Domenica 7 giugno 2026
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Partiti unanimi: occorre reale separazione della Rete da Telecom, si' a nuova societa'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera univoca sulla necessita' di "arrivare ad una vera e propria separazione almeno funzionale della rete dotando l'Agcom dei necessari poteri anche in via legislativa". E' una delle conclusioni cui e' giunta la Commissione, presieduta da Mario Valducci (Pdl), nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulle reti di tlc, approvato all'unanimita'. I parlamentari ritengono tuttavia che questa soluzione non darebbe i risultati di potenziamento della rete esistente e di realizzazione della rete di nuova generazione in "tempi accettabili"; la "soluzione in grado di ottenere i suddetti risultati e' dunque quella della creazione della Societa' delle reti (a controllo Telecom o controllo del mercato)" o, in alternativa, un intervento pubblico Ue che pero' non appare all'orizzonte. La Societa', ha spiegato Valducci in una conferenza stampa con gli altri componenti della Commissione, potrebbe rimanere al 51% in capo a Telecom con il 49% messo sul mercato dopo la quotazione, oppure vedere la Telecom con una quota di minoranza, con una partecipazione pubblica (grazie anche all'entrata di reti pubbliche nella Societa') e comunque un 70-80% ai privati.
Valducci ha detto che, "oltre all'amministratore delegato di F2i, Vito Gamberale, molti enti previdenziali italiani e stranieri hanno mostrato disponibilita' non solo a sottoscrivere quote del capitale sociale ma a finanziamenti nelle infrastrutture". E anche il neo-presidente della Cdp, Franco Bassanini, ha "espresso la volonta' che quella delle reti sia una delle infrastrutture prioritarie negli investimenti del Paese".
Nella Societa' delle reti potranno confluire anche reti di strutture pubbliche centrali e locali, dunque nel documento si avanza anche la necessita' di un censimento e un 'catasto delle reti' presso il ministero dello Sviluppo economico.
L'indagine conoscitiva si e' sviluppata nell'arco di due mesi, con l'audizione di 42 soggetti e il deposito di documentazione da parte di altri quattro. Come sintetizzato da Valducci nella conferenza stampa, il punto di partenza del documento conclusivo e' che gli investimenti nelle reti sono strategici per lo sviluppo del Paese e possono valere un +0,6% del Pil: occorre dunque accelerare il potenziamento del 50% della rete attuale e la realizzazione della rete di nuova generazione, passando dai 10-15 anni stimati da Telecom a "5-7 anni". Accanto a questo, ha ricordato insieme agli altri commissari, occorre puntare sullo sviluppo dell'offerta di servizi con un ammodernamento della Pubblica amministrazione e agire anche sul lato dell'offerta con il superamento del digital divide, l'ampliamento della utilizzazione di internet da parte di cittadini e imprese, pensando anche ad aiuti per le micro-imprese e a una misura di "rottamazione" dei telefonini per sostituirli con altri in grado di navigare in rete. E' stato il capogruppo Pdl in Commissione, Sandro Biasotti, a sottolineare l'importanza dell'incentivazione della domanda, anche agendo sui costi degli apparecchi, facendo l'esempio delle infrastrutture 'materiali': la costruzione delle autostrade fu accompagnata dalla realizzazione da parte della Fiat della 500, largamente accessibile. Per il Pd sia il capogruppo in Commissione, Michele Meta, che il ministro ombra per il settore, Giovanna Melandri, hanno apprezzato il lavoro svolto e il fatto di essere arrivati a un documento approvato all'unanimita': ora la sfida per la maggioranza, ha concluso Melandri, e' "trasformare il documento in azione di governo".
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