Lunedì 8 giugno 2026
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Partorirai con dolore! L'epidurale un miraggio nell'84% degli ospedali pubblici

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Epidurale in Italia? E' fatta con tecniche di avanguardia, ma purtroppo la offre solo il 16% degli ospedali pubblici e delle strutture convenzionate. L'epidurale, che consente un parto senza dolore mantenendo allo stesso tempo la sensibilità e la capacità di muoversi della donna durante il travaglio, viene richiesta nelle strutture che offrono questo servizio in modo gratuito e continuativo in media dal 90% delle partorienti. Un parto senza dolore è un diritto, sancito nei livelli essenziali di assistenza (Lea), ma di fatto la sua attuazione varia da regione a regione. Tra le più virtuose ci sono la Lombardia, il Veneto e l`Emilia Romagna. La Lombardia, per esempio, stanzia 5 milioni di euro all`anno distribuiti a tutti i punti nascita mediante integrazione del Drg del parto vaginale al fine di promuovere l'analgesia in travaglio, aumentandone di fatto le richieste dall'8% del 2005 al 16% del 2007. Il Veneto, con un meccanismo distributivo analogo, solo nello scorso anno, ha stanziato fondi per 1 milione di euro.
L'Emilia Romagna ha invece emesso delle linee guida per avere un punto nascita che offra l'analgesia epidurale in ogni Provincia.
Questo il quadro attuale nel nostro Paese, emerso in occasione del convegno "Il dolore al femminile - Partorire senza dolore" tenutosi oggi presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica a Roma.
Eppure l`Italia è all`avanguardia per quanto riguarda l'applicazione degli ultimi sviluppi tecnici in ambito di analgesia epidurale. "In Europa il nostro è il primo Paese a introdurre la nuova tecnica Pieb associata alla Pcea* - spiega Giorgio Capogna, presidente del comitato scientifico per l`anestesia ostetrica - Le nuove tecniche permettono alla donna di ottenere un effetto di analgesia costante e di personalizzare la somministrazione dell`analgesico a seconda delle proprie esigenze. Vengono così evitati anche i brevi momenti di dolore che potevano insorgere con la tecnica epidurale tradizionale, quando la partoriente doveva attendere l`intervento del medico per ricalibrare la dose di analgesico".
Affinché il parto in analgesia diventi un effettivo diritto delle donne, si muove con forza anche l`O.N.Da, l`osservatorio nazionale sulla salute della donna. "Abbiamo sviluppato il progetto Ospedale Donna - sottolinea la presidente Francesca Merzagora - che prevede la ricerca, attraverso una attenta valutazione, delle strutture ospedaliere a misura di donna.
O.N.Da. assegna uno, due o tre bollini rosa ai centri di cura che mostrino un particolare interesse alla salute femminile. Dallo scorso anno - continua Merzagora - un requisito fondamentale per l`ottenimento di 3 bollini è proprio la presenza del parto in analgesia epidurale come possibilità offerta gratuitamente alle donne. L`elenco di questi ospedali è pubblicato in una nostra guida."
L'associazione italiana parto in analgesia sta raccogliendo le firme necessarie a sostenere una petizione per far sì che tutti gli enti ospedalieri siano indotti dal Ministero della Salute ad accogliere la richiesta delle donne partorienti alla scelta della partoanalgesia.
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