Sabato 6 giugno 2026
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E ora anche i produttori di vino temono il proibizionismo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il mondo del vino non e' disposto a fare da capro espiatorio in tema di sicurezza stradale e si sente ormai costretto in un vicolo cieco tra neoproibizionismi, tassi alcolemici, recessione e allarmi salutistici.
La 'ribellione' parte da Verona dov'e' in corso il simposio 'Wine in moderation' promosso da Fondazione Masi, Federvini e Unione Italiana Vini. Il convegno affronta la questione della sicurezza stradale, su cui ministero delle Politiche agricole, Unione Italiana Vini e Federvini esprimono opinioni condivise, nell'ambito del progetto paneuropeo Wine in moderation.
Per il capo dipartimento del Mipaaf alle Politiche competitive del mondo rurale, Giuseppe Nezzo 'in Paesi come Regno Unito e Irlanda, dove il problema dell'abuso di alcol e' di gran lunga piu' grave, emergono limiti fino a 0,8 grammi/litro, contro lo 0,5 dell'Italia. Portare il limite a zero e' un modo per lavarsi definitivamente la coscienza: uniche a pagare il conto saranno le oltre 500mila aziende che fatturano quasi 11 miliardi di euro l'anno'.
Affermazioni condivise anche dal presidente dell'Unione italiana vini, Andrea Sartori: 'Tasso 0 per neopatentati - dice Sartori - per giovani fino a 21 anni e guidatori professionali, mantenendo per tutti gli altri il limite dello 0,5 g/l, largamente condiviso in tutta Europa'.
Il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia, punta invece sulla necessita' di responsabilizzare i giovani attraverso l'esperienza e l'educazione al gusto, perche' 'dove sono stati imposti, i divieti non hanno portato alla riduzione degli incidenti direttamente imputabili al consumo eccessivo di alcolici, ma anzi ne hanno favorito l'emergere di differenti modalita' di uso scorretto o, peggio ancora, di abuso'.
Ma i giovani italiani, secondo le ultime rilevazioni di 'Wine in moderation' e dell'European School Survey Progect On Alcohol and oder Drugs (Espad) non sarebbero poi grandi consumatori di alcolici. L'Italia, per l'indagine condotta su 35 Paesi, e' al 23/o posto tra i 16enni che dichiarano di aver bevuto alcolici nell'ultimo anno. I giovani italiani bevono la meta' rispetto a molti Paesi Nordeuropei (in testa la Danimarca) e del Regno Unito (al terzo posto). Al nono posto la Germania mentre la Francia e' a pari merito con l'Italia.

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