Osapp: otto detenuti su dieci sono malati
"Il rapporto sulla sanita' penitenziaria predisposto dalla Commissione Giustizia del Senato ci consegna un quadro che definire drammatico e' quanto mai offensivo per la dignita' dell'uomo recluso, piu' di quanto non lo sia lo stare dentro a scontare la pena". A dichiararlo e' Leo Beneduci, segretario generale dell'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp), il quale commenta la situazione venuta a galla e che ha evidenziato una relazione di 2 detenuti sani su 10.
"Ci sarebbero tutti i presupposti - continua Beneduci - per una denuncia al Tribunale di Strasburgo per gravi violazioni del 'diritto dell'uomo'. La nostra non vuole essere un'accusa generica al sistema, non cadiamo nel facile tranello dell'indignazione generale, ma e' l'analisi fredda che vuole segnalare come ci sia un intento mirato a che le carceri restino come sono: sono 20 anni che assistiamo alla stessa solfa".
La responsabilita' di questa situazione, secondo l'Osapp, "si perde risalendo certamente ai precedenti Governi, culminata con l'ultima disastrosa gestione di un esecutivo, quello di Prodi, che con l'indulto proposto e appoggiato ha pensato bene di scaricare il problema riducendolo ad una mera questione di numeri. Se immaginiamo a solo dove sia ora il presidente Ferrara, ex Capo del Dap di allora, non dobbiamo certamente pensare che sia stato dequalificato o punito per le gravi condizioni lasciate. Ma questa e' l'Italia che vuole qualcuno, carceri comprese". La responsabilita, oggi, rileva Beneduci, "e' aggravata da un'Amministrazione a dir poco silente, sembra quasi che al ministro della Giustizia Alfano non interessi proprio del mondo penitenziario che ha il dovere di gestire, e il presidente Ionta, capo attuale del Dap, sembra come perso in altre questioni di 'interesse nazionale'. Non parlando delle altre organizzazioni di categoria, che attente ora nella raccolta di tessere sindacali non hanno convenienza a scoprirsi troppo".
In tale quadro, il segretario dell'Osapp, si rivolge anche al leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, chiedendo "quale sia la logica perversa di raccogliere un milione di firme per un Lodo che lei e i suoi amici definite 'incostituzionale e immorale' e che coinvolge quattro persone, quando in questo preciso momento ci sono piu' di 57 mila persone che giacciono in condizioni altrettanto immorali e incostituzionali. Detenuti che avranno pur commesso crimini contro la societa' ma che sono ammassati in celle di 4 metri per 4, il piu' delle volte costretti a dormire su un materasso per terra. La nostra accusa e' a 360 gradi e ha nomi e cognomi ben individuati, anche verso chi dell'opposizione si sente detentore della verita' assoluta, o e' altrettanto dormiente, come capita troppo spesso all'on.le Veltroni".
"Ci sarebbero tutti i presupposti - continua Beneduci - per una denuncia al Tribunale di Strasburgo per gravi violazioni del 'diritto dell'uomo'. La nostra non vuole essere un'accusa generica al sistema, non cadiamo nel facile tranello dell'indignazione generale, ma e' l'analisi fredda che vuole segnalare come ci sia un intento mirato a che le carceri restino come sono: sono 20 anni che assistiamo alla stessa solfa".
La responsabilita' di questa situazione, secondo l'Osapp, "si perde risalendo certamente ai precedenti Governi, culminata con l'ultima disastrosa gestione di un esecutivo, quello di Prodi, che con l'indulto proposto e appoggiato ha pensato bene di scaricare il problema riducendolo ad una mera questione di numeri. Se immaginiamo a solo dove sia ora il presidente Ferrara, ex Capo del Dap di allora, non dobbiamo certamente pensare che sia stato dequalificato o punito per le gravi condizioni lasciate. Ma questa e' l'Italia che vuole qualcuno, carceri comprese". La responsabilita, oggi, rileva Beneduci, "e' aggravata da un'Amministrazione a dir poco silente, sembra quasi che al ministro della Giustizia Alfano non interessi proprio del mondo penitenziario che ha il dovere di gestire, e il presidente Ionta, capo attuale del Dap, sembra come perso in altre questioni di 'interesse nazionale'. Non parlando delle altre organizzazioni di categoria, che attente ora nella raccolta di tessere sindacali non hanno convenienza a scoprirsi troppo".
In tale quadro, il segretario dell'Osapp, si rivolge anche al leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, chiedendo "quale sia la logica perversa di raccogliere un milione di firme per un Lodo che lei e i suoi amici definite 'incostituzionale e immorale' e che coinvolge quattro persone, quando in questo preciso momento ci sono piu' di 57 mila persone che giacciono in condizioni altrettanto immorali e incostituzionali. Detenuti che avranno pur commesso crimini contro la societa' ma che sono ammassati in celle di 4 metri per 4, il piu' delle volte costretti a dormire su un materasso per terra. La nostra accusa e' a 360 gradi e ha nomi e cognomi ben individuati, anche verso chi dell'opposizione si sente detentore della verita' assoluta, o e' altrettanto dormiente, come capita troppo spesso all'on.le Veltroni".
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