Domenica 7 giugno 2026
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Il Pdl valuta la cittadinanza a punti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Introdurre criteri qualitativi per il rilascio della cittadinanza, non permettere il voto agli immigrati, affrontare l'argomento non solo dal punto di vista burocratico, pensare non ad una 'cittadinanza breve' ma semmai ad una 'cittadinanza a punti'. Il Pdl cerca la mediazione sul tema e lo fa attraverso il documento 'Identita' nazionale, liberta' e responsabilita', elaborato dalla fondazione Magna Carta e presentato oggi a Roma, alla presenza dei capigruppo del Pdl al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto e il vice capogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello.

Uno spunto di riflessione sul tema della cittadinanza, un manifesto politico-programmatico alternativo alla proposta di Sarubbi-Granata e che potrebbe tradursi, come ha affermato Gaetano Quagliariello, "in emendamenti e articoli alla legge in discussione in Parlamento". Un primo passo per un nuovo percorso, una base che la Fondazione consegna al Pdl per elaborare una proposta di legge condivisa.

Come rivela Cicchitto, il documento di Magna Carta "verra' presentato ai vertici del partito", si aprira' un "confronto all'interno della maggioranza" per poi portare il dibattito in parlamento. E' sempre Cicchitto a sottolineare che "sul tema della cittadinanza non c'e' liberta' di coscienza" e si deve "impostare una linea" perche' "e' indispensabile dimostrare la solidita' della maggioranza".
I promotori del documentano affermano, prima di tutto, che il tema della cittadinanza "non puo' essere affrontato in termini di diritto naturale o di jus gentium" cosi' come "il riconoscimento del diritto di cittadinanza non puo' essere immaginato come strumento per favorire l'integrazione". Come sostiene Quagliariello e' "un'illusione pensare di risolvere il problema dell'integrazione semplicemente attraverso il rilascio della cittadinanza".

Fermo no alla diminuzione degli anni necessari per il rilascio della cittadinanza. Come sostiene Maurizio Gasparri "dieci anni e' un tempo piu' che valido e necessario per l'integrazione" e semmai si deve avere "maggiore cautela", basandosi su "criteri qualitativi".
Perche', come si legge nel documento di Magna Carta, "introdurre meccanismi diretti a stabilire un rapporto automatico o semi automatico di trasformazione del flusso migratorio in allargamento della comunita' dei cittadini rischia di determinare fenomeni di rigetto e di chiusura nei confronti dei medesimi immigrati".

Da qui la necessita' di "focalizzare maggiormente l'attenzione sulla verifica degli elementi in grado di attestare l'avvenuta integrazione del richiedente", introdurre, cioe', criteri di carattere qualitativo e non quantitativo per "valorizzare la concessione della cittadinanza come strumento di sviluppo e crescita della comunita' nazionale". Secondo questa impostanzione servono "criteri di verifiche qualitative sul reale grado di integrazione dei cittadini stranieri" perche', come sottolinea Quagliariello, "i problemi burocratici spesso spingono un cittadino straniero a voler diventare cittadino solo per evitare le lungaggini burocratiche" legate, ad esempio, al rilascio del permesso di soggiorno.
Basandosi proprio su questi elementi qualitativi il documento di Magna Carta cerca la mediazione con il testo Granata-Sarubbi, proponendo prima di tutto di accompagnare un'ipotesi di allegerimento dei requisiti ed abbreviazione dei termini per l'ottenimento della cittadinanza ad un "ripensamento della disciplina che consente il mantenimento della doppia cittadinanza".

"In questa prospettiva -si legge nel documento- potrebbe essere opportuno mantenere invariato l'attuale periodo minimo di residenza sul territorio italiano richiesto per l'ottenimento della cittadinanza, prevendendo alcune fattispecie di abbreviazione del termine in presenza di circostanze soggettive ed oggettive tali da far ritenere presumibile una piu' rapida integrazione dell'aspirante cittadino". Criteri come la verifica della conoscenza della lingua italiana, la fedina penale pulita, un lavoro regolare ed eventualmente anche il possesso della Carta di soggiorno (quella che oggi viene rilasciata a chi soggiorna in Italia da almeno 5 anni e in possesso di tutti i requisiti prima elencati).

Una sorta di 'cittadinanza a punti' che, pur non convenendo sulla necessita' di diminuire il tempo per il rilascio della cittadinanza a 5 anni, possa prevedere delle deroghe in determinate condizioni, immaginare, ad esempio, "un percorso di otto anni", come sottolinea Cicchitto. Il punto su cui pero' non sembrano esserci margini di discussione e' quello sul voto agli immigrati.
Quagliariello sottolinea come il tema sia "di carattere costituzionale", Gasparri ricorda come l'attuale maggioranza gia' ebbe modo di opporsi ad una proposta simile al tempo della legge Turco-Napolitano".
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