Paissan (Garante) e Bernabe' (Telecom Italia): preoccupati per la privacy
Non ho nulla da nascondere". E' la formula che chiunque ha un approccio disinvolto al mondo dei social network e della comunicazione in generale utilizza ogni qualvolta gli si ponga il problema dell'utilizzo dei dati personali. Una formula che, per il componente dell'Autorita' garante della privacy Mauro Paissan, ben rappresenta l'atteggiamento e il grado di consapevolezza dell'italiano medio. Durante la presentazione del suo libro "La privacy e' morta, viva la privacy", edito da Ponte alle Grazie, Paissan ha infatti spiegato: "noi cittadini siamo poco informati, poco consapevoli e quindi poco responsabili riguardo al governo dei dati su di noi. Siamo un po' fessacchiotti, molto poco furbi".
Un'oscillazione che si puo' ritrovare anche nel mezzo di comunicazione piu' vicino ad internet, "ovvero la televisione: in questo caso l'oscillazione", continua Paissan, "e' tra i reality dove ognuno esibisce tutto se' stesso fin nei comportamenti piu' intimi e la chiusura a riccio del nostro vivere sociale". Alla base di queste difficolta' c'e' la mancata conoscenza di cio' che si guarda e di cio' che ci riguarda: "io penso che troppo spesso i giuristi e gli informatici parlano di queste problematiche con un linguaggio troppo tecnico, rivolto ai soli addetti ai lavori", conclude Paissan: "il mio intento e' stato quindi quello di unire semplicita' e rigore e di sciogliere i termini per chiarire i problemi".
Il tema della tutela dei dati personali, legato all'utilizzo di internet nelle sue infinite possibilita', "si evolvera' in termini drammatici con il passare degli anni". L'analisi e' di Franco Bernabe', amministratore delegato di Telecom Italia, intervenuto alla presentazione del libro di Paissan. "Le possibilita' di stoccaggio dei dati si intensificano anno dopo anno e, gia' oggi, con una chiavetta da 16 giga si possono archiviare i dati di una vita", spiega Bernabe': "su Google maps ci sono i luoghi in cui ciascuno di noi e' stato e tutto questo andra' crescendo. Il problema e' come queste possibilita' si evolveranno anche perche' il modo in cui si e' sviluppato il web negli ultimi vent'anni e' stato privo di qualsiasi architettura, di qualsiasi regola, totalmente autonomo". Un sistema che ha avuto la sua fonte principale "nella gratuita' del web che ha messo in difficolta' media importanti come la tv e i giornali. Questa gratuita'", continua Bernabe', "non e' piu' sostenibile anche perche', in passato, tutto cio' che un cittadino faceva veniva cancellato dal tempo. Ora non e' piu' cosi' e viene meno un diritto fondamentale come quello all'oblio".
Un'oscillazione che si puo' ritrovare anche nel mezzo di comunicazione piu' vicino ad internet, "ovvero la televisione: in questo caso l'oscillazione", continua Paissan, "e' tra i reality dove ognuno esibisce tutto se' stesso fin nei comportamenti piu' intimi e la chiusura a riccio del nostro vivere sociale". Alla base di queste difficolta' c'e' la mancata conoscenza di cio' che si guarda e di cio' che ci riguarda: "io penso che troppo spesso i giuristi e gli informatici parlano di queste problematiche con un linguaggio troppo tecnico, rivolto ai soli addetti ai lavori", conclude Paissan: "il mio intento e' stato quindi quello di unire semplicita' e rigore e di sciogliere i termini per chiarire i problemi".
Il tema della tutela dei dati personali, legato all'utilizzo di internet nelle sue infinite possibilita', "si evolvera' in termini drammatici con il passare degli anni". L'analisi e' di Franco Bernabe', amministratore delegato di Telecom Italia, intervenuto alla presentazione del libro di Paissan. "Le possibilita' di stoccaggio dei dati si intensificano anno dopo anno e, gia' oggi, con una chiavetta da 16 giga si possono archiviare i dati di una vita", spiega Bernabe': "su Google maps ci sono i luoghi in cui ciascuno di noi e' stato e tutto questo andra' crescendo. Il problema e' come queste possibilita' si evolveranno anche perche' il modo in cui si e' sviluppato il web negli ultimi vent'anni e' stato privo di qualsiasi architettura, di qualsiasi regola, totalmente autonomo". Un sistema che ha avuto la sua fonte principale "nella gratuita' del web che ha messo in difficolta' media importanti come la tv e i giornali. Questa gratuita'", continua Bernabe', "non e' piu' sostenibile anche perche', in passato, tutto cio' che un cittadino faceva veniva cancellato dal tempo. Ora non e' piu' cosi' e viene meno un diritto fondamentale come quello all'oblio".
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