Venerdì 5 giugno 2026
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Palazzani: sedazione terminale e' eutanasia nascosta

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Se il medico interpreta le cure palliative 'come una sedazione profonda e terminale, la cui intenzione e' quella di anticipare la morte', siamo di fronte a 'una forma di eutanasia nascosta'. Lo afferma Laura Palazzani, vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica (italiano) in un articolo pubblicato ieri dall'Osservatore Romano. Il testo, che non cita esplicitamente il 'caso Welby' e la sedazione terminale profonda praticata dal dottor Riccio, rileva la necessita' di 'definire la sottile linea di confine tra dovere terapeutico, obbligo etico di intervenire a fini curativi, e 'accanimento terapeutico', tentativo di posticipazione inutile e sproporzionata, oltre ogni limite, della morte ormai imminente'. 'Si tratta  di individuare quando la sospensione delle terapie sia doverosa eticamente e deontologicamente e quando invece si configuri come un atto eutanasico, intesa come anticipazione della morte naturale, allo scopo di alleviare le sofferenze'. Ed anche 'la doverosita' delle cure palliative a fine vita solleva alcune ambiguita': tutti sono d'accordo nel sostenere l'importanza della sedazione al fine di alleviare le sofferenze del malato, anzi, dovrebbe essere ritenuto un diritto del paziente quello di accedere alle cure palliative', ma 'alcuni ritengono un dovere morale il rispetto della volonta' del malato che determina individualmente i confini tra dignita' e non dignita' della propria vita; altri affermano che i malati non vanno mai abbandonati terapeuticamente, in quanto ogni condizione esistenziale della vita umana, anche se sofferente, merita di essere accudita se non curando, almeno prendendosi cura di loro'.
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