Oops... anche American Apparel assumeva immigrati irregolari
American Apparel, la catena di moda statunitense per giovanissimi che si e' sempre fatta un punto d'onore nel produrre magliette, felpe e jeans negli Stati Uniti, usava emigrati illegali nella sua fabbrica nel centro di Los Angeles. L'azienda di Dov Charney dovra' adesso licenziare 1.800 dipendenti - quasi un quarto della sua forza lavoro - dopo che un'inchiesta federale ha scoperto che non avevano i documenti in regola.I licenziamenti - scrive oggi il New York Times - sono diventati una 'vetrina' per gi sforzi dell'amministrazione Obama di ridurre l'emigrazione illegale, costringendo i datori di lavoro a mandare a casa i lavoratori non in regola.
I licenziamenti hanno diviso l'opinione pubblica in California. Antonio Villaraigosa, il sindaco di Los Angeles, ha definito i licenziamenti 'devastanti' e il suo ufficio ha invitato gli agenti federali a concentrarsi sulle aziende che sfruttano davvero i lavoratori. L'azienda di Charney e' famosa perche' paga salari sopra la media e offre la mutua ai dipendenti.
La polemica e' la seconda che investe American Apparel in pochi mesi: in aprile l'azienda di Charney e' stata costretta a pagare cinque milioni di dollari a Woody Allen per una pubblicita' non autorizzata in cui il regista veniva ritratto come un rabbino ortodosso in una foto tratta dal film 'Io e Annie'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti