuova prevenzione, che "parli in positivo": questa per Berterami e' la chiave vincente: nuovi modelli di vita proposti dai giovani stessi. Ed e' proprio sui metodi di approccio che emerge il nuovo ruolo della gioventu': non piu' un problema ma protagonista dell'"educazione fra coetanei" (peer to peer education).
Novita' anche in rete, e' nato ieri il nuovo sito dell'Undcp dedicato ai giovani:www.undcp.org/youthnet; il sito e' consultabile solo in inglese.
Ieri, alla conferenza mondiale sugli stupefacenti, in corso a Vienna, sono state presentate le linee guida "in sette punti chiave, un percorso costruito con un programma globale sulla gioventu'"; una gioventu' "che adesso, superato il 2000, non sa cosa farsene di prediche, moralismi e terrorismi psicologici", e' necessaria una nuova prevenzione, che "parli in positivo": questa per Berterami e' la chiave vincente: nuovi modelli di vita proposti dai giovani stessi. Ed e' proprio sui metodi di approccio che emerge il nuovo ruolo della gioventu': non piu' un problema ma protagonista dell'"educazione fra coetanei" (peer to peer education).
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