Il padre di Dolly si dedica alla clonazione degli animali in estinzione
Niente piu' animali in via di estinzione. E' l'obiettivo di una nuova tecnica di clonazione, che verra' utilizzata nel tentativo di salvare uno degli animali piu' rari, il rinoceronte bianco del Nord. Nelle distese dell'Africa nord-orientale, loro habitat naturale, ormai ne sono rimasti solo pochissimi esemplari, minacciati da un bracconaggio senza scrupoli. I ricercatori della Royal Zoological Society scozzese e dell'universita' di Edimburgo - si legge sul quotidiano britannico Independent - cercheranno di preservare i geni di un esemplare in cattivita' utilizzando una tecnica che fonde le sue cellule della pelle con gli embrioni di un 'cugino' non ancora in pericolo di estinzione, il rinoceronte bianco del Sud. Il risultato saranno delle chimere, con un mix di cellule di entrambi gli esemplari, ma la speranza e' che alcune crescano fino a diventare spermatozoi e ovuli con cui assicurare la sopravvivenza della specie. Se l'esperimento pionieristico avra' successo, la tecnica potra' essere applicata a varie specie di animali a rischio. Al progetto partecipa Ian Wilmut, il 'papa' della pecora Dolly. Lo scienziato e' convinto che la tecnica possa funzionare perche' piu' efficace e semplice del metodo utilizzato oltre 10 anni fa per ottenere il primo animale clonato al mondo. L'intenzione dei ricercatori e' prelevare piccoli campioni di pelle dei pochi rinoceronti bianchi del Nord in cattivita', e riportare le cellule 'indietro' trasformandole in totipotenti come le staminali embrionali, grazie a una tecnica di ingegneria genetica testata su topi di laboratorio. Obiettivo futuro, sempre se i risultati saranno positivi, salvare il panda gigante.
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