Pakistan. Necessari gli aiuti internazionali contro gli stupefacenti

Bux Maher, ministro federale per il controllo delle droghe, ha aperto la tavola rotonda organizzata dalla Forza antinarcotici pakistana, con la collaborazione dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro i crimini e le droghe (Unodc), dichiarando che la produzione afghana d'oppio ha superato il record del 2003, quando le coltivazioni furono pari a 80 mila ettari, arrivando nel corso dello scorso anno a 206.700 ettari.Hanno partecipato alla conferenza piu' di 30 Paesi e organizzazioni internazionali tra cui: l'Afghanistan, l'Austria, l'Australia, il Belgio, il Canada, la Danimarca, la Finlandia, la Francia, la Germania, l'Iran, l'India, l'Italia, il Giappone, il Lussemburgo, la Norvegia, l'Olanda, la Russia, la Spagna, la Svizzera, la Svezia, la Turchia, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Commissione europea, l'Interpol e l'Europol.
"La maggior parte dei narcotici prodotti in Afghanistan arriva in Pakistan attraverso i 2500 Km di confine e da qui parte per i Paesi europei, attraverso l'Iran e il Golfo Persico -ha dichiarato il ministro-. Il Pakistan cerca di controllare il traffico illegale dal vicino Afghanistan, ma le limitate risorse dell'unita' antinarcotici rendono il lavoro difficile. Per questo e' necessario l'ausilio della comunita' internazionale".
In Pakistan ci sono quasi quattro milioni di tossicodipendenti, di cui 500 mila eroinomani e circa 100 mila si iniettano droghe per via endovenosa.
Anche il vice ministro per le sostanze stupefacenti, generale maggiore Mian Zaheer Ahmed ha chiesto alle forze internazionali di "unire le risorse per combattere questa minaccia".
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