Osservatorio Romano contro il Re del Belgio: non doveva controfirmare legge su ricerca embrioni
E' polemica tra la Chiesa cattolica e Alberto II di Belgio, re timorato di Dio ma colpevole - agli occhi dei vescovi belgi e del Vaticano - di aver promulgato nei giorni scorsi una legge che definisce l'essere umano in divenire, compresi embrioni e feti, come 'materiale corporeo umano' disponibile per le applicazioni mediche o la ricerca scientifica. Si tratta di una normativa 'agghiacciante', ha denunciato l'episcopato del Belgio, in una nota rilanciata oggi anche dall'Osservatore Romano.
Nel comunicato traspare l'amarezza per il comportamento di Alberto che non ha rifiutato la sua firma alla nuova legge approvata dal Parlamento nello scorso dicembre; ben diverso - si ricorda in Vaticano - l'atteggiamento di suo fratello, re Baldovino, il quale preferi' abdicare per due giorni nel 1989 piuttosto che firmare la legge sull'aborto. I vescovi belgi accusano in particolare l'articolo 2 comma 1 che ammette l'ottenimento e l'utilizzazione a fini medici e scientifici di 'tutto il materiale biologico umano, compresi tessuti, cellule, gameti, embrioni, feti, cosi' come le sostanze che ne vengono estratte, qualunque sia il grado di trasformazione'.
Il progetto di legge, passato con il 'si'' definitivo della Camera (95 voti a favore, 34 astensioni e nessun 'no'), fa del cattolico Belgio- sottolinea l'Osservatore Romano - uno dei pochi Stati europei ad aver promulgato una normativa relativa alla ricerca sugli embrioni. Segue in questo la Gran Bretagna, che dal 2002 ha creato una 'banca' per le cellule staminali di origine embrionale, e la Spagna che - ricorda il giornale vaticano - permette l'uso di tutte le tecniche utili all'ottenimento di cellule embrionali umane a fini terapeutici.
Nel comunicato traspare l'amarezza per il comportamento di Alberto che non ha rifiutato la sua firma alla nuova legge approvata dal Parlamento nello scorso dicembre; ben diverso - si ricorda in Vaticano - l'atteggiamento di suo fratello, re Baldovino, il quale preferi' abdicare per due giorni nel 1989 piuttosto che firmare la legge sull'aborto. I vescovi belgi accusano in particolare l'articolo 2 comma 1 che ammette l'ottenimento e l'utilizzazione a fini medici e scientifici di 'tutto il materiale biologico umano, compresi tessuti, cellule, gameti, embrioni, feti, cosi' come le sostanze che ne vengono estratte, qualunque sia il grado di trasformazione'.
Il progetto di legge, passato con il 'si'' definitivo della Camera (95 voti a favore, 34 astensioni e nessun 'no'), fa del cattolico Belgio- sottolinea l'Osservatore Romano - uno dei pochi Stati europei ad aver promulgato una normativa relativa alla ricerca sugli embrioni. Segue in questo la Gran Bretagna, che dal 2002 ha creato una 'banca' per le cellule staminali di origine embrionale, e la Spagna che - ricorda il giornale vaticano - permette l'uso di tutte le tecniche utili all'ottenimento di cellule embrionali umane a fini terapeutici.
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