Paradiso per i cartelli della cocaina: prezzi alle stelle

L'Australia è diventata una delle destinazioni più redditizie al mondo per i trafficanti di cocaina. Come riporta l'Australian Financial Review, le organizzazioni criminali internazionali considerano il paese una vera e propria "mucca da mungere": i prezzi che è possibile spuntare sul mercato australiano sono nettamente superiori a quelli praticati altrove nel mondo, rendendo ogni spedizione straordinariamente lucrativa.
Il divario di prezzo è enorme. Secondo dati già noti alle autorità australiane, un chilogrammo di cocaina a Sydney può fruttare circa 250.000 dollari australiani, contro i circa 16.000 dollari che costerebbe nella città di confine di Brownsville, in Texas. Un moltiplicatore che spiega l'attrazione irresistibile che il mercato australiano esercita sui cartelli sudamericani e messicani.
L'Australia è vista dai trafficanti come un bersaglio privilegiato anche per via della sua conformazione geografica: una costa vastissima, decine di porti e aeroporti, e una popolazione con un'elevata capacità di spesa. Non a caso, la cocaina è la seconda droga illegale più consumata nel paese, dopo la cannabis, con un tasso di consumo tra gli adulti che la colloca ai vertici mondiali.
Le operazioni delle forze dell'ordine australiane hanno registrato sequestri sempre più imponenti negli ultimi anni, segno dell'intensificarsi dei tentativi di approvvigionamento da parte dei cartelli. Soltanto a dicembre 2024, la Polizia Federale Australiana ha sequestrato 2,3 tonnellate di cocaina al largo delle coste del Queensland — il più grande sequestro nella storia del paese — con un valore di mercato stimato in 760 milioni di dollari australiani. Pochi mesi dopo, nel maggio 2025, un'altra operazione congiunta tra la polizia del Nuovo Galles del Sud e la Polizia Federale ha portato al sequestro di oltre una tonnellata di cocaina al largo della costa neozelandese, per un valore stimato di quasi 400 milioni di dollari.
I meccanismi di riciclaggio sono altrettanto sofisticati. Indagini precedenti avevano già rivelato come banche australiane e internazionali fossero state inconsapevolmente utilizzate per ripulire centinaia di milioni di dollari provenienti dal traffico di cocaina sudamericano, con i proventi illeciti spesso convertiti in dispositivi elettronici di alto valore poi riesportati all'estero in container.
Il mercato illegale delle droghe in Australia vale complessivamente — secondo stime aggiornate al 2022 — oltre 11 miliardi di dollari australiani l'anno. Una cifra che, lungi dallo scoraggiare i trafficanti, continua ad alimentare la corsa dei cartelli internazionali verso l'isola-continente.