ORDINE DEI MEDICI DI CREMONA ARCHIVIA PRATICA SUL DOTTOR MARIO RICCIO
'Non e' stata eutanasia, ma interruzione di un trattamento richiesto dal paziente Piergiorgio Welby'.
Con queste parole il presidente dell'Ordine dei medici di Cremona, dottor Andrea Bianchi, ha esordito nella conferenza stampa indetta per spiegare la decisione di archiviare il caso del dottor Mario Riccio. 'E' stata una decisione approfondita, precisa e puntuale, condotta attraverso un dibattito pacato.
L'istruttoria preliminare per accertare se vi sia stata una violazione del codice deontologico da parte del dottor Ricci nel caso Welby ha tenuto conto dell'audizione dello stesso Riccio, del diario clinico nel quale era stata recepita la volonta' lucida e chiara del paziente al cospetto di quattro testimoni, e la cartella clinica redatta dal medico curante'.
Sulla base di questi elementi i 15 membri della commissione disciplinare hanno discusso, consultando testi e tutta la bibliografia a disposizione per un mese e mezzo.
'Abbiamo approfondito diversi aspetti per arrivare ad una decisione serena e ponderata Riccio non ha sommisnistrato farmaci atti a determinare in modo positivo la morte di Piergiorgio Welby; la sedazione e' avvenuta in linea con i protocolli medici in uso e suffragati dalla letteratura internazionale; Welby non era sottoposto a terapie che potevano rallentare o guarire la sua malattia; infine, il paziente in piena liberta' e nella sua totale capacita' di intendere e volere ha espresso ripetutamente una volonta' lucida e chiara, cosciente che l'interruzione della pratica di ventilazione lo avrebbe condotto alla morte'.
'Oggi si apre il caso Welby, dal punto di vista deontologico c'e' stata la conferma che i pazienti possono sospendere una terapia, anche quelle salvavita'.
Cosi' Mario Riccio commenta la decisione dell'Ordine di Cremona. 'Il medico non e' deontologicamente perseguibile se permette al paziente di sospendere la terapia, come si e' trattato nel caso Welby'.
'Il rifiuto e' stato sancito dal codice deontologico e non ha niente a che vedere con l'eutanasia o con il testamento biologico'.
PROCURA ROMA ACQUISIRA' ARCHIVIAZIONE ORDINE MEDICI La procura di Roma acquisira' il provvedimento di archiviazione disposto dall'ordine dei medici di Cremona nei confronti del dottor Mario Riccio.
L'acquisizione, che potrebbe aprire la strada a una archiviazione anche da punto di vista dell'inchiesta penale, sara' fatta dal procuratore Giovanni Ferrara e dal sostituto Gustavo De Marinis titolari del fascicolo, intestato 'atti relativi'.
La procura capitolina attende ancora gli esiti dell'esame autoptico disposto dai magistrati dopo la morte di Welby avvenuta il 22 dicembre scorso per interruzione, dopo sedazione, della respirazione assistita da ventilazione meccanica, compiuta dal dottor Mario Riccio e annunciata dal segretario dell'associazione Luca Coscioni, l'europarlamentare Marco Cappato. La posizione di Riccio e Cappato, che non sono indagati, e' infatti all'esame della procura di Roma. I risultati degli esami medico-legali dovrebbero essere consegnati alla fine di questo mese quando scadranno i 60 giorni utili ai consulenti per esaminare soprattutto l'aspetto della sedazione.
Si dovra' infatti accertare se la stessa sedazione, attraverso l'esame tossicologico, abbia influito sul decesso di Welby anticipando la morte rispetto all'interruzione della ventilazione assistita. In tal caso appare significativa la volonta' dei magistrati di acquisire l'esito dell'istruttoria amministrativa dell'Ordine dei medici di Cremona, cha ha sgombrato il campo da eventuali responsabilita' dell'anestesista Mario Riccio che assiste' Welby durante l'interruzione della respirazione meccanica.
La procura, il 19 dicembre scorso prima della morte di Welby, annuncio' ricorso contro la decisione del Tribunale civile della capitale che respinse la richiesta dei legali di Welby di interrompere le terapie.
Impugnazione che non ha avuto poi esito per la morte dello stesso Welby.
I pm sottolinearono quella che a loro giudizio appariva come una 'palese contraddizione' nell'ordinanza emessa il 16 dicembre scorso dal giudice del tribunale civile di Roma, Angela Salvio. Gli articoli 32 e 13 della Costituzione, sottolineo' il procuratore Giovanni Ferrara indicano 'l'esistenza di un vero e proprio 'diritto a non curarsi', ossia di un'assoluta liberta' del paziente di rifiutare le cure mediche, lasciando che la malattia faccia il suo corso. Il medico, dunque, ha la potesta' o la facolta' di curare e non il diritto di curare'.
Non si tratta, aggiunse la procura di Roma, 'di agevolare un 'diritto a morire', bensi' di una scelta cosciente tesa ad evitare ulteriori ed inutili sofferenze al paziente irrimediabilmente malato'.
REAZIONI
Marco Cappato, europarlamentare radicale, ha voluto ringraziare ancora una volta il dottor Mario Riccio nel giorno dell'archiviazione del procedimento a suo carico e, in una nota, ricorda che "la lotta del coPresidente dell'Associazione Luca Coscioni e' servita anche a questo: non solo ad affermare per tutti i cittadini la certezza del diritto -stabilito dalla Costituzione- a rifiutare un trattamento sanitario, ma anche a garantire tutti i medici italiani sul rispetto della propria deontologia professionale quando assistono la libera e responsabile scelta del paziente".
L'ordine dei medici di Cremona, scrive ancora Cappato, £ha cosi' limpidamente deciso di non seguire i tanti auspici e manovre di medici d'Ordine e altri emissari politico- istituzionali del potere clericale".
"La decisione non risolve i problemi, perche' dobbiamo chiarire se si e' trattato di eutanasia, oppure no". Lo ha affermato il presidente nazionale dell'Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci), prof. Vincenzo Saraceni, che si e' detto sorpreso dalle dichiarazioni del presidente dell'Ordine dei Medici di Cremona sul comportamento del dott. Riccio, l'anestesista che ha staccato la spina del respiratore di Welby il 20 dicembre scorso: un comportamento definito "ineccepibile dal punto di vista deontologico". "Dire che e' ineccepibile - spiega Saraceni - equivale ad affermare che non e' stato un gesto di eutanasia, perche' il codice la vieta in maniera esplicita. Ed e' proprio questo che non ci sentiamo di accettare".
Secondo il presidente dei Medici Cattolici, "il Codice deontologico quando si e' espresso a favore della possibilita' che il paziente chieda la sospensione delle cure, voleva riferirsi alle condizioni che possono configurare un accanimento terapeutico e non invece ai provvedimenti salvavita di lunga durata".
Una decisione 'giusta, che mi vede molto favorevole e soddisfatta'. Cosi' la bioeticista Cinzia Caporale, presidente del Comitato intergovernativo sulla bioetica dell'Unesco, commenta la decisione dell'Ordine dei medici di archiviare il procedimento nei confronti dell'anestesista Mario Riccio, che lo scorso 20 dicembre stacco' il respiratore a Piergiorgio Welby.
'Per fortuna - ha sottolineato l'esperta - si esce cosi' da una logica punitiva e giudiziaria'. Quanto al ruolo della Bioetica, 'deve rimanere fuori - ha detto Caporale - dalle corti e dall'atteggiamento di sopraffazione di coloro che vorrebbero ridurre tutto a una questione di sanzioni'. Quando si ha infatti a che fare con 'questioni eticamente incerte - ha precisato - non e' certamente il percorso delle sanzioni quello che aiuta'. Nel merito, poi, ha detto la bioeticista, 'non ho mai avuto dubbi riguardo al fatto che un paziente capace di intendere abbia la piena disponibilita' rispetto a qualsiasi trattamento sul proprio corpo, comprese le cosiddette terapie salvavita'.
Tuttavia, ha concluso Caporale, 'condivido la necessita' di una maggiore certezza del diritto nel momento in cui il paziente dovesse divenire incapace di intendere e, dunque, la necessita' della definizione del Testamento biologico'.
Marco Pannella ha accolto con soddisfazione la decisione dell'Ordine dei Medici di Cremona di archiviaazione del procedimento disciplinare a c arico di Mario Riccio, l'anestesista che il 20 dicembre scorso stacco' la spina del respiratore che teneva in vita Piergiorgio Welby.
"Sono molto felice", ha detto da Parigi, "anche perche' non avevo dubbi sulla conclusione di questa triste vicenda. Sono felice anche perche' la decisione e' stata presa all'unanimita', il che significa che le nostre parole sono state in qualche modo ascoltate". Pannella, insieme all'onevole Marco Cappato, e' nella capitale francese per il III Congresso mondiale conro la pena di morte.
"Siamo contenti per il dott. Riccio innanzitutto e anche per Piergiorgio perche' si e' dimostrato che la sua morte non e' stata una soppressione ma un suicidio assistito". Lo afferma all'ADNKRONOS Francesco Lioce, cugino di Piergiorgio Welby, commentando la decisione della Commissione disciplinare dell'Ordine dei medici di Cremona, secondo cui l'anestesista Mario Riccio non ha praticato eutanasia staccando la spina a Piergiorgio Welby e non ha violato il codice deontologico.
"Questa sentenza dimostra che il volere di Piergiorgio era sacrosanto - precisa Lioce - ha chiesto di interrompere le cure e di essere sedato per non soffrire prima di morire. Infatti, se non fosse stato sedato sarebbe morto asfissiato con una sofferenza indicibile".
"Questa sentenza dimostra che la mente di Piergiorgio era perfettamente funzionante - aggiunge - e speriamo che su questa strada si possa soddisfare un'altra sua volonta', quella della cremazione".
"L'importante e' che e' stato dimostrato in maniera chiara, una volta per tutte, che Riccio non ha soppresso nessuno - sottolinea il cugino di Welby - ma ha solo aiutato Piergiorgio a morire in maniera dignitosa e senza sofferenze". "Speriamo che questa sentenza aiuti anche il Parlamento a legiferare in maniera chiara, una volte per tutte, sull'accanimento terapeutico e la morte assistita", conclude.
Si sente "molto, molto felice" per il dott. Mario Riccio e "sollevata" perche', con una decisione all'unanimita', gli stessi medici hanno stabilito che non fu eutanasia, mettendo fine alle polemiche sollevate dalla morte del marito. Ma ora piu' che mai chiede coraggio alla politica e al Parlamento affinche' legiferi in materia. Cosi' la moglie di Piergiorgio Welby, Mina Welby, commenta all'ADNKRONOS 'l'assoluzione' dell'anestesista Mario Riccio da parte della Commissione disciplinare dell'Ordine dei medici di Cremona, secondo cui Riccio non ha praticato eutanasia staccando la spina a Piergiorgio Welby e non ha violato il codice deontologico.
"Ora la politica - sottolinea - abbia piu' coraggio di intraprendere una discussione serena e seria anche sul testamento biologico, sulla dichiarazione anticipata sui trattamenti, sulla possibilita' di un'interruzione per molti malati che vivono problemi come quello di mio marito che col tempo possono diventare una tortura". "Ieri ho letto che in Europa una persona su tre di quelli che hanno un respiratore viene aiutata a morire - prosegue Mina - Mio marito voleva che questo si sapesse".
"Sono molto, molto felice di questo esito - sottolinea - Stimo Riccio, fin da quando l'ho conosciuto, come una persona e un medico serio e coscienzioso. Il fatto che la decisione della Commissione sia stata presa all'unanimita' spero possa influire anche sul Parlamento perche' c'e' troppa confusione sulla fine della vita. Al contrario, incontro tante persone e mi sembra che abbiamo le idee abbastanza chiare".
"Qualche giorno fa il card.Martini ha fatto una dichiarazione molto coraggiosa e credo che anche quello sia stato un incoraggiamento per chi era insicuro. Spero ci siano politici che ascoltino quelle parole", afferma la moglie di Welby, riferendosi alle parole pronunciate su un quotidiano dal Cardinal Carlo Maria Martini, che riferendosi al caso Welby ha sottolineato che non puo' essere trascurata la volonta' del malato.
Per la moglie di Piergiorgio Welby, la decisione della Commissione disciplinare e' importante per Riccio, dopo che "un senatore a vita lo aveva addirittura accusato di assassinio". Non solo. Dopo le polemiche scatenate nell'opinione pubblica alla morte del marito, l'archiviazione del caso nei confronti di Riccio fa sentire Mina "sollevata". "In fondo me lo aspettavo ma non credevo che la scelta sarebbe stata presa all'unanimita' - spiega - i medici sono molto severi con se stessi e tra di loro. Credo che si siano messi dalla parte del paziente e questo mi da' tanta, tanta consolazione.
Ora il Parlamento faccia una buona legge che protegga medico, affinche' anche il paziente si possa affidare a lui con molta piu fiducia".
La decisione dell'Ordine dei medici di Cremona di archiviare il procedimento disciplinare nei confronti del dottor Riccio 'e' inconcepibile. E' il caso che intervenga l'Ordine nazionale dei medici'. A chiederlo e' il responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia Riccardo Pedrizzi.
'Altro che archiviazione: a nostro avviso - afferma Pedrizzi - il gesto di staccare la spina a Welby meritava la radiazione dall'Ordine dei medici. Riccio, infatti, ha violato sia il giuramento d'Ippocrate, sia il codice deontologico della professione medica, che vietano sia l'eutanasia sia il suicidio assistito; vietano, cioe', di provocare la morte del malato, anche dietro sua richiesta'. Secondo Pedrizzi, inoltre, 'se l'aiuto alla respirazione, ma anche l'alimentazione e l'idratazione parenterali, fosse un mero atto medico, un semplice trattamento sanitario, potrebbe pure essere interrotto per non incorrere in accanimento terapeutico. Ma esso e' un mezzo di sostegno vitale, un intervento salvavita, che come tale e' dovuto e non puo' essere sospeso'.
'Il gesto di quel medico, di dare la morte ad un paziente - rileva Pedrizzi - e' tanto piu' grave perch, un medico, in quanto tale, e' chiamato ad essere diacono della vita: deve salvarla, non sopprimerla; deve preoccuparsi di come alleviare il dolore con tutte le attenzioni che sono alla portata della medicina, non di come procurare la morte dei pazienti. Quel medico, insomma, con il suo gesto di morte - conclude Pedrizzi - ha rinnegato il suo stesso ruolo, la sua stessa missione'.
Francesco Cossiga al contrattacco sul caso Welby. Il presidente emerito della Repubblica "prende atto" delle decisioni dell'Ordine dei Medici di Cremona che in sostanza ha 'assolto' stamane il dr. Riccio per aver staccato la spina al malato terminale e presidente dell'associazione Coscioni (l'anestesista era stato denunciato dall'ex-capo dello Stato), bacchetta ma non replica al presidente dell'associazione di categoria del capoluogo lombardo accusato di aver usato nei suoi confronti "aggettivazioni insolenti" e, in particolare, se la prende con le "caritatevoli" parole del cardinal Martini sull'eutanasia, cui gli stessi medici di Cremona hanno fatto riferimento nell'assumere la loro decisione.
"Prendo atto che l'Ordine dei Medici di Cremona ha deciso l'archiviazione del procedimento disciplinare a carico di Mario Riccio, l'anestesista che ha aiutato il dott. Welby a morire staccandogli il respiratore che lo teneva in vita" dice Cossiga in una dichiarazione. "Apprendo che la Procura di Roma basera' la sua decisione, in relazione all'azione penale promossa sul rapporto della polizia giudiziaria ed anche su mia denuncia (non rispondo alle insolenti aggettivazioni del presidente dell'ordine dei medici), anche sul provvedimento dell'ordine di Cremona. Seguira' il gip e poi seguira' il CSM e indi dovrebbe seguire anche il Parlamento... E tutto - aggiunge Cossiga - viene motivato dalle parole caritatevoli del cardinal Martini, come viene ufficialmente dichiarato".
"Ho grande stima e grande affetto per il cardinal Martini, grande biblista ma, a quanto mi consta, non altrettanto esperto moralista e neanche teologo fondamentale. Voglio ricordare che, con tutto il rispetto dovutogli, egli e' solo l'arcivescovo emerito di Milano. Non ha piu' una diocesi cui dettare indirizzi e giudizi morali e non e' vescovo di Roma. E neanche - conclude l'ex-capo dello Stato - Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede."
L'archiviazione del provvedimento contro l'anestesista Mario Riccio, che stacco' il respiratore a Welby? 'Le future leggi ne tengano conto'. Cosi' il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali-Sanita' alla Camera, Tommaso Pellegrino, che esprime 'approvazione' per la decisione dell'Ordine dei medici di Cremona.
'Siamo in presenza - afferma Pellegrino in una nota - di un fatto importante che dovra' essere necessariamente considerato nelle scelte legislative che si faranno su questo tema cosi' delicato'. L'esponente dei Verdi si dice inoltre 'certo' che anche la 'testimonianza di Mina Welby alla Camera, prevista nell'ambito delle audizioni avviate dalle Commissioni congiunte Affari sociali e Giustizia, potra' fornire un contributo significativo e di stimolo per promuovere una discussione serena su temi cosi' importanti'.
Pellegrino ha infine ricordato di aver presentato un'apposita proposta di legge sul consenso informato e contro l'accanimento terapeutico.
La decisione dell'Ordine dei medici di Cremona di archiviazione del procedimento contro Mario Riccio 'e' coerente con i principi deontologici cui si ispira la professione', afferma in una nota il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' di Palazzo Madama, secondo il quale 'si tratta di una pronuncia significativa e importante che personalmente condivido e che ribadisce la liberta' di ciascun cittadino di scegliere le terapie cui sottoporsi affermato dall'articolo 32 della Costituzione'. E', a suo parere, 'una conferma della legittimita della richiesta di sospensione delle cure avanzata da Piergiorgio Welby e quindi dell'operato di Riccio'. Al di la' di questa drammatica vicenda rimane ampio, secondo Marino 'il vuoto legislativo sulle questioni legate alla fine della vita nei pazienti che hanno perso l'integrita' intellettiva e si conferma la necessita' di una legge contro l'accanimento terapeutico e sul testamento biologico'.
Ciononostante la pronuncia di oggi ha un grande limite, secondo Marino: 'e' di fatto sostanzialmente priva di rilievo giuridico. Sara' al contrario decisivo capire quale orientamento adottera' la magistratura riguardo a questa vicenda, ovvero se decidera' di aprire un procedimento o meno, ma per questo e' necessario attendere l'esito dell'autopsia e le valutazioni dei magistrati'. Marino si augura 'che la magistratura decida di non procedere, confermando in questo modo in giurisprudenza il diritto alla libera scelta delle cure e delle terapie garantito dalla Costituzione. Per quanto mi riguarda sono convinto non solo che sia ragionevole, ma anche lecito ed eticamente ammissibile, chiedere la sospensione o la limitazione delle terapie quando queste siano straordinarie, considerate inopportune dal paziente e sproporzionate rispetto ad un possibile miglioramento delle sue condizioni di vita'.
'Non vorremmo - continua Marino - che dopo la decisione di oggi qualcuno possa alimentare una confusione tutta strumentale tra concetti radicalmente differenti: legittima sospensione delle cure, accanimento terapeutico e testamento biologico, eutanasia'. Va sottolineato con grande chiarezza ancora una volta, secondo il senatore e medico Marino 'che la lucida, determinata, e legittima, richiesta di sospensione delle cure da parte di Piergiorgio Welby non pu? essere equiparata in alcun modo all'eutanasia. Nessuno quindi cerchi di leggere nella decisione di oggi una forma di giustificazione di pratiche eutanasiche'.
"Prendo atto e non commento la decisione dell'Ordine dei medici di Cremona. Ma spero che questa 'assoluzione' non venga strumentalizzata dalla sinistra radicale come un precedente da utilizzare per sospendere sempre e comunque i trattamenti sanitari dei pazienti con patologie croniche, anche inguaribili". Lo afferma, in una nota, Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia della commissione Affari Sociali della Camera e responsabile nazionale del dipartimento sanita' di Forza Italia.
"Di persone affette da malattie inguaribili, infatti - continua Di Virgilio - ne esistono moltissime. E tanti accettano con dignita' e serenita' la propria condizione, come ad esempio Carlo Marongiu che, affetto da sclerosi laterale amiotrofica,vive da 8 anni paralizzato e attaccato a un respiratore, ma che non ha mai smesso di avere voglia di vivere".
"L'archiviazione del procedimento disciplinare a carico di Mario Riccio, decisa dall'Ordine dei medici di Cremona, e' una buona notizia. Ma ora servono regole chiare". Ad affermarlo, in una nota, e' Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici.
"Adesso - continua Cozza - c'e' bisogno di norme che non lascino alla discrezionalita' dei singoli Ordini provinciali o delle Procure la possibilita' di poter accusare un medico di eutanasia se, in scienza e coscienza, lascia morire con dignita' una persona gravemente malata soprattutto - conclude - quando non c'e' piu' niente da fare, quando l'unica certezza e' il dolore ed e' chiara la scelta consapevole del paziente di voler porre fine all'accanimento terapeutico".
Silvio Viale, medico di Exit-Italia e membro radicale della Direzione nazionale della Rosa nel Pugno, chiede che la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici si schieri subito con l'Ordine dei Medici di Cremona.
'Nei giorni successivi alla morte di Welby - ricorda Viale - chiesi, invano, che la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici scendesse in campo per difendere l'operato del dottor Riccio, che aveva agito nel rispetto del codice deontologico. Si e' preferito attendere burocraticamente che si pronunciasse l'ordine provinciale, ma ora che la decisione e' giunta non vi sono piu' scusanti'.
'Il presidente nazionale Amedeo Bianco - prosegue Viale - ha l'obbligo morale di intervenire autonomamente, senza attendere il pronunciamento della magistratura, perche' sarebbe avvilente per l'autonomia dei medici italiani, se la Federazione nazionale non difendesse il proprio codice deontologico, che e' ispirato ai principi della Convenzione di Oviedo, ratificata dal Parlamento nel 2001'.
'Se, al contrario, il presidente non dovesse condividere la decisione dell'Ordine di Cremona - conclude - a maggior ragione si tratta di aprire un confronto a tutto campo tra i medici italiani'.
'Piena fiducia' nell'operato dei colleghi dell'Ordine dei medici di Cremona. Cosi' il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Amedeo Bianco, commenta la decisione di archiviazione del provvedimento nei confronti dell'anestesista Mario Riccio, che lo scorso 20 dicembre stacco' il respiratore a Piergiorgio Welby, da parte dell'Ordine cremonese.
'Conosco la serieta' dei colleghi dell'Ordine di Cremona - ha affermato Bianco - e ho motivo di ritenere che le loro valutazioni siano state fatte con la massima serieta' e la massima responsabilita''.
Dunque, ha precisato Bianco, 'le conclusioni cui sono pervenuti i colleghi dell'Ordine di Cremona, credo che legittimamente rispecchino le indicazioni del Codice deontologico medico. Si e' infatti escluso - ha concluso il presidente Fnomceo - di essere dinanzi a un caso di eutanasia, di accanimento terapeutico o di abbandono terapeutico'.
"Accogliamo con grande soddisfazione la valutazione della Commissione disciplina dell'Ordine dei Medici di Cremona sul collega Riccio". Lo scrivono in una nota il presidente dell'Ordine dei Medici di Palermo, Salvatore Amato e il vicepresidente dell'Ordine dei Medici di Palermo, Giovanni Merlino.
"Una decisione che ha una duplice valenza. Da un lato perche' riconosce che il comportamento dell'anestesista e' stato ineccepibile, dall'altro perche' dimostra come certi argomenti devono comunque essere trattati con le competenze tecniche e scientifiche necessarie, con quella liberta' di spirito che deve andare al di la' della sterile difesa di posizioni preconcette frutto non di conoscenza e di sensibilita', ma di posizioni culturali, religiose o politiche non oggettive, ma pregiudiziali".
E concludono: "Ci uniamo all'auspicio dei colleghi dell'Ordine di Cremona ritenedo indispensabile e improcrastinabile una legiferazione in questa delicatissima materia che investe un momento estremamente delicato qual e' quello degli ultimi momenti di vita dell'essere umano".
'Mi sembra una decisione saggia. Sono lieto per il dottor Riccio, per l' associazione Coscioni per l'ordine che ha preso un decisione che, ripeto, ha preso una decisione saggia'. Lo ha detto Daniele Capezzone, deputato della Rosa nel Pugno.
A Bolzano per una conferenza, Capezzone ha parlato anche della decisione sul caso Welby presa dall' ordine dei medici di Cremona. Sulla figura della moglie altoatesina di Welby, Capezzone ha detto: 'La moglie Mina si e' dimostrata una persona con grande sensibilita' e forza straordinaria e credo che potra', con la sua testimonianza e la sua storia, essere di aiuto e conforto per l'impegno di tanti'.
Con queste parole il presidente dell'Ordine dei medici di Cremona, dottor Andrea Bianchi, ha esordito nella conferenza stampa indetta per spiegare la decisione di archiviare il caso del dottor Mario Riccio. 'E' stata una decisione approfondita, precisa e puntuale, condotta attraverso un dibattito pacato.
L'istruttoria preliminare per accertare se vi sia stata una violazione del codice deontologico da parte del dottor Ricci nel caso Welby ha tenuto conto dell'audizione dello stesso Riccio, del diario clinico nel quale era stata recepita la volonta' lucida e chiara del paziente al cospetto di quattro testimoni, e la cartella clinica redatta dal medico curante'.
Sulla base di questi elementi i 15 membri della commissione disciplinare hanno discusso, consultando testi e tutta la bibliografia a disposizione per un mese e mezzo.
'Abbiamo approfondito diversi aspetti per arrivare ad una decisione serena e ponderata Riccio non ha sommisnistrato farmaci atti a determinare in modo positivo la morte di Piergiorgio Welby; la sedazione e' avvenuta in linea con i protocolli medici in uso e suffragati dalla letteratura internazionale; Welby non era sottoposto a terapie che potevano rallentare o guarire la sua malattia; infine, il paziente in piena liberta' e nella sua totale capacita' di intendere e volere ha espresso ripetutamente una volonta' lucida e chiara, cosciente che l'interruzione della pratica di ventilazione lo avrebbe condotto alla morte'.
'Oggi si apre il caso Welby, dal punto di vista deontologico c'e' stata la conferma che i pazienti possono sospendere una terapia, anche quelle salvavita'.
Cosi' Mario Riccio commenta la decisione dell'Ordine di Cremona. 'Il medico non e' deontologicamente perseguibile se permette al paziente di sospendere la terapia, come si e' trattato nel caso Welby'.
'Il rifiuto e' stato sancito dal codice deontologico e non ha niente a che vedere con l'eutanasia o con il testamento biologico'.
PROCURA ROMA ACQUISIRA' ARCHIVIAZIONE ORDINE MEDICI La procura di Roma acquisira' il provvedimento di archiviazione disposto dall'ordine dei medici di Cremona nei confronti del dottor Mario Riccio.
L'acquisizione, che potrebbe aprire la strada a una archiviazione anche da punto di vista dell'inchiesta penale, sara' fatta dal procuratore Giovanni Ferrara e dal sostituto Gustavo De Marinis titolari del fascicolo, intestato 'atti relativi'.
La procura capitolina attende ancora gli esiti dell'esame autoptico disposto dai magistrati dopo la morte di Welby avvenuta il 22 dicembre scorso per interruzione, dopo sedazione, della respirazione assistita da ventilazione meccanica, compiuta dal dottor Mario Riccio e annunciata dal segretario dell'associazione Luca Coscioni, l'europarlamentare Marco Cappato. La posizione di Riccio e Cappato, che non sono indagati, e' infatti all'esame della procura di Roma. I risultati degli esami medico-legali dovrebbero essere consegnati alla fine di questo mese quando scadranno i 60 giorni utili ai consulenti per esaminare soprattutto l'aspetto della sedazione.
Si dovra' infatti accertare se la stessa sedazione, attraverso l'esame tossicologico, abbia influito sul decesso di Welby anticipando la morte rispetto all'interruzione della ventilazione assistita. In tal caso appare significativa la volonta' dei magistrati di acquisire l'esito dell'istruttoria amministrativa dell'Ordine dei medici di Cremona, cha ha sgombrato il campo da eventuali responsabilita' dell'anestesista Mario Riccio che assiste' Welby durante l'interruzione della respirazione meccanica.
La procura, il 19 dicembre scorso prima della morte di Welby, annuncio' ricorso contro la decisione del Tribunale civile della capitale che respinse la richiesta dei legali di Welby di interrompere le terapie.
Impugnazione che non ha avuto poi esito per la morte dello stesso Welby.
I pm sottolinearono quella che a loro giudizio appariva come una 'palese contraddizione' nell'ordinanza emessa il 16 dicembre scorso dal giudice del tribunale civile di Roma, Angela Salvio. Gli articoli 32 e 13 della Costituzione, sottolineo' il procuratore Giovanni Ferrara indicano 'l'esistenza di un vero e proprio 'diritto a non curarsi', ossia di un'assoluta liberta' del paziente di rifiutare le cure mediche, lasciando che la malattia faccia il suo corso. Il medico, dunque, ha la potesta' o la facolta' di curare e non il diritto di curare'.
Non si tratta, aggiunse la procura di Roma, 'di agevolare un 'diritto a morire', bensi' di una scelta cosciente tesa ad evitare ulteriori ed inutili sofferenze al paziente irrimediabilmente malato'.
REAZIONI
Marco Cappato, europarlamentare radicale, ha voluto ringraziare ancora una volta il dottor Mario Riccio nel giorno dell'archiviazione del procedimento a suo carico e, in una nota, ricorda che "la lotta del coPresidente dell'Associazione Luca Coscioni e' servita anche a questo: non solo ad affermare per tutti i cittadini la certezza del diritto -stabilito dalla Costituzione- a rifiutare un trattamento sanitario, ma anche a garantire tutti i medici italiani sul rispetto della propria deontologia professionale quando assistono la libera e responsabile scelta del paziente".
L'ordine dei medici di Cremona, scrive ancora Cappato, £ha cosi' limpidamente deciso di non seguire i tanti auspici e manovre di medici d'Ordine e altri emissari politico- istituzionali del potere clericale".
"La decisione non risolve i problemi, perche' dobbiamo chiarire se si e' trattato di eutanasia, oppure no". Lo ha affermato il presidente nazionale dell'Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci), prof. Vincenzo Saraceni, che si e' detto sorpreso dalle dichiarazioni del presidente dell'Ordine dei Medici di Cremona sul comportamento del dott. Riccio, l'anestesista che ha staccato la spina del respiratore di Welby il 20 dicembre scorso: un comportamento definito "ineccepibile dal punto di vista deontologico". "Dire che e' ineccepibile - spiega Saraceni - equivale ad affermare che non e' stato un gesto di eutanasia, perche' il codice la vieta in maniera esplicita. Ed e' proprio questo che non ci sentiamo di accettare".
Secondo il presidente dei Medici Cattolici, "il Codice deontologico quando si e' espresso a favore della possibilita' che il paziente chieda la sospensione delle cure, voleva riferirsi alle condizioni che possono configurare un accanimento terapeutico e non invece ai provvedimenti salvavita di lunga durata".
Una decisione 'giusta, che mi vede molto favorevole e soddisfatta'. Cosi' la bioeticista Cinzia Caporale, presidente del Comitato intergovernativo sulla bioetica dell'Unesco, commenta la decisione dell'Ordine dei medici di archiviare il procedimento nei confronti dell'anestesista Mario Riccio, che lo scorso 20 dicembre stacco' il respiratore a Piergiorgio Welby.
'Per fortuna - ha sottolineato l'esperta - si esce cosi' da una logica punitiva e giudiziaria'. Quanto al ruolo della Bioetica, 'deve rimanere fuori - ha detto Caporale - dalle corti e dall'atteggiamento di sopraffazione di coloro che vorrebbero ridurre tutto a una questione di sanzioni'. Quando si ha infatti a che fare con 'questioni eticamente incerte - ha precisato - non e' certamente il percorso delle sanzioni quello che aiuta'. Nel merito, poi, ha detto la bioeticista, 'non ho mai avuto dubbi riguardo al fatto che un paziente capace di intendere abbia la piena disponibilita' rispetto a qualsiasi trattamento sul proprio corpo, comprese le cosiddette terapie salvavita'.
Tuttavia, ha concluso Caporale, 'condivido la necessita' di una maggiore certezza del diritto nel momento in cui il paziente dovesse divenire incapace di intendere e, dunque, la necessita' della definizione del Testamento biologico'.
Marco Pannella ha accolto con soddisfazione la decisione dell'Ordine dei Medici di Cremona di archiviaazione del procedimento disciplinare a c arico di Mario Riccio, l'anestesista che il 20 dicembre scorso stacco' la spina del respiratore che teneva in vita Piergiorgio Welby.
"Sono molto felice", ha detto da Parigi, "anche perche' non avevo dubbi sulla conclusione di questa triste vicenda. Sono felice anche perche' la decisione e' stata presa all'unanimita', il che significa che le nostre parole sono state in qualche modo ascoltate". Pannella, insieme all'onevole Marco Cappato, e' nella capitale francese per il III Congresso mondiale conro la pena di morte.
"Siamo contenti per il dott. Riccio innanzitutto e anche per Piergiorgio perche' si e' dimostrato che la sua morte non e' stata una soppressione ma un suicidio assistito". Lo afferma all'ADNKRONOS Francesco Lioce, cugino di Piergiorgio Welby, commentando la decisione della Commissione disciplinare dell'Ordine dei medici di Cremona, secondo cui l'anestesista Mario Riccio non ha praticato eutanasia staccando la spina a Piergiorgio Welby e non ha violato il codice deontologico.
"Questa sentenza dimostra che il volere di Piergiorgio era sacrosanto - precisa Lioce - ha chiesto di interrompere le cure e di essere sedato per non soffrire prima di morire. Infatti, se non fosse stato sedato sarebbe morto asfissiato con una sofferenza indicibile".
"Questa sentenza dimostra che la mente di Piergiorgio era perfettamente funzionante - aggiunge - e speriamo che su questa strada si possa soddisfare un'altra sua volonta', quella della cremazione".
"L'importante e' che e' stato dimostrato in maniera chiara, una volta per tutte, che Riccio non ha soppresso nessuno - sottolinea il cugino di Welby - ma ha solo aiutato Piergiorgio a morire in maniera dignitosa e senza sofferenze". "Speriamo che questa sentenza aiuti anche il Parlamento a legiferare in maniera chiara, una volte per tutte, sull'accanimento terapeutico e la morte assistita", conclude.
Si sente "molto, molto felice" per il dott. Mario Riccio e "sollevata" perche', con una decisione all'unanimita', gli stessi medici hanno stabilito che non fu eutanasia, mettendo fine alle polemiche sollevate dalla morte del marito. Ma ora piu' che mai chiede coraggio alla politica e al Parlamento affinche' legiferi in materia. Cosi' la moglie di Piergiorgio Welby, Mina Welby, commenta all'ADNKRONOS 'l'assoluzione' dell'anestesista Mario Riccio da parte della Commissione disciplinare dell'Ordine dei medici di Cremona, secondo cui Riccio non ha praticato eutanasia staccando la spina a Piergiorgio Welby e non ha violato il codice deontologico.
"Ora la politica - sottolinea - abbia piu' coraggio di intraprendere una discussione serena e seria anche sul testamento biologico, sulla dichiarazione anticipata sui trattamenti, sulla possibilita' di un'interruzione per molti malati che vivono problemi come quello di mio marito che col tempo possono diventare una tortura". "Ieri ho letto che in Europa una persona su tre di quelli che hanno un respiratore viene aiutata a morire - prosegue Mina - Mio marito voleva che questo si sapesse".
"Sono molto, molto felice di questo esito - sottolinea - Stimo Riccio, fin da quando l'ho conosciuto, come una persona e un medico serio e coscienzioso. Il fatto che la decisione della Commissione sia stata presa all'unanimita' spero possa influire anche sul Parlamento perche' c'e' troppa confusione sulla fine della vita. Al contrario, incontro tante persone e mi sembra che abbiamo le idee abbastanza chiare".
"Qualche giorno fa il card.Martini ha fatto una dichiarazione molto coraggiosa e credo che anche quello sia stato un incoraggiamento per chi era insicuro. Spero ci siano politici che ascoltino quelle parole", afferma la moglie di Welby, riferendosi alle parole pronunciate su un quotidiano dal Cardinal Carlo Maria Martini, che riferendosi al caso Welby ha sottolineato che non puo' essere trascurata la volonta' del malato.
Per la moglie di Piergiorgio Welby, la decisione della Commissione disciplinare e' importante per Riccio, dopo che "un senatore a vita lo aveva addirittura accusato di assassinio". Non solo. Dopo le polemiche scatenate nell'opinione pubblica alla morte del marito, l'archiviazione del caso nei confronti di Riccio fa sentire Mina "sollevata". "In fondo me lo aspettavo ma non credevo che la scelta sarebbe stata presa all'unanimita' - spiega - i medici sono molto severi con se stessi e tra di loro. Credo che si siano messi dalla parte del paziente e questo mi da' tanta, tanta consolazione.
Ora il Parlamento faccia una buona legge che protegga medico, affinche' anche il paziente si possa affidare a lui con molta piu fiducia".
La decisione dell'Ordine dei medici di Cremona di archiviare il procedimento disciplinare nei confronti del dottor Riccio 'e' inconcepibile. E' il caso che intervenga l'Ordine nazionale dei medici'. A chiederlo e' il responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia Riccardo Pedrizzi.
'Altro che archiviazione: a nostro avviso - afferma Pedrizzi - il gesto di staccare la spina a Welby meritava la radiazione dall'Ordine dei medici. Riccio, infatti, ha violato sia il giuramento d'Ippocrate, sia il codice deontologico della professione medica, che vietano sia l'eutanasia sia il suicidio assistito; vietano, cioe', di provocare la morte del malato, anche dietro sua richiesta'. Secondo Pedrizzi, inoltre, 'se l'aiuto alla respirazione, ma anche l'alimentazione e l'idratazione parenterali, fosse un mero atto medico, un semplice trattamento sanitario, potrebbe pure essere interrotto per non incorrere in accanimento terapeutico. Ma esso e' un mezzo di sostegno vitale, un intervento salvavita, che come tale e' dovuto e non puo' essere sospeso'.
'Il gesto di quel medico, di dare la morte ad un paziente - rileva Pedrizzi - e' tanto piu' grave perch, un medico, in quanto tale, e' chiamato ad essere diacono della vita: deve salvarla, non sopprimerla; deve preoccuparsi di come alleviare il dolore con tutte le attenzioni che sono alla portata della medicina, non di come procurare la morte dei pazienti. Quel medico, insomma, con il suo gesto di morte - conclude Pedrizzi - ha rinnegato il suo stesso ruolo, la sua stessa missione'.
Francesco Cossiga al contrattacco sul caso Welby. Il presidente emerito della Repubblica "prende atto" delle decisioni dell'Ordine dei Medici di Cremona che in sostanza ha 'assolto' stamane il dr. Riccio per aver staccato la spina al malato terminale e presidente dell'associazione Coscioni (l'anestesista era stato denunciato dall'ex-capo dello Stato), bacchetta ma non replica al presidente dell'associazione di categoria del capoluogo lombardo accusato di aver usato nei suoi confronti "aggettivazioni insolenti" e, in particolare, se la prende con le "caritatevoli" parole del cardinal Martini sull'eutanasia, cui gli stessi medici di Cremona hanno fatto riferimento nell'assumere la loro decisione.
"Prendo atto che l'Ordine dei Medici di Cremona ha deciso l'archiviazione del procedimento disciplinare a carico di Mario Riccio, l'anestesista che ha aiutato il dott. Welby a morire staccandogli il respiratore che lo teneva in vita" dice Cossiga in una dichiarazione. "Apprendo che la Procura di Roma basera' la sua decisione, in relazione all'azione penale promossa sul rapporto della polizia giudiziaria ed anche su mia denuncia (non rispondo alle insolenti aggettivazioni del presidente dell'ordine dei medici), anche sul provvedimento dell'ordine di Cremona. Seguira' il gip e poi seguira' il CSM e indi dovrebbe seguire anche il Parlamento... E tutto - aggiunge Cossiga - viene motivato dalle parole caritatevoli del cardinal Martini, come viene ufficialmente dichiarato".
"Ho grande stima e grande affetto per il cardinal Martini, grande biblista ma, a quanto mi consta, non altrettanto esperto moralista e neanche teologo fondamentale. Voglio ricordare che, con tutto il rispetto dovutogli, egli e' solo l'arcivescovo emerito di Milano. Non ha piu' una diocesi cui dettare indirizzi e giudizi morali e non e' vescovo di Roma. E neanche - conclude l'ex-capo dello Stato - Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede."
L'archiviazione del provvedimento contro l'anestesista Mario Riccio, che stacco' il respiratore a Welby? 'Le future leggi ne tengano conto'. Cosi' il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali-Sanita' alla Camera, Tommaso Pellegrino, che esprime 'approvazione' per la decisione dell'Ordine dei medici di Cremona.
'Siamo in presenza - afferma Pellegrino in una nota - di un fatto importante che dovra' essere necessariamente considerato nelle scelte legislative che si faranno su questo tema cosi' delicato'. L'esponente dei Verdi si dice inoltre 'certo' che anche la 'testimonianza di Mina Welby alla Camera, prevista nell'ambito delle audizioni avviate dalle Commissioni congiunte Affari sociali e Giustizia, potra' fornire un contributo significativo e di stimolo per promuovere una discussione serena su temi cosi' importanti'.
Pellegrino ha infine ricordato di aver presentato un'apposita proposta di legge sul consenso informato e contro l'accanimento terapeutico.
La decisione dell'Ordine dei medici di Cremona di archiviazione del procedimento contro Mario Riccio 'e' coerente con i principi deontologici cui si ispira la professione', afferma in una nota il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' di Palazzo Madama, secondo il quale 'si tratta di una pronuncia significativa e importante che personalmente condivido e che ribadisce la liberta' di ciascun cittadino di scegliere le terapie cui sottoporsi affermato dall'articolo 32 della Costituzione'. E', a suo parere, 'una conferma della legittimita della richiesta di sospensione delle cure avanzata da Piergiorgio Welby e quindi dell'operato di Riccio'. Al di la' di questa drammatica vicenda rimane ampio, secondo Marino 'il vuoto legislativo sulle questioni legate alla fine della vita nei pazienti che hanno perso l'integrita' intellettiva e si conferma la necessita' di una legge contro l'accanimento terapeutico e sul testamento biologico'.
Ciononostante la pronuncia di oggi ha un grande limite, secondo Marino: 'e' di fatto sostanzialmente priva di rilievo giuridico. Sara' al contrario decisivo capire quale orientamento adottera' la magistratura riguardo a questa vicenda, ovvero se decidera' di aprire un procedimento o meno, ma per questo e' necessario attendere l'esito dell'autopsia e le valutazioni dei magistrati'. Marino si augura 'che la magistratura decida di non procedere, confermando in questo modo in giurisprudenza il diritto alla libera scelta delle cure e delle terapie garantito dalla Costituzione. Per quanto mi riguarda sono convinto non solo che sia ragionevole, ma anche lecito ed eticamente ammissibile, chiedere la sospensione o la limitazione delle terapie quando queste siano straordinarie, considerate inopportune dal paziente e sproporzionate rispetto ad un possibile miglioramento delle sue condizioni di vita'.
'Non vorremmo - continua Marino - che dopo la decisione di oggi qualcuno possa alimentare una confusione tutta strumentale tra concetti radicalmente differenti: legittima sospensione delle cure, accanimento terapeutico e testamento biologico, eutanasia'. Va sottolineato con grande chiarezza ancora una volta, secondo il senatore e medico Marino 'che la lucida, determinata, e legittima, richiesta di sospensione delle cure da parte di Piergiorgio Welby non pu? essere equiparata in alcun modo all'eutanasia. Nessuno quindi cerchi di leggere nella decisione di oggi una forma di giustificazione di pratiche eutanasiche'.
"Prendo atto e non commento la decisione dell'Ordine dei medici di Cremona. Ma spero che questa 'assoluzione' non venga strumentalizzata dalla sinistra radicale come un precedente da utilizzare per sospendere sempre e comunque i trattamenti sanitari dei pazienti con patologie croniche, anche inguaribili". Lo afferma, in una nota, Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia della commissione Affari Sociali della Camera e responsabile nazionale del dipartimento sanita' di Forza Italia.
"Di persone affette da malattie inguaribili, infatti - continua Di Virgilio - ne esistono moltissime. E tanti accettano con dignita' e serenita' la propria condizione, come ad esempio Carlo Marongiu che, affetto da sclerosi laterale amiotrofica,vive da 8 anni paralizzato e attaccato a un respiratore, ma che non ha mai smesso di avere voglia di vivere".
"L'archiviazione del procedimento disciplinare a carico di Mario Riccio, decisa dall'Ordine dei medici di Cremona, e' una buona notizia. Ma ora servono regole chiare". Ad affermarlo, in una nota, e' Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici.
"Adesso - continua Cozza - c'e' bisogno di norme che non lascino alla discrezionalita' dei singoli Ordini provinciali o delle Procure la possibilita' di poter accusare un medico di eutanasia se, in scienza e coscienza, lascia morire con dignita' una persona gravemente malata soprattutto - conclude - quando non c'e' piu' niente da fare, quando l'unica certezza e' il dolore ed e' chiara la scelta consapevole del paziente di voler porre fine all'accanimento terapeutico".
Silvio Viale, medico di Exit-Italia e membro radicale della Direzione nazionale della Rosa nel Pugno, chiede che la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici si schieri subito con l'Ordine dei Medici di Cremona.
'Nei giorni successivi alla morte di Welby - ricorda Viale - chiesi, invano, che la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici scendesse in campo per difendere l'operato del dottor Riccio, che aveva agito nel rispetto del codice deontologico. Si e' preferito attendere burocraticamente che si pronunciasse l'ordine provinciale, ma ora che la decisione e' giunta non vi sono piu' scusanti'.
'Il presidente nazionale Amedeo Bianco - prosegue Viale - ha l'obbligo morale di intervenire autonomamente, senza attendere il pronunciamento della magistratura, perche' sarebbe avvilente per l'autonomia dei medici italiani, se la Federazione nazionale non difendesse il proprio codice deontologico, che e' ispirato ai principi della Convenzione di Oviedo, ratificata dal Parlamento nel 2001'.
'Se, al contrario, il presidente non dovesse condividere la decisione dell'Ordine di Cremona - conclude - a maggior ragione si tratta di aprire un confronto a tutto campo tra i medici italiani'.
'Piena fiducia' nell'operato dei colleghi dell'Ordine dei medici di Cremona. Cosi' il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Amedeo Bianco, commenta la decisione di archiviazione del provvedimento nei confronti dell'anestesista Mario Riccio, che lo scorso 20 dicembre stacco' il respiratore a Piergiorgio Welby, da parte dell'Ordine cremonese.
'Conosco la serieta' dei colleghi dell'Ordine di Cremona - ha affermato Bianco - e ho motivo di ritenere che le loro valutazioni siano state fatte con la massima serieta' e la massima responsabilita''.
Dunque, ha precisato Bianco, 'le conclusioni cui sono pervenuti i colleghi dell'Ordine di Cremona, credo che legittimamente rispecchino le indicazioni del Codice deontologico medico. Si e' infatti escluso - ha concluso il presidente Fnomceo - di essere dinanzi a un caso di eutanasia, di accanimento terapeutico o di abbandono terapeutico'.
"Accogliamo con grande soddisfazione la valutazione della Commissione disciplina dell'Ordine dei Medici di Cremona sul collega Riccio". Lo scrivono in una nota il presidente dell'Ordine dei Medici di Palermo, Salvatore Amato e il vicepresidente dell'Ordine dei Medici di Palermo, Giovanni Merlino.
"Una decisione che ha una duplice valenza. Da un lato perche' riconosce che il comportamento dell'anestesista e' stato ineccepibile, dall'altro perche' dimostra come certi argomenti devono comunque essere trattati con le competenze tecniche e scientifiche necessarie, con quella liberta' di spirito che deve andare al di la' della sterile difesa di posizioni preconcette frutto non di conoscenza e di sensibilita', ma di posizioni culturali, religiose o politiche non oggettive, ma pregiudiziali".
E concludono: "Ci uniamo all'auspicio dei colleghi dell'Ordine di Cremona ritenedo indispensabile e improcrastinabile una legiferazione in questa delicatissima materia che investe un momento estremamente delicato qual e' quello degli ultimi momenti di vita dell'essere umano".
'Mi sembra una decisione saggia. Sono lieto per il dottor Riccio, per l' associazione Coscioni per l'ordine che ha preso un decisione che, ripeto, ha preso una decisione saggia'. Lo ha detto Daniele Capezzone, deputato della Rosa nel Pugno.
A Bolzano per una conferenza, Capezzone ha parlato anche della decisione sul caso Welby presa dall' ordine dei medici di Cremona. Sulla figura della moglie altoatesina di Welby, Capezzone ha detto: 'La moglie Mina si e' dimostrata una persona con grande sensibilita' e forza straordinaria e credo che potra', con la sua testimonianza e la sua storia, essere di aiuto e conforto per l'impegno di tanti'.
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