Lunedì 8 giugno 2026
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Oppiacei e uso improprio. Milano chiama Usa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Negli Usa il fenomeno e' stato documentato: secondo alcune statistiche le overdose legate all'uso non medico di farmaci oppiacei per la terapia del dolore hanno fatto piu' morti di eroina e cocaina messe insieme. In Italia non ci sono dati. Ma a Milano qualche segnale di un possibile uso improprio, al di fuori delle prescrizioni mediche o per periodi piu' lunghi di quanto prescritto, c'e': secondo un'indagine condotta dall'Osservatorio del Dipartimento dipendenze dell'Asl milanese (in collaborazione con Emg - Marketing & Opinion research) su 3 mila persone di eta' fra i 14 e i 64 anni, l'1,94% dei milanesi dichiara di aver fatto uso di oppiacei fuori prescrizione. La stima sulla popolazione generale e' di oltre 10 mila persone. E la percentuale sale al 3,09% se si considera la fascia dei 25-34enni. Mentre, per avere un termine di paragone, in tutta la popolazione Usa la percentuale di chi fa un uso non prescritto di oppiacei e' del 4,6%. "Sono numeri che non possiamo sottovalutare. Non possiamo chiudere gli occhi su quello che succede oltreoceano - spiega Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze dell'Asl di Milano - Si dovrebbe invece monitorare la situazione in Italia". Gatti precisa: "L'uso di questi farmaci e' fondamentale per le terapie del dolore. Ed e' una battaglia di civilta' e di coerenza clinica facilitarne l'accesso".
Secondo il rapporto Osmed-Aifa, in Italia nello speci?co della categoria dei farmaci antidolori?ci ad azione centrale si registrano rilevanti incrementi del consumo rispetto al 2012: +19% in un anno degli alcaloidi naturali dell'oppio (morfina, idromorfone, oxicodone e codeina in associazione), e +5,5% degli altri oppiacei (tramadolo e tapentadolo). "Si dovrebbe pero' allo stesso tempo raccogliere dati sulla correlazione fra crescita delle vendite, morti e trattamenti. Per prevenire eventuali fenomeni pericolosi, situazioni come quella che si e' verificata negli Usa, dove una persona ogni 19 minuti muore per overdose da farmaci e dove, per combattere l'uso improprio e l'abuso, si sono trovati a valutare nuove restrizioni per alcuni dei medicinali antidolore piu' comunemente prescritti". Negli States ci si chiede se l'epidemia di dipendenza e abuso di farmaci oppiacei per la terapia del dolore coincida con una migliore identificazione e trattamento del dolore. "Persone ormai dipendenti, quando per effetto di nuove restrizioni non sono piu' riuscite a procurarsi i farmaci, sono passate al consumo di eroina. Tanto che secondo le statistiche solo il 20% degli under 50 ha iniziato senza avere alle spalle un uso improprio o una dipendenza da farmaci oppiacei", segnala Gatti.
Milano potrebbe vivere una parabola simile? "Al momento non c'e' alcun segnale di questo - rassicura - Anzi, nella metropoli i consumi dichiarati di eroina negli ultimi dieci anni sono diminuiti. Non va dimenticato pero' che nella recentissima operazione New Bridge si e' scoperto che nel boom di eroina in Usa sono coinvolti anche traffici che passano dal nostro Paese: la mafia americana comprava eroina dalla 'ndrangheta, eroina proveniente dall'Afghanistan, via Turchia, Albania e quindi Italia. Storicamente, difficilmente questa droga e' stata solo 'di passaggio' nei Paesi che attraversava. Spesso da noi, sebbene con alcune differenze, sono stati replicati fenomeni di consumo avvenuti prima negli Stati Uniti. Per questo il possibile uso improprio di farmaci per la terapia del dolore e la diffusione di sostanze come l'eroina meritano particolare attenzione", conclude l'esperto.
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