Partito Socialista: voto amministrativo agli immigrati
Riesplode in Francia il dibattito sul diritto di voto agli immigrati nelle elezioni locali. Questa volta, a lanciare a sorpresa il sasso nello stagno, e' stata la segretaria del Partito socialista (Ps), Martine Aubry, che durante una conferenza stampa alla Rue Solferino, storica sede dei socialisti a Parigi, ha annunciato l'intenzione di depositare gia' da oggi all'Assemblea nazionale una proposta di legge per il voto agli stranieri. Un'iniziativa che, a poche settimane dalle elezioni regionali di marzo, ha preso di contropiede il governo di destra di Nicolas Sarkozy. A partire dal ministro dell'Immigrazione, Eric Besson, che appena l'altro ieri si era dichiarato favorevole a una legge di questo tipo, ma solo sul lungo termine, nell'orizzonte dei prossimi 'dieci anni'. Parole che Besson si e' affrettato questo pomeriggio a ripetere. 'Gia' oggi - ha annunciato questa mattina la Aubry, secondo gli ultimi sondaggi la seconda personalita' piu' amata dai francesi dopo Dominique Strauss-Kahn - il gruppo socialista all'Assemblea nazionale (la camera bassa del Parlamento francese, ndr) depositera' una proposta di legge sul diritto di voto alle elezioni locali'. In passato, ha ricordato la leader del Ps, Sarkozy, 'ha detto di essere favorevole: allora che la faccia votare...Non avremo nessun problema a dire che si tratta di un provvedimento promosso dall'insieme della Repubblica'.Nel corso della campagna presidenziale del 2007, Sarkozy si era in effetti detto a favore di una legge per il diritto di voto agli immigrati, anche se poi non mantenne questa opzione nel suo programma. Secondo la Aubry, avvallare questa norma sarebbe da parte del presidente 'un bel segnale', soprattutto dopo 'mesi terribili, in cui hanno tentato di spiegarci che gli immigrati sono la causa di tutti i mali'.
In Francia, l'idea del voto agli stranieri per le elezioni locali non e' nuova. Gia' faceva parte delle 110 proposte del presidente socialista, Francois Mitterrand, per l'elezione presidenziale del 1981. Una volta al potere lo storico leader ritenne pero' che il Paese non era pronto per la riforma.
Oggi, il ministro Besson ha bollato come 'controproducente' l'iniziativa della Aubry. 'Agitare (questo argomento, ndr) in un periodo elettorale e di tensione e' sbagliato', ha detto.
Anche se in prospettiva, nei prossimi 10 anni, ha ribadito 'mi pare un dibattito legittimo'. Il deputato dell'Ump, Thierry Mariani, ha accusato i socialisti di 'ravvivare le tensioni' per fini elettorali. Per il presidente dell'Assemblea nazionale, Bernard Accoyer (Ump), 'i francesi non sono maturi'.
Se i Verdi sono per il voto agli stranieri, il Fronte nazionale di estrema destra e' fortemente contrario. Mentre il tema divide anche la maggioranza. Il partito presidenziale non nasconde l'irritazione per l''iniziativa personale' di Besson, proprio in un momento in cui infuria il dibattito su un altro tema scottante come il divieto di indossare il burqa.
Oggi il premier, Francois Fillon, ha ribadito che il divieto del velo integrale deve passare per una 'risoluzione', vale a dire una dichiarazione di principi in Parlamento, a cui si aggiungerebbero altri testi per la concreta applicazione della norma. Pur ricordando la sua ferma opposizione al burqa, la Aubry ha invece ribadito il suo 'no' a una legge che lo vieti.
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