Domenica 7 giugno 2026
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Parlare col medico di famiglia riduce del 3% i fumatori

U.E.
Notizia ·
Basta poco. Un breve colloquio di soli tre minuti tra medico di famiglia e assistito potrebbe diminuire del 3% il numero dei fumatori. E proprio il medico di famiglia deve essere il primo a dire addio alle sigarette per avere credibilita' di fronte al paziente. E' quanto emerge dal progetto PESCE (General Practitioners and the Economics of Smoking Cessation in Europe) finanziato dall'Unione europea, iniziativa di promozione e studio degli interventi di cessazione dal fumo, che da settembre 2006 a maggio 2008 ha visto la partecipazione di rappresentanti dei medici di medicina generale di 27 Paesi europei. "In Italia - spiega il dott. Giovanni Invernizzi, membro della Tobacco Control Unit dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano e responsabile del laboratorio di ricerca ambientale della Societa' Italiana di Medicina Generale (SIMG) - vi sono circa 10 milioni di fumatori, una persona su quattro tra quanti hanno superato i 14 anni. Altrettanti sono coloro che hanno smesso, ma solo una piccola parte grazie ai centri antifumo delle ASL. Anche se la decisione di smettere e' determinata da molteplici fattori (l'esempio di familiari e amici, la presenza di leggi sul fumo passivo, campagne antifumo), il ruolo del medico di famiglia e' centrale. Quest'ultimo nel corso di un anno incontra almeno l'80% dei propri pazienti. Il 'consiglio di minima' per favorire la cessazione, un breve colloquio di pochi minuti, potrebbe quindi essere indirizzato a molti fumatori proprio in occasione del contatto annuale con il medico. L'analisi effettuata con i dati del progetto PESCE dal dott. David Cohen dell'Universita' di Glamorgan (Galles) ha evidenziato che solo nel Regno Unito, con una riduzione del 3% dei fumatori grazie al 'consiglio di minima', si otterrebbe una diminuzione dell'incidenza di tumori polmonari, bronchite cronica ostruttiva e malattie cardiovascolari pari a 67.000 casi, con un totale di 17.000 morti evitate da oggi al 2030. Il beneficio in termini economici ammonterebbe, sempre per il solo Regno Unito, a un risparmio di 2,7 miliardi di euro". Le raccomandazioni del progetto, gia' recepite e discusse in seduta congiunta in febbraio a Barcellona, verranno sottoposte all'attenzione della Commissione Salute dell'Unione europea.  
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