Parlano i difensori dell'emendamento salva call center selvaggio: provvedimento bipartisan
I senatori del Pdl Salvo Fleres e Bruno Alicata, sulla norma che salva i lavoratori dei call center hanno dichiarato: " Uno scontro tra gestori e commercianti di elenchi telefonici rischiava di mandare a casa 30.000 lavoratori". I due firmatari dell'emendamento recepito dal governo, nel ddl Milleproroghe, riguardante l'uso, ancora per un anno, degli elenchi telefonici da parte dei call center, non la mandano giu' di passare per disturbatori dei cittadini. "L'emendamento - affermano i senatori Fleres e Alicata - e' stato votato in Commissione all'unanimita', in maniera bipartisan, perche' proroga di un anno il precedente sistema di uso degli elenchi telefonici e salva nel contempo 30.000 posti di lavoro, soprattutto al Sud". A chi sostiene che l'emendamento stravolge le regole dettate dal Garante della privacy, i due senatori ribattono: "Il Garante della privacy opera nel suo comodo ufficio, si confronta con pochi e selezionati gruppi di interesse e non ha la responsabilita' di evitare l'aumento della disoccupazione nel Paese. Noi stiamo per le strade, rappresentiamo i cittadini e percepiamo il disagio di chi rischia il posto di lavoro. La verita' e' che dietro l'uso di "elenchi piu' o meno regolari" si sta scatenando un'attivita' lobbistica, questa si' molesta, che rischia di travolgere migliaia di famiglie. E' ovvio che la deroga deve essere funzionale all'adeguamento graduale dei call center alle nuove disposizioni "salva-quiete", che riteniamo giuste se applicate in modo da non provocare rimedi peggiori dei mali.
Insomma, se nel 2009 per salvare 30.000 lavoratori qualche cittadino ricevera' una telefonata riguardante proposte commerciali, crediamo non sia un dramma per nessuno e, comunque, potra' sempre riattaccare la cornetta. Noi, viceversa, in questi giorni telefonate ne abbiamo ricevute tante e non per nobili motivi". Un anno per pulire le liste.
L'Agenzia Adnkronos riporta, senza citare la fonte, questa spiegazione del provvedimento.
Il cosiddetto decreto 'salva call center' non autorizza in modo indiscriminato gli operatori a disturbare la quiete casalinga degli italiani. In realta' dara' loro tempo fino al 31 dicembre per chiedere alle persone se vogliono essere disturbate da chiamate di telemarketing. In Italia l'unica societa' a possedere liste gia' pulite e' Telecom Italia. Telecom mandera' insieme alla bolletta telefonica una lettera in cui si chiede ai clienti se l'autorizzano a fare telefonate di marketing. Vige il silenzio assenso: se entro sei mesi i clienti non rispondono in modo negativo, automaticamente autorizzano Telecom a chiamare. In caso contrario, entreranno in una lista e l'operatore telefonico non potra' piu' chiamarli.
Tutti gli altri operatori comprano liste sporche, e avranno tempo fino a fine 2009 per pulirle. Il sistema funzionera' in questo modo: i call center potranno chiamare ogni nominativo compreso nella lista una volta. In questa occasione dovranno prioritariamente chiedere a chi risponde se vuole o non vuole essere disturbato da chiamate di telemarketing. In caso di risposta negativa, l'operatore dovra' appendere e il nominativo verra' inserito in una lista di non chiamabili. In caso contrario il cliente potra' essere ancora contattato.
Il decreto salva call center, come ha sottolineato di recente Assocontact, permettera' di salvare 30 mila posti di lavoro, in particolare in Sicilia, Sardegna e Campania.
Insomma, se nel 2009 per salvare 30.000 lavoratori qualche cittadino ricevera' una telefonata riguardante proposte commerciali, crediamo non sia un dramma per nessuno e, comunque, potra' sempre riattaccare la cornetta. Noi, viceversa, in questi giorni telefonate ne abbiamo ricevute tante e non per nobili motivi". Un anno per pulire le liste.
L'Agenzia Adnkronos riporta, senza citare la fonte, questa spiegazione del provvedimento.
Il cosiddetto decreto 'salva call center' non autorizza in modo indiscriminato gli operatori a disturbare la quiete casalinga degli italiani. In realta' dara' loro tempo fino al 31 dicembre per chiedere alle persone se vogliono essere disturbate da chiamate di telemarketing. In Italia l'unica societa' a possedere liste gia' pulite e' Telecom Italia. Telecom mandera' insieme alla bolletta telefonica una lettera in cui si chiede ai clienti se l'autorizzano a fare telefonate di marketing. Vige il silenzio assenso: se entro sei mesi i clienti non rispondono in modo negativo, automaticamente autorizzano Telecom a chiamare. In caso contrario, entreranno in una lista e l'operatore telefonico non potra' piu' chiamarli.
Tutti gli altri operatori comprano liste sporche, e avranno tempo fino a fine 2009 per pulirle. Il sistema funzionera' in questo modo: i call center potranno chiamare ogni nominativo compreso nella lista una volta. In questa occasione dovranno prioritariamente chiedere a chi risponde se vuole o non vuole essere disturbato da chiamate di telemarketing. In caso di risposta negativa, l'operatore dovra' appendere e il nominativo verra' inserito in una lista di non chiamabili. In caso contrario il cliente potra' essere ancora contattato.
Il decreto salva call center, come ha sottolineato di recente Assocontact, permettera' di salvare 30 mila posti di lavoro, in particolare in Sicilia, Sardegna e Campania.
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