Venerdì 5 giugno 2026
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Onu/Undcp. Inchiesta sulla gestione Arlacchi, l'accusa e' di corruzione

Notizia ·
Un'inchiesta su alcune imputazioni di corruzione all'interno dell'agenzia dell'Onu per la lotta agli stupefacenti e alla criminalita' organizzata (Unodc) e' in corso a Vienna su richiesta del direttore generale, Antonio Maria Costa.
"E' mio dovere e mio diritto chiedere l'intervento degli esperti dell'Ufficio per i servizi di supervisione interna (Oios) delle Nazioni unite -ha detto Costa in una dichiarazione telefonica all'agenzia Ansa oggi da Bruxelles dove ha illustrato la situazione dell'Afghanistan- e se non ci saranno conferme alle presunte imputazioni, presumo che sara' confermata una ipotesi di 'cattiva chimica' tra colleghi".
"Aspettiamo ora i risultati, in modo che sia fatta completa chiarezza sulla vicenda, soprattutto in un momento in cui siamo impegnati a varare la Convenzione internazionale contro la corruzione" aveva detto in precedenza una portavoce di Costa a Vienna.
Il direttore generale dell'Unodc e responsabile della sede Onu di Vienna ha deciso di chiedere l'intervento degli esperti dell'Ufficio per i servizi di supervisione interna (Oios) delle Nazioni unite dopo avere ricevuto una lettera di dimissioni da un ex alto magistrato messicano ora consulente interregionale dell'Unodc, Samuel Gonzalez-Ruiz, nella quale si parla di irregolarita' nell'attribuzione di contratti, poca chiarezza in alcune transazioni minori e abusi amministrativi per cui, annuncia Gonzalez-Ruiz, intende dimettersi in data 31 dicembre 2003.
Costa e' succeduto dalla primavera 2002 a Pino Arlacchi, che aveva lasciato l'incarico dopo essere stato accusato di irregolarita' burocratiche. In un articolo pubblicato oggi dal quotidiano austriaco Der Standard, si afferma che Costa sarebbe criticato anche per non avere preso nessun provvedimento contro le persone coinvolte nella malagestione dei tempi di Arlacchi.
In una prima reazione Costa aveva detto di non essere al corrente delle accuse contenute nella lettera ma di voler incontrare Gonzalez-Ruiz al suo ritorno domani (mercoledi' a Vienna) e comunque che avrebbe preso provvedimenti prima possibile.
"Io non ho lo stomaco di promuovere nel mondo la lotta contro il crimine organizzato e la corruzione quando poi lavoro -scrive Gonzalez-Ruiz, nella lettera di tre pagine sulla quale riferisce oggi anche il Financial Times britannico- in un ufficio che tollera violazioni amministrative ed in alcuni casi anche criminali". Secondo Gonzalez-Ruiz i rapporti sulla malagestione vengono regolarmente ignorati, i responsabili vengono protetti dai dirigenti piu' alti e chi racconta di queste cose riceve regolarmente una punizione.
La Convenzione internazionale anti-corruzione, risultato di oltre due anni di lavoro da parte di esperti di tutto il mondo approvata l'1 novembre dall'Assemblea generale a New York, sara' firmata il 9 dicembre a Merida in Messico, ed entrera' in vigore dopo la ratifica da parte di almeno 30 Paesi dell'Onu.


Per approfondimenti sulla vicenda della gestione dell'Undcp di Pino Arlacchi
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