Lunedì 8 giugno 2026
Menu

Il P2P del credito: privati finanziano altri privati

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Quando gli istituti finanziari chiudono il rubinetto, le famiglie e le piccole aziende annaspano per mancanza di liquidita'. Nel terzo trimestre 2008, i prestiti a privati e imprese sono scesi rispettivamente del 95% e 58% sullo stesso periodo del 2007, in tutto l'anno del 20% -e il fondo non e' stato ancora toccato. Ma c'e' chi cerca un vantaggio da questa situazione. "Le cifre dimostrano che la crisi sta beneficiando i finanziamenti P2P", spiega Arturo Cervera, co-fondatore, con Jose' Miguel Rotaeche, di Comunitae, la prima societa' di prestiti online tra privati, che sara' operativa in Spagna nel secondo trimestre 2009. Il requisito base per utilizzare un servizio di credito P2P (rete paritaria) e' di risiedere e avere un conto aperto nello Stato della societa' che offre il servizio.
Il funzionamento e' simile a quello dei suoi predecessori in Europa e Usa. Comunitae classifica i creditori in base al rischio d'insolvenza. Per questo accede all'elenco dei morosi dell'associazione nazionale Asnef e agli organismi d'analisi del rischio Equifax o Esperian. Saranno dunque ammessi solo coloro che presentano un livello di rischio accettabile. Una volta acquisita la documentazione di base (fotocopia del documento d'identita', busta paga, ecc.) inizia la trattativa. Se qualcuno chiede 3.000 euro per un interesse massimo del 9%, chiunque puo' prestare la somma inferiore a questo tasso. Alla fine, il creditore scegliera' l'offerta migliore. In teoria ci guadagnano tutti: l'investitore, che si aggiudica una rendita del 6%-7% e il creditore, che ottiene l'agognato denaro a un interesse di uno o due punti percentuali inferiori rispetto a una banca o a una cassa di risparmio. In quanto alle commissioni, Comunitae la chiedera' agli uni e agli altri, ma essendo solo intermediaria tra persone, non e' soggetta alle regole della Banca di Spagna. La sfida se mai si chiama fiducia.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →