Lunedì 8 giugno 2026
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Paraguay. Forti sospetti che alcune autorita' proteggano narcotrafficanti

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Ivàn Mendes Mesquita (nella foto al momento della cattura) e Claudair Lopes de Farìas, i narcotrafficanti piu' ricercati nelle Americhe, avrebbero usufruito di una protezione giudiziaria, di polizia e politica in Paraguay in cambio di forti somme di denaro. In una memoria presentata al giudice Andrés Casati, Mendes Mesquita ha ammesso che esistevano degli accordi di impunibilita', anche se non ha fatto nomi.
Mendes Mesquita e Lopes de Farìas fanno affidamento su dei documenti. Il primo ha un'autorizzazione di domicilio permanente ricevuto dal ministero degli Interni, carta di identita' paraguayana autorizzata dalla Policia Nacional e tre porto d'armi ricevuti dalla Fuerzas Armadas de la Naciòn. A questi c'e' da aggiungere la fedina penale e di polizia pulite che sono state fatte valere a fronte di un mandato internazionale di cattura per traffico di droghe. I documenti sono stati presentati con il suo vero nome, senza dover assumere altre identita'.
Sono anche vari i documenti in video che riprendono il narcotrafficanate in compagnia di autorita' di polizia, funzionari dell'ufficio migrazione di Ciudad del Este, il marito della procuratrice Basilisa Vàzquez, il proprietario dell'azienda Leoncio Ramòn Mareco dove Mende Mesquita e' stato catturato, e l'ex-governatore Wildo Penayo. Ed era di proprieta' di quest'ultimo il panfilo con cui il narcotrafficante navigava sul fiume Paraguay.
Mesquita e' stato catturato per l'appunto nell'azienda di Mareco nel dipartimento dell'Alto Paraguay, lo scorso 24 novembre, con 260 chili di cocaina probabilmente proveniente dalla Colombia e che doveva essere distribuita in Europa e Usa.
La prima conseguenza e' il peggioramento dei rapporti delle autorita' nazionali con quelle dell'Alto Paraguay, nella zona nord del Paese.
In questo contesto si inseriscono le ferme intenzioni del presidente Nicanor Duarte Frutos di insistere sulla promozione del commissario Aristides Cabral, indicato come uno dei protettori del clan di Fernandinho Meira Mar, che sono state l'elemento scatenante per cui il Governo Usa ha levato perfino il suo appoggio economico. Grazie all'ambasciatore Usa e' stato fatto un forte lavoro di lobby perche' i parlamentari si opponessero a questa promozione. Fonti dell'ambasciata assicurano che gli agenti federali e quelli della Dea hanno prove sufficienti che collegano Cabral con il clan Beira Mar; non solo, ma si parla anche di intercettazioni telefoniche. Durante la cattura di un narcotrafficante da parte degli agenti federali insieme a quelli della Dea e del Senad, questo narcos avrebbe contestato a Cabral i 20 mila dollari che gli dava ogni mese proprio perche' non dovesse accadere cio' che invece stava succedendo.
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