Sabato 6 giugno 2026
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E ora i cattolici vogliono il testamento biologico. Preoccupazione dell'Associazione Coscioni

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'Associazione medici cattolici italiani (Amci) di Milano "saluta con favore la riapertura del dibattito sull'introduzione in Italia del testamento biologico, o meglio delle 'Dichiarazioni anticipate di fine vita'", dopo gli interventi di esponenti della Chiesa e del mondo politico al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. E invita "tutte le forze politiche ad aprire sin da subito un dibattito sia in sede parlamentare che nelle competenti commissioni".
Una apertura, quella sul testamento biologico, che - ricordano i medici cattolici in una nota - era stata da loro espressa gia' un anno fa, nel luglio del 2007, per voce del presidente Amci Milano, Giorgio Lambertenghi Deliliers. "Non dimentichiamo le reazioni a quegli interventi: moltissime decisamente positive, altre contrarie a priori. In seguito abbiamo sollecitato a prendere una posizione su questa vitale questione non aspettando che casi di cronaca (non ultimo la 'vicenda Englaro') richiamassero l'opinione pubblica a questa dura realta'". Da qui il monito: "non si puo' piu' attendere". E l'invito alle Istituzioni ad aprire un confronto in sede parlamentare. "Gli elementi da cui partire sono tanti e molteplici: il documento del Comitato nazionale di bioetica approvato il 18 dicembre 2003 che riscosse un generale apprezzamento e i lavori condotti durante la scorsa legislatura nella Commissione Sanita' di Palazzo Madama, presieduta dal senatore Ignazio Marino". 
 "Invitiamo tutti gli schieramenti a evitare sterili battaglie ideologiche ma a confrontarsi su una proposta di legge condivisa e che raccolga il contributo di tutti. Il Parlamento deve affrontare alcune vitali questioni non piu' procrastinabili: cosa e' eutanasia e cosa e' accanimento terapeutico. E' pur vero che la valutazione deve rimanere sempre in ultimo ai medici, ma non si puo' dimenticare l'attuale quadro previsto dall'ordinamento giuridico in sede di responsabilita' penale. Qui l'ultima voce spetta al legislatore".
"Come Medici cattolici di Milano condividiamo in toto l'obbligo di non considerare l'alimentazione e l'idratazione una terapia, ma al contempo non possiamo evitare la riflessione che in alcuni casi - forse - anche questo atto puo' rivelarsi una sorta di accanimento terapeutico. In questo richiamiamo il punto 120 della Carta degli operatori sanitari, promossa dal Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori sanitari che indica come: "l'alimentazione e l'idratazione, anche artificialmente amministrate, rientrano tra le cure normali dovute sempre al malato quando non risultano gravose per lui; la loro indebita sospensione puo' avere il significato di vera e propria eutanasia". I camici bianchi concludono, infine, senza mezzi termini: "E' ora di agire. Non si puo' piu' attendere: il Parlamento deve battere un colpo".

'E' pronto l'accordo per farne arma contro i malati'. Cosi' Rocco Berardo, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, in una nota, su una possibile legge relativa al testamento biologico.
In particolare 'un testamento biologico - afferma il rappresentante dell'associazione - che dovesse prevedere, come nei progetti clericali in circolazione, il carattere non vincolante del testamento e l'impossibilita' di dare disposizioni in materia di idratazione e alimentazione rappresenterebbe unicamente un'arma contro i malati, per restringere i loro diritti esistenti invece di facilitarne l'esercizio'. Secondo Berardo 'l'esplodere di entusiasmo delle componenti clericali organizzate - di destra come di sinistra - per una legge sul testamento biologico, purtroppo non e' il risultato di una maturata consapevolezza di una realta' sociale che esiste e si rafforza, quella di malati terminali sottoposti a terapie contro la loro volonta' '. Oggi, conclude il tesoriere dell'associazione 'l'impegno all'esame legislativo e' invece la reazione frettolosa per chiudere lo spazio di diritto e liberta' conquistato dalle lotte di Piergiorgio Welby, di Giovanni Nuvoli, di Beppino Englaro e dalle altre persone che hanno affermato nelle aule dei tribunali il diritto all'autodeterminazione'. 
 
"La sentenza della cassazione crea un precedente molto pericoloso per le liberta' individuali: a questo punto, l'unico modo per porre dei paletti e avere della garanzie per la vita umana e' fare una legge" sul testamento biologico. E' quanto ha proposto la sottosegretaria al Welfare, Eugenia Roccella, intervenendo alla conferenza stampa finale del Meeting di Rimini.
"Dopo la sentenza della cassazione - ha sottolineato la Roccella - siamo davanti ad una situazione davvero unica. Sono diffidente sulle norme che possano regolare il passaggio tra la vita e la morte ma, a questo punto, cio' non impedisce che si possa fare una buona legge garantista che ponga dei paletti sulle relazioni tra medico e paziente e che non susciti la tendenza a suicidarsi". 
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