Sabato 6 giugno 2026
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Onu. Vienna: i programmi del Governo italiano, dal pentimento alla tolleranza zero e i commenti

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Gia' in un prossimo Consiglio dei Ministri il Governo e' pronto a presentare un disegno di legge sulla droga che sanziona l'uso penale di sostanze stupefacenti, eliminando la distinzione tra droghe pesanti e leggere, con sanzioni penali al di sopra di una certa soglia e amministrative al di sotto della massima quantita' stabilita dalla legge per ogni diversa droga. Lo ha annunciato il vicepremier Gianfranco Fini dopo il suo discorso di fronte alla assemblea annuale per le droghe dell'Onu, a Vienna. Le sanzioni, ha spiegato Fini, "potranno essere annullate dall'avvio di un percorso di recupero, con la sospensione della pena per condanne fino a 6 anni" e con la riduzione delle tabelle delle sostanze stupefacenti a 2 ("quelli naturali e quelle sintetiche"), per il vicepremier "di fatto si elimina la distinzione tra droghe pesanti e leggere". "Sul provvedimento ci confronteremo in Cdm, in Parlamento e con la societa' -precisa Fini- sappiamo che ci saranno polemiche e anatemi ma auspichiamo un dibattito scevro da pregiudizi. Il Governo ha lavorato un anno a questa legge che intende prevenire, recuperare e solo infine reprimere".
Sceso dal palco dove ha tenuto il suo discorso ufficiale, il vicepremier non ha problemi ad annunciare la politica della tolleranza zero verso gli spacciatori. "Gli operatori, le famiglie, ci chiedono di non essere tolleranti con gli spacciatori, che danno la morte, se non fisica psichica -spiega Fini- tolleranza non e' una parola da usare quando si parla della droga e di chi la spaccia". Invece, il "recupero" dei tossicodipendenti sara' il cuore della riforma che il Governo offre al confronto politico e nella societa'. "E' sbagliato dire che questa legge sia un giro di vite o una svolta repressiva -afferma Fini- sia le sanzioni amministrative che quelle penali, se scattano, possono essere sospese nel momento in cui l'interessato si dica disponibile ad avviare un percorso di disintossicazione, presso comunita' o centri pubblici (per noi questo e' l'ultimo dei problemi, non vogliamo mettere gli uni contro gli altri). E pensiamo alla sospensione della pena per condanne fino a sei anni, mentre oggi la legge parla di quattro". Il vicepremier mette in conto "un forte dibattito, e anche l'esposizione al pubblico ludibrio in certi noti ambienti" ma noi vogliamo interpretare le esigenze dei tossicodipendenti e delle loro famiglie, perche' e' vergognoso che tutti parlino di droghe ma che poi non ci sia la capacita' di ascolto verso le famiglie, che vivono una vera e propria tragedia". Si parla dunque di riduzione delle tabelle di stupefacenti da quattro a due: droghe naturali e droghe sintetiche. "Cosi' verra' meno -spiega- la distinzione tra droghe leggere e pesanti, che io ho sempre contestato". Altro aspetto cardine "il mutamento dell'atteggiamento dello stato non nei confronti dell'abuso della sostanza ma dell'uso stesso -dice ancora Fini- non si parla piu' di concetto di dose personale o di dose minima giornaliera, ma di qualcosa di piu' adeguato e approfondito. Come chiamarlo? La soglia tollerata sara' stabilita in base alle diverse sostanze. E' un concetto scientifico e chiaro, io non lo chiamo in nessun modo". "Voi, poi, se volete, -dice Fini rivolto ai giornalisti- chiamatelo pure 'antonia'". E' poi il sottosegretario all'Interno, Alfredo Matovano, a Vienna con Fini insieme ai parlamentari Mario Landolfi, Andrea Ronchi e Raffaele Costa a precisare che "non si parla ne' di modica quantita', ne' di dose media giornaliera ma di un quantitativo che puo' essere assunto anche da un tossicodipendente assuefatto a determinate sostanze".
Le sanzioni, che potranno essere annullate dall'avvio di un percorso di disintossicazione, sono penali oltre la soglia tollerata dalla legge e amministrative al di sotto di questo limite (ritiro del passaporto, della patente, del permesso di soggiorno turistico). Fini non ha poi difficolta' a criticare l'impostazione della normativa vigente, che segue il referendum radicale del '93. "Noi non abbiamo la presunzione di interpretare la volonta' della maggioranza degli italiani -spiega- saranno loro ad esprimersi. Vogliamo pero' tenere fede agli impegni presi nel nostro programma elettorale. Quanto ai referendum, in dieci anni una societa' cambia. E poi quel referendum del '93 passo' per una incollatura...".

Arrivano subito i primi commenti rilanciati dalle agenzie di stampa.
"I risultati delle modifiche annunciate da Fini alla legge sulla droga attualmente in vigore porteranno risultati terrificanti". A dichiararlo e' Franco Corleone, presidente di 'Forum droghe'. "In sostanza si tratta di una stretta repressiva -dice l'ex sottosegretario alla Giustizia- che ha lo scopo, come ha dichiarato lo stesso vice premier, di 'sorpassare' il referendum del '93". "Il primo risultato che questa inversione di rotta provochera' -sostiene Corleone- e' che aumenteranno i tossicodipendenti in carcere. La sospensione della pena, soggetta ad un percorso di recupero, non e' infatti, chiara cosi' come non e' chiaro se, una volta sparita la differenza tra droghe pesanti e leggere, esistera' un unico sistema di penalizzazione sia per chi detiene eroina che per chi ha con se cannabis". "Il rischio e' -aggiunge Corleone- che per qualche spinello si possa essere condannati da 8 a 20 anni, pene previste oggi per chi detiene eroina". Corleone negativamente il ritorno all'"utilizzo morale di una legge penale" e la riproposizione di un ruolo 'etico dello Stato", cosi' come "ha fatto l'on. Fini che ha infarcito il suo discorso ufficiale all'assemblea Onu di Vienna solo di appelli moralistici".

"Fini dimentica che nel Fondo sanitario nazionale proprio il suo Governo non ha messo una lira per l'assistenza ai tossicodipendenti. E allora, di tutti gli annunci, Fini realizzera' solo quello che puo' fare gratis: inasprire le pene e reprimere", cosi' Giuseppe Fioroni della Margherita. "Perche', invece di continuare a fare solo annunci irrealizzabili, il Governo non convoca una Conferenza nazionale coinvolgendo tutti i protagonisti del recupero, della prevenzione e della cura?" propone il parlamentare. "Se Fini ascoltasse un po' di piu' quelli che dice di voler consultare 'dopo' il varo del ddl, come regioni, enti locali, comunita' terapeutiche e servizi pubblici, si accorgerebbe che proprio le Finanziarie di Berlusconi hanno bloccato tutti i flussi finanziari che permettevano le cose che si auspicano nelle linee guida annunciate. E' inutile -conclude Fioroni- consultare gli enti locali dopo avergli tagliato tutti i fondi ed e' inutile allettare le comunita' terapeutiche che attendono invano di essere pagate".

"Le proposte di modifica alla legge sulla droga sono ispirate dalla volonta' di 'sorvegliare e punire' i tossicodipendenti" il commento e' di Luana Zanella, deputata Verde della Commissione Affari sociali. La logica che sottende il provvedimento annunciato oggi da Fini, dice la parlamentare, "e' fortemente punitiva". Dal ddl, "emerge con sempre maggiore chiarezza la volonta' di 'sorvegliare e punire' i tossicodipendenti e una strategia tesa ad infliggere una stretta repressiva su chi fa uso di droghe, senza distinguere quelle pesanti e leggere". "Resta inoltre inaccettabile e molto preoccupante per la democrazia -conclude- l'intenzione dichiarata da Fini di voler stravolgere il referendum del '93 che deve invece restare un punto di riferimento nelle politiche sulle tossicodipendenze".

Giuliano Pisapia, capogruppo Prc in commissione Giustizia, preannuncia una "dura opposizione" in Parlamento. Le norme contenute nel disegno di legge, afferma Pisapia, privilegiano "l'aspetto repressivo a scapito di quelle preventivo e riabilitativo" e qualora venissero approvate "non solo non diminuiranno -come dimostra l'esperienza in tutto il mondo- il numero dei tossicodipendenti, ma aumenteranno i profitti della criminalita' organizzata e i reati connessi alla droga". "Il Governo -sottolinea l'esponente di Rifondazione comunista- fa finta di dimenticare che i cittadini, ben consapevoli dei disastrosi effetti derivanti dalla punizione col carcere di consumatori e tossicodipendenti, avevano gia' abrogato, col referendum del '93, le norme che oggi si vogliono riproporre". Per Pisapia, che e' anche contrario all'equiparazione delle droghe pesanti a quelle leggere, si deve pertanto "privilegiare il recupero di chi fa uso e abuso di droga e creare piu' efficaci strumenti di repressione per combattere e reprimere i trafficanti di morte. Compito di uno Stato democratico -conclude- e' quello di rendere operative quelle strutture di recupero e quegli strumenti di informazione, gia' previsti dall'attuale legge, ma solo in parte funzionanti, che aiutino i tossicodipendenti ad uscire da una situazione psico-fisica che certo non puo' essere il carcere".

Per l'on. Rosy Bindi, responsabile per le politiche sociali e della salute della Margherita, "l'annuncio del vicepremier Fini e' sconcertante". "Dopo due anni di Governo -aggiunge Rosy Bindi- non c'e' stato un solo intervento normativo e finanziario per la lotta alla droga, per il recupero dei tossicodipendenti e il sostegno alle comunita' terapeutiche, ai Sert del servizio pubblico; non c'e' stata nessuna lotta allo spaccio e alla criminalita' organizzata. Di piu': si sono resi inefficaci tutti gli strumenti di concertazione messi in piedi nel passato con gli operatori e le comunita' locali. Quindi, dopo due anni di latitanza, il vicepremier Fini ci informa che inasprira' le pene nei confronti dei tossicodipendenti. Non appartengo alla cultura di chi ha mai inteso legalizzare e liberalizzare l'uso di qualunque droga, ma ho sempre ritenuto e ritengo che la droga si combatte e i drogati si recuperano separando la illiceita' dalla punibilita'". "Ma d'altra parte -conclude l'on. Bindi- questo e' il programma di un Governo che affronta i problemi sociali piu' drammatici come la droga, la malattia mentale, l'emarginazione, la prostituzione solo con una mentalita' poliziesca e repressiva. Non appartiene alla politica della Destra la cultura della prevenzione, della presa in carico e della cura delle persone e della loro piena integrazione sociale. E' arrivato anche il momento di una conferenza non governativa sulle tossicodipendenze, dopo che l'Ulivo ha gia' annunciato una conferenza nazionale non governativa sulla salute mentale".

"Che fine ha fatto il Fini democratico, ragionevole, moderato?" si chiede Rita Bernardini, presidente di Radicali Italiani. "Appare poco ragionevole e soprattutto antiscientifico mettere sullo stesso piano droghe pesanti e droghe leggere, cosi' come e' demenziale stabilire per legge che oltrepassando la dose massima tollerabile (da chi?) si diviene automaticamente spacciatori da sbattere in galera" aggiunge Bernardini. "A Fini non basta che le carceri italiane strabocchino gia' di persone che hanno commesso reati legati alle sostanze stupefacenti, vorrebbe di piu': criminalizzare, piu' di quanto non lo siano gia', i quattro milioni di consumatori di hashish e marijuana che -proprio a causa delle leggi proibizioniste- sono costretti a rifornirsi presso l'unico mercato aperto 24 ore su 24, quello criminale e mafioso che prospera grazie all'immenso valore aggiunto determinato dall'illegalita' e dalla clandestinita'".

"La contro-riforma proibizionista, se produrra' effetti, potra' produrre solo quello di aumentare la repressione, e quindi aumentare i profitti criminali sulla droga, che e' gia' oggi droga "libera" nella mani della mafia: libera da ogni controllo medico, chimico, sociale e di prevenzione" commenta Marco Cappato, parlamentare europeo radicale e coordinatore dei Parlamentari per l'Azione Antiproibizionista. "La riunione in corso della Commissione narcotici di Vienna -spiega in una nota l'on. Cappato- sarebbe dovuta servire a fare il punto sul piano lanciato da Arlacchi nel 98 con l'obiettivo di eliminare le droghe dalla faccia della terra in dieci anni. Dopo 5 anni, gli stessi dati dell'ONU ci dicono che sono aumentati produzione, consumo e traffico di tutte le droghe a livello mondiale, nonostante accordi e finanziamenti ONU ai peggiori dittatori di tutto il mondo". Secondo il parlamentare radicale "dopo il fallimento del proibizionismo globale l'Italia rilancia quello nazionale".

"Il Governo dopo aver gettato al lastrico le comunita' e i servizi pubblici attraverso il taglio delle risorse, dopo aver cancellato le politiche di prevenzione, mostra il suo vero volto che e' quello della repressione". Lo afferma Livia Turco, responsabile Welfare dei Ds. "Reintrodurre la modica quantita' -conclude Livia Turco- significa infatti colpire i giovani tossicodipendenti, riempire le carceri di ragazzi e rinunciare a colpire il grande traffico".

Chiudiamo lo spaccato con un commento in parte soddisfatto per gli annunci del Governo. Se e' giusto il superamento della distinzione tra droga leggera e pesante, c'e' da auspicare "un intervento piu' risoluto della legge che miri ad una maggiore repressione verso gli spacciatori e forti strumenti per il reinserimento dei giovani drogati". Lo sollecita Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige (Movimento italiano Genitori). Munizzi chiede anche che "le istituzioni tengano presenti le famiglie dei drogati, che sono un tassello importante per il recupero" e, intanto, sollecita il Governo ad assumere le iniziative necessarie con le autorita' svizzere per fare chiudere i molti negozi che, secondo il Moige, a Chiasso vendono droghe leggere.
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