Lunedì 8 giugno 2026
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E ora tocca al permesso di soggiorno 'a punti'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Una carta di soggiorno a punti che permettera' agli immigrati di rimanere in Italia. E' quanto ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rendendo noto un lavoro compiuto insieme al ministero del Welfare Maurizio Saconi e che dopo una serie di riunioni tecniche ha portato al cosiddetto "Accordo di integrazione".
"Oggi (ieri, ndr) abbiamo discusso del regolamento - ha detto il ministro Maroni, a margine della presentazione della nuova rivista 'Liberta' civili' del ministero dell'Interno - che prevede la stipula di un accordo di integrazione con l'immigrato al momento del rilascio del permesso di soggiorno.
Nell'accordo vengono definiti specifici obiettivi da raggiungere nei due anni di validita' del permesso. Poi ci sara' una valutazione da parte dello sportello unico in merito al raggiungimento di questi obiettivi. Se sono stati raggiunti ci sara' il rinnovo del permesso di soggiorno altrimenti ci sara' l'espulsione". Il ministro Maroni ha riferito che contribuira' al raggiungimento degli obiettivi la conoscenza della lingua italiana, il lavoro e la casa. L'accordo di integrazione sara' applicato solo ai nuovi permessi di soggiorno e non avra' alcun costo per l'immigrato.
"Sara' tutto a carico del ministero dell'Interno - ha detto Maroni - avremo cosi' sotto controllo l'organizzazione e si potra' garantire uno standard uniforme per tutte le province italiane. E' nell'interesse di chi richiede il permesso di soggiorno farlo. Chi non lo fa vuol dire che non vuole integrarsi". L'accordo e' frutto di un lavoro tra i tecnici del ministero dell'Interno e del Welfare in un primo momento sara' trasformato in un decreto.
La bozza dell'accordo prevede una carta per l'immigrato che dovra' raggiungere 30 punti in due anni. Dopo i due anni lo Stato dara' un altro anno di proroga al termine del quale se ancora non e' stato raggiunto il punteggio minimo non verra' rilasciata la carta di soggiorno.
"L'accordo - ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - sottolinea le responsabilita', i diritti e i doveri della persona. Prevede il dovere di iscrizione al servizio sanitario, di imparare la lingua italiana e di fornire un percorso educativo ai propri figli. Tutti elementi che devono condurre a trasformare un accordo integrazione in una situazione compiuta".

Rita Bernardini, deputata radicale eletta nelle liste del PD e membro della Commissione Giustizia della Camera, in una nota afferma: "Come dissi in occasione dell'approvazione dell'ultimo pacchetto sicurezza, subordinare la permanenza dell'extracomunitario in Italia ai crediti introducendo una sorta di 'patente a punti' dell'immigrato, e' l'ennesimo provvedimento demagogico la cui efficacia solleva fin da ora qualche legittima perplessita', anche perche' il deficit di risorse finanziarie e umane in cui versano gli apparati periferici dello Stato, a partire dalle Prefetture e dalle Questure, finira' inevitabilmente con l'avere pesanti ripercussioni sulla effettiva e concreta gestione di questo nuovo istituto giuridico rendendo inadeguati gli strumenti di verifica degli obiettivi di integrazione via via da raggiungere (a partire dalla conoscenza da parte dell'immigrato della lingua italiana e della Costituzione). Basti pensare che gia' adesso una semplice richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno richiede tempi di attesa lunghi piu' di un anno (a fronte dei venti giorni previsti dalla normativa); figuriamoci dunque il caos e la paralisi che si determineranno nella Pubblica Amministrazione nel momento in cui, ai fini del rinnovo, lo straniero sara' chiamato anche a dar prova di aver raggiunto specifici obiettivi di integrazione nel periodo di validita' del permesso di soggiorno. Fino a quando sara' lo Stato il primo a non essere in grado di assolvere i propri doveri rispettando le proprie leggi, non e' quindi pensabile imporre allo straniero patti o accordi di integrazione, tutti strumenti che nella attuale situazione di totale mancanza di risorse, non possono rappresentare altro se non un ulteriore tassello diretto a ostacolare l'integrazione degli extracomunitari favorendone ed incentivandone lo stato di illegalita'. Quanto ai termini utilizzati dal legislatore e' appena il caso di osservare come risulti improprio l'uso della parola 'accordo' per un atto sottoscritto da una parte sola al momento della richiesta del permesso di soggiorno; da questo punto di vista si abbia l'onesta' intellettuale di riconoscere che il nuovo istituto introdotto dal legislatore e ora regolamentato dal Viminale prevede una vera e propria assunzione unilaterale di impegni nei confronti della Repubblica italiana da parte dell'immigrato e non un accordo tra cittadini italiani e stranieri".

Dichiarazione di Foad Aodi, presidente Amsi (Associazione medici di origine stranieri in Italia):
A proposito della proposta del permesso di soggiorno a punti per gli immigrati avanzata dal Governo italiano che in due anni l'immigrato richiedente dovrà accumulare crediti in base ai criteri di valutazione proposti. questi criteri (imparare la lingua italiano e l'inserimento nella scuola,Lavoro ,sanita' ecc....) sono molto importanti per l'integrazione dell'immigrato, ma messi in contesto di punti e sanzioni per chi non li acquista sicuramente non aiutano l'integrazione dello stesso immigrato anzi aumenta il suo stato d'ansia e stress e non si sente mai cittadino a tutti gli effetti visto i tanti esami che deve superare nello stesso tempo perdera' la tranquillita' e serenita' quotidiana ed aumenta il suo isolamento nella societa' italiana perche' verra' considerato sempre un cittadino di passaggio e sotto esame.
Se e' cosi sara' allora perche' non proponiamo anche la cariera dei politici ed amministratori pubblici varra' messa a punti ed ogni due anni verranno giudicati sul lavoro che svolgo ed quanti proposte ed annunci hanno concretizzato e la loro condotta da una consulta di cittadini bipartisan.
Noi proponiamo che questi criteri di valutazione (lingua,scuola,lavoro , sanita' ecc....) devono far parte di un programma di politica a favore dell'integrazione e di non abbinare l'immigrazione sempre alla sicurezza e promuovere l'immigrazione programmata e qualificata e combattere l'immigrazione clandestina come e' la nostra gia' avanzata agli istituzioni italiane nel Bacchetto di Integrazione.
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