Osservatore Romano: cessare alimentazione artificiale è eutanasia
Smettere di idratare o nutrire un paziente in stato vegetativo non e' 'evitare un accanimento terapeutico', ma 'praticare un forma di eutanasia mediante l'omissione di ció che andrebbe fatto per mantenere il paziente in vita': e' quanto ribadisce ieri, in un articolo in prima pagina l'Osservatore Romano, che denuncia l'ipocrisia, negli attuali dibattiti sul bio-testamento, di non nominare le cose con il loro vero nome.
'Il fatto che a scegliere tale opzione sia il paziente stesso non cambia la sostanza; se infatti la sospensione di un mezzo di sostegno vitale porta come conseguenza l'abbreviare la vita di un malato, il termine da utilizzare, piú coerentemente, sarebbe quello di eutanasia', si legge. 'Anche se tale parola dovesse incutere maggior timore in chi la ascolta, forse il suo uso, definendo piú onestamente la questione, indurrebbe a una riflessione piú profonda sulla posta in gioco', aggiunge il giornale vaticano.
Invece 'dai dibattiti sollevati anche da casi recenti in merito alla bioetica di fine vita sembrano emergere con chiarezza due dati: la grande confusione sulla definizione di malato 'terminale' e la progressiva scomparsa dell'uso del termine 'eutanasia'', rimarca l'Osservatore.
'Il fatto che a scegliere tale opzione sia il paziente stesso non cambia la sostanza; se infatti la sospensione di un mezzo di sostegno vitale porta come conseguenza l'abbreviare la vita di un malato, il termine da utilizzare, piú coerentemente, sarebbe quello di eutanasia', si legge. 'Anche se tale parola dovesse incutere maggior timore in chi la ascolta, forse il suo uso, definendo piú onestamente la questione, indurrebbe a una riflessione piú profonda sulla posta in gioco', aggiunge il giornale vaticano.
Invece 'dai dibattiti sollevati anche da casi recenti in merito alla bioetica di fine vita sembrano emergere con chiarezza due dati: la grande confusione sulla definizione di malato 'terminale' e la progressiva scomparsa dell'uso del termine 'eutanasia'', rimarca l'Osservatore.
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