Ospedale nega fecondazione artificiale: a 41 anni troppo vecchia per un figlio
«Al centro di fisiopatologia della riproduzione del San Martino, dopo mesi di esami, siamo stati liquidati dicendoci che per la mia età e per alcuni problemi, risolvibili però, del mio compagno l'ospedale non poteva aiutarci visto che la percentuale di successo nel nostro caso sarebbe stata molto bassa». Serena ha 41 anni, il suo compagno 8 di meno, da 2 stanno inutilmente cercando di avere un figlio. Pensavano che la soluzione ai loro problemi fosse all'ospedale San Martino, si sono sentititi dirottare verso le case di cura private. «Siamo stati trattati come numeri - denunciano ora - siamo stati scaricati perché il nostro caso sarebbe stato negativo per le loro statistiche». Ma c'è una frase che li ha indispettiti più della freddezza dei numeri: «La dottoressa ci ha consigliato che se volevamo cominciare un ciclo di inseminazione, avremmo dovuto sbrigarci, ma avremmo dovuto farla privatamente». Serena e il suo compagno non immaginano neppure di essere vittime di quello che la legge 40 sulla procreazione assistita non dice e che la Regione Liguria non ha ancora regolamentato, ovvero fino a che età una donna nel suo desiderio di maternità può essere sostenuta dal Servizio sanitario pubblico.
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