Un passo avanti per proibire legalmente i matrimoni delle minorenni
L'Arabia Saudita ha fatto un piccolo passo avanti per evitare i matrimoni delle minorenni. La Commissione dei Diritti Umani ha annunciato d'aver assunto un avvocato affinché difenda l'istanza di divorzio di una dodicenne, che l'anno scorso era stata costretta da suo padre a sposare un uomo di ottant'anni. L'intervento avviene in seguito alla riconciliazione della madre della minorenne con suo marito e il conseguente ritiro della domanda di divorzio. "Ciò significa che la vicenda si trasforma in un caso di diritto pubblico, ossia, che prosegue malgrado la marcia indietro della madre", ha spiegato a Reuters l'avvocato della ragazzina, Sultan Bin Zahim. Il caso aveva fatto scalpore e innescato un dibattito sul matrimonio delle minorenni. Sebbene l'Arabia Saudita sia firmataria della convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino, non prevede un'età minima legale per il matrimonio. E ciò consente che, per motivi di dote, avvengano turpi affari tra famiglie, in particolare nelle zone tribali. E' la prima volta che la Commissione dei Diritti Umani interviene in vicende di matrimoni infantili. Finora, quest'organo istituito nel 2005, aveva evitato di pronunciarsi su quelli che considerava "affari di famiglia". Ora si può sperare che il Governo approvi una legge che proibisca il matrimonio forzato delle ragazzine.
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