Giovedì 4 giugno 2026
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'Oro Bianco'. Presentato libro di Gratteri e Nicaso

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Ho apprezzato questo libro perche' non e' un semplice libro sulla droga, ma l'abilita' di chi l'ha ha scritto e' stata guardare in maniera scientifica a tutti i settori del grande mondo della cocaina: gli sfruttati, gli sfruttatori, i mediatori, i distributori". Con queste parole in procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho ha presentato "Oro bianco", l'ultima fatica editoriale del "suo" procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dello studioso Antonio Nicaso. Per Cafiero De Raho si tratta di un testo completo e interessante, che "mette in luce tutti i problemi e tutte le contraddizioni del mondo del narcotraffico". Peru' e Colombia - ha spiegato ad esempio il procuratore capo della Dda reggina - "sono i primi paesi produttori al mondo di cocaina, l Messico segue a ruota, ma la loro economia sul mercato mondiale non esiste. Chi coltiva la cocaina e' gente che vive nel bisogno,ma chi si arricchisce sono coloro che li sfuttano. Il business della cocaina e' pari a 140 miliardi di dollari l'anno ma solo il 7-8% rimane nel paese produttori". Una contraddizione vigente anche in Calabria per Cafiero De Raho che al riguardo afferma: "I broker vengono dalla nostra Calabria, vengono da quelle famiglie che hanno convertito i proventi dei sequestri nel traffico di droga. Ma mentre la ndrangheta si arricchiva con questo business la Calabria si impoveriva". 
 "E' indecente che oggi nel Pil entrino anche droga, prostituzione e contrabbando, cioe' anche la provenienza di un reato. Questo dimostra come non ci sia sensibilita' sul tema". E' quanto ha dichiarato il procuratore capo della Dda reggina, Federico Cafiero De Raho, riguardo la decisione di inserire i proventi delle attivita' illegali nel nuovo calcolo statistico che verra' adottato da tutti i paesi europei, intervenendo alla presentazione del libro "Oro bianco" del procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dello studioso Antonio Nicaso. "Tutti coloro che operano in questo settore, che si battono perche' le regole vengano rispettate non possono accettare che la ricchezza proveniente dal lavoro e quella proveniente da fonti illecite, sia considerata uguale". 
"Dove finisce la ricchezza della droga? La droga arriva a Gioia Tauro, ad Amsterdam, in Europa, mentre il denaro passa da un computer a un altro, da uno stato all'altro, senza che lo si riesca a intercettare. La 'ndrangheta e il narcotraffico si sono internazionalizzati e velocizzati, le indagini no". Sono parole amare quelle con cui il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria ha fatto il punto sulla lotta mondiale al narcotraffico e alla 'ndrangheta che nel settore la fa da padrona. "Noi - sottolinea Cafiero De Raho - abbiamo una lentezza che viene dalle condizioni di difficolta' economica che implicano la necessita' di risparmio anche per le indagini, mentre la ndrangheta si muove velocemente". Proprio gli affari dei clan in tema di narcotraffico hanno tuttavia consentito di provare alcune delle piu' recenti acquisizioni investigative come l'unitarieta' delle 'ndrine. "Non vi e' distinzione fra cosche della jonica, della tirrenica o del mandamento centro quando c'e' da trattare droga. Questo riflette l'unitarieta' di fondo del fenomeno - ha aggiunto il procuratore Cafiero De Raho - Si vede soprattutto nella fase del reimpiego, quando si possono osservare elementi di cosche diverse agire insieme per il riciclaggio",
"La cocaina non desta allarme sociale, e' considerato uno status symbol piu' che un problema, basti pensare che la piazza di consumo piu' importante e' Milano, ma la locale Dda ha ridotto del 70% le inchieste sul narcotraffico". Con queste parole lo studioso Antonio Nicaso entra nelle contraddizioni del narcotraffico sviscerate in "Oro bianco", scritto a quattro mani con il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri. "La cocaina non suscita piu' allarme sociale come non lo suscita chi tratta il denaro che dalla cocaina proviene" aggiunge Nicaso, presentando il libro all'Universita' Mediterranea di Reggio Calabria. "L'euro - spiega - e' diventato funzionale al traffico di cocaina. Ad esempio, per portare l'equivalente di un milione di dollari americani bastano 2mila banconote da 500, che pesano infinitamente meno della stessa quantita' di denaro in dollari. Noi lo abbiamo segnalato piu' volte anche alla Commissione europea, chiedendo che quel taglio fosse eliminato, ma nessuno ha mai voluto darci ascolto. Anche le politiche economiche contribuiscono al traffico di droga".
"L'Onu dovrebbe avere il potere di entrare in Colombia, Bolivia, Peru', Uruguay, gli unici paesi dove la coca si produce allo stato naturale, per proporre ai cocaleros incentivi economici per agevolare la riconversione delle colture". E' questa per il procuratore aggiunto Nicola Gratteri l'unica strada per una reale lotta al narcotraffico, tuttavia la debolezza degli organismi internazionali impedisce di perseguirla, nonostante gli indubbi vantaggi economici. "Fare la riconversione delle colture significherebbe dare ai contadini l'equivalente della differenza del prezzo di vendita del granturco rispetto alla coca, dimostrando loro la convenienza". Per il procuratore aggiunto, intervenuto alla presentazione di "Oro bianco", il libro scritto a quattro mani con lo studioso Antonio Nicaso,si tratterebbe di una strategia vincente e piu' conveniente anche dal punto di vista economico perche' "per finanziarla servirebbe un terzo della spesa del mondo occidentale per il contrasto al narcotraffico". Tuttavia, conclude, "l'Onu e' un organismo debole che arriva sempre troppo tardi, quando ci sono solo macerie". 
(ag. Il Velino)

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