E ora lo Stato puo' imporre il nome ai figli: si' a Crocefissa, no a Venerdi'
I genitori di Venerdi' G., che ieri ha compiuto due anni e per ordine del tribunale di Genova si chiama Gregorio (dal nome del santo del giorno della sua nascita), hanno provato a far annullare dalla cassazione la decisione dei giudici e ritornare al nome "Venerdi'". Ma la Suprema Corte, per motivi soltanto procedurali, ha dichiarato inammissibile il loro ricorso per un errore nella formulazione e i giudici della prima sezione civile hanno percio' confermato i decreti emessi prima dal tribunale e poi dalla Corte d'appello di Genova. Decisioni sollecitate dalla Procura della Repubblica, alla quale per legge spetta il controllo sulle norme che vietano l'uso di nomi "ridicoli, vergognosi o che possano creare situazioni discriminanti e difficolta' di inserimento". I decreti dei giudici genovesi affermano che Venerdi' "e' un nome che evoca il personaggio dell'opera Robinson Crusoe, una figura umana caratterizzata dalla sudditanza e dell'inferiorita'". I genitori del piccolo Venerdi' hanno tentato invano di ottenere dalla Corte d'appello il via libera per il nome inusuale. Nel loro reclamo sottolineavano, tra l'altro, che "il temuto senso del ridicolo va escluso perche' quelle connotazioni negative potevano essere proprie solo nelle societa' inglese del diciottesimo secolo". Inoltre, sempre secondo mamma Mara e papa' Roberto, "sono molto diffusi nomi che fanno riferimento ad altri giorni della settimana, come Sabato o Domenica, ad animali, come Lupo o Delfina, o a eventi religiosi che richiamano sentimenti di sofferenza, come Genuflessa, Crocifissa, Addolorata, Incatenata". Ma gli argomenti dei genitori non hanno convinto i giudici di merito mentre la cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso per vizi procedurali, non si e' proprio pronunciata sul merito, confermando di fatto le decisioni che hanno "battezzato" Gregorio il piccolo Venerdi'.
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