Sabato 6 giugno 2026
Menu

Parlamento da via libera a nuova legge su immigrazione e test Dna

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Una normativa che prevede un ulteriore controllo dei flussi di immigrazione, al centro di dure e lunghe polemiche in Francia, e' stata approvata ieri dal Parlamento. L'opposizione ha annunciato il ricorso al Consiglio costituzionale, specificamente sulla parte relativa al test sul DNA previsto in alcuni casi di ricongiungimento familiare, il centro vero dello scontro tra destra e sinistra ma che ha spaccato anche la maggioranza, come e' emerso nel dibattito e nel voto finale, in seconda lettura, dell'Assemblea nazionale (282 si' e 235 no; il gruppo UMP e' composto di 321 membri). In serata e' arrivato il via libera del Senato, con 185 voti contro 136.
Il Consiglio costituzionale, presieduto da Jean-Louis Debre', ha un mese di tempo per decidere se chiedere modifiche.
In linea con la politica di una 'immigrazione mirata e selezionata' condotta da Nicolas Sarkozy quando era ministro dell'interno, il suo braccio destro di allora, Brice Hortefeux, diventato ministro per l'immigrazione, ha fatto cosi' approvare la quarta legge in materia di immigrazione degli ultimi quattro anni. Una legge contrastata, nel mirino di responsabili religiosi, intellettuali, politici di destra e di sinistra. Tre ex primi ministri neo-gollisti come Edouard Balladur, Jean-Pierre Raffarin e Dominique de Villepin hanno preso le distanze; anche dentro l'esecutivo la scelta ha creato fratture con il ministro per le politiche delle citta', Fadela Amara, pronta a denunciare il carattere 'disgustoso' della scelta del test del DNA.
La polemica su questo aspetto ha di fatto cancellato dal dibattito l'insieme del provvedimento che introduce principi non marginali come la necessita' di saper comunicare nella lingua francese, di saper riconoscere i caratteri basilari della legislazione francese in materia di diritto di famiglia, di diritto al matrimonio e alla laicita'. O la condizione per il residente di avere un livello di salario minimo per poter chiedere ai familiari di raggiungerlo. La stretta piu' forte e' venuta proprio sul fronte piu' delicato, quello del ricongiungimento familiare che costituisce la stragrande maggioranza del flusso migratorio.
Attualmente l'immigrazione professionale rappresenta il 7% di questa realta' mentre Sarkozy vuole che diventi il 50%. Di qui la scelta di rendere piu' duro il meccanismo del ricongiungimento, cosi' come aveva fatto con la legge dello scorso anno quando aveva deciso di allungare i tempi per l'acquisizione della cittadinanza, di rendere piu' difficile ottenere permessi di lunga durata e di dilatare il tempo necessario per chiedere il ricongiungimento. Ora questa nuova legge si salda con la precedente e mira a regolamentare specificamente questo aspetto, da sempre il grande canale dell'immigrazione francese.
Hortefeux ha difeso anche oggi in parlamento la normativa, molto addolcita dopo il voto del senato, ed ha denunciato il fatto che ne sia stata fatta quasi una 'caricatura'. 'La nuova legge consentira' agli stranieri in buona fede un diritto nuovo che consentira' loro di portare un elemento di prova del loro legame familiare' ha detto il ministro che ha anche citato una nota dell'alto commissariato dell'ONU per gli immigrati che sostiene che 'il test DNA e' una evoluzione logica ed ineluttabile'.
Comunque sia il test sara' sperimentale per 18 mesi e poi verra' valutata la sua applicazione e una commissione indipendente giudichera'. Per ora i francesi sembrano divisi: il 49% e' convinta della validita' del test, il 43% e' contraria.
Una conferma del rapporto di forze registrato anche alle presidenziali che premia la linea dura di Sarkozy in tema di immigrazione.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →