Domenica 7 giugno 2026
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Onu. Visita di Costa in Afghanistan e in Asia Centrale

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Il direttore dell'Unodc, Antonio Maria Costa, si e' recato a Kabul per fare il punto sulla situazione e sollecitare una piu' efficace applicazione della Strategia Nazionale afghana per il controllo della droga.
"L'economia dell'oppio -ha detto- continuera' a crescere finche' sara' possibile produrre e trafficare droga senza incorrere in pene e finche' non saranno applicati incentivi a cambiare rotta. E' urgente riparare allo squilibrio tra rischio-ricompensa, rendendo il coinvolgimento in attivita' illecite poco attraente dal punto di vista legale ed economico. Da qui deriva, per l'Onu, la necessita' che la comunita' internazionale fornisca maggiore assistenza ai coltivatori afghani per passare dalla coltivazione di oppio ad attivita' lecite".
Nel 2003 la produzione di oppio in Afghanistan ha raggiunto le 3.600 tonnellate, con una crescita del 6% rispetto all'anno precedente. L'oppio ha generato un reddito di 1 miliardo di dollari per i coltivatori e di 1,3 miliardi di dollari per i trafficanti, equivalente al 52% del prodotto interno lordo, e una recente indagine dell'Unodc indica come "assai probabile un ulteriore incremento della produzione".
L'Unodc sta lavorando con il Regno Unito per la creazione di istituzioni contro i narcotici, con la Germania per la riforma della polizia e con l'Italia per la creazione di un nuovo sistema giuridico in Afghanistan.
Un anno fa l'agenzia ha assistito il Governo afghano nell'istituzione di un Direttorato contro i narcotici e nell'adozione di una strategia nazionale per il controllo della droga. La strategia affronta i punti chiave: rafforzamento delle istituzioni, riforma giuridica, forze di polizia, mezzi di sostentamento alternativi e riduzione della domanda, e prevede l'eliminazione della coltivazione di papavero da oppio entro 10 anni.
Per l'Onu vanno esortati in particolar modo i Paesi consumatori di oppio, tra i quali la Russia, la Cina e i Paesi europei, affinche' si adoperino per la riduzione della domanda.
"Se la domanda mondiale -ha detto Costa- continua a mantenersi al livello di 4.000 tonnellate di oppio all'anno, la droga continuera' ad essere prodotta comunque, in qualche luogo e in qualche modo, anche se non in Afghanistan. Questo e' tanto più grave se si considera che l'abuso di eroina iniettata sta diffondendo l'Aids in modo pandemico".
Prima di recarsi in Afghanistan, Costa ha visitato alcune ex repubbliche sovietiche in Asia, recandosi prima a Tashkent, capitale dell'Uzbekistan, poi a Bishkek in Kirghizistan per partecipare, al lancio dell'Agenzia per il controllo della droga ed infine a Dushanbe in Tajikistan, dove ha preso parte alla cerimonia di celebrazione del quinto anniversario dell'Agenzia antidroga locale, creata con il sostegno dell'Unodc.
I Governi di Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan sono stati esortati dalle Nazioni Unite "a impegnarsi in una maggiore cooperazione regionale" per limitare i danni che "il traffico di eroina dall'Afghanistan sta provocando nei Paesi dell'Asia centrale. dall'abuso di droga alla drammatica escalation nella diffusione dell'Aids.
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