Onu/Undcp. Radicali: il fallimento delle politiche di sviluppo alternativo
La Commissione narcotici in corso a Vienna esamina le politiche di sviluppo alternative e di eradicazione delle colture in preparazione della riunione ministeriale prevista per la primavera del 2003, quando la comunita' internazionale sara' chiamata a valutare il piano lanciato da Pino Arlacchi alla sessione speciale dell'assemblea generale sulle droghe del 1998.
L'eurodeputato radicale Marco Cappato e il rappresentante del Partito Radicale Trasnazionale (Prt) all'Onu, Marco Perduca, hanno denunciato come
"contrariamente a quanto suggerirebbero i dati ufficiali presentati negli ultimi mesi dalle Nazioni Unite in merito alla produzione e al consumo di sostanze stupefacenti, la Commissione narcotici si appresta ad adottare una serie di documenti che in buona sostanza ratificano le politiche fallimentari di sviluppo alternativo e di eradicazione delle colture. Fin dal lancio di questa nuova "guerra alla droga", presentata da Pino Arlacchi nel 1998 come una cura efficace ad una terribile malattia, il Partito Radicale Transnazionale ha seguito i passi dell'Agenzia antidroga dell'ONU di Vienna (Undcp), criticandone sia le politiche generali che la malagestione Arlacchiana. Dall'inizio dell'anno Arlacchi non e' piu' il responsabile dell'Undcp, ma si corre il rischio che le sue medicine continuino ad essere somministrate senza nessun tipo di controllo o verifica. Nel corso dei lavori della Commissione il Partito Radicale Transnazionale interverrà per denunciare come la guerra proibizionista alla droga porti alla sospensione dei diritti civili e politici in America latina (il caso del deputato boliviano Evo Morales Ayma sospeso dal Parlamento) e come la cooperazione politica, tecnica ed economica dell'Undcp contribuisca a rafforzare giunte militari come quella birmana o regimi autoritari come il Vietnam e il Laos, che negli ultimi anni si sono consolidate come vere e proprie narcocrazie".
L'eurodeputato radicale Marco Cappato e il rappresentante del Partito Radicale Trasnazionale (Prt) all'Onu, Marco Perduca, hanno denunciato come
"contrariamente a quanto suggerirebbero i dati ufficiali presentati negli ultimi mesi dalle Nazioni Unite in merito alla produzione e al consumo di sostanze stupefacenti, la Commissione narcotici si appresta ad adottare una serie di documenti che in buona sostanza ratificano le politiche fallimentari di sviluppo alternativo e di eradicazione delle colture. Fin dal lancio di questa nuova "guerra alla droga", presentata da Pino Arlacchi nel 1998 come una cura efficace ad una terribile malattia, il Partito Radicale Transnazionale ha seguito i passi dell'Agenzia antidroga dell'ONU di Vienna (Undcp), criticandone sia le politiche generali che la malagestione Arlacchiana. Dall'inizio dell'anno Arlacchi non e' piu' il responsabile dell'Undcp, ma si corre il rischio che le sue medicine continuino ad essere somministrate senza nessun tipo di controllo o verifica. Nel corso dei lavori della Commissione il Partito Radicale Transnazionale interverrà per denunciare come la guerra proibizionista alla droga porti alla sospensione dei diritti civili e politici in America latina (il caso del deputato boliviano Evo Morales Ayma sospeso dal Parlamento) e come la cooperazione politica, tecnica ed economica dell'Undcp contribuisca a rafforzare giunte militari come quella birmana o regimi autoritari come il Vietnam e il Laos, che negli ultimi anni si sono consolidate come vere e proprie narcocrazie".
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