Pediatri. Antitrust: no al numero chiuso
Bisogna aumentare il numero dei pediatri di base. Le modalita' di calcolo del rapporto ottimale del numero di pediatri, basate su 1 pediatra ogni 600 bambini da 0 a 6 anni e il meccanismo del massimale (numero massimo di bambini che un pediatra puo' assistere, compresi pero' i bambini da 6 a 14 anni fissato in 800 pazienti) comportano restrizioni all'accesso alla professione, in quanto "impediscono a coloro che sono interessati ad accedere alla professione di pediatra, anche se in possesso dei titoli di studio richiesti e iscritti nelle graduatorie regionali, di entrare nel mercato della fornitura dei servizi pediatrici primari in convenzionamento con il SSN". E' questo l'oggetto di una segnalazione inviata dall'Antitrust al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e alla Regione Lombardia sulla normativa per l'accesso alla professione di pediatri di base, d'attualita' soprattutto in questa fase di allarme da influenza A.Secondo l'Autorita', in questo modo, "senza alterare la spesa pubblica sanitaria relativa alla pediatria di base (la Regione paga una quota per ogni assistito) si consente ai pediatri gia' convenzionati di consolidare la propria posizione e di allargare il bacino di assistiti, a scapito delle possibilita' di scelta dei cittadini e della qualita' dei servizi medici prestati. In sostanza il rapporto ottimale viene calcolato su una platea piu' ristretta di quella reale perche' in teoria dai sei anni in su si possono portare i bambini dal medico di base". L'Autorita', dunque, "auspica un ripensamento, a livello nazionale, sulle modalita' di calcolo del rapporto ottimale per l'individuazione del numero dei pediatri di base attivi in un dato ambito territoriale, al fine di rendere coerente la base di calcolo dello stesso con il numero dei bambini effettivamente assistiti dai pediatri di base. Un ripensamento su tale profilo garantirebbe un aumento del numero dei pediatri di base attivi con miglioramento dell'offerta e del benessere degli utenti". L'Antitrust richiama inoltre la Regione Lombardia, che con un accordo collettivo ha fissato il massimale in 1.400 unita', sulla necessito' di ridurre il massimale stesso almeno al livello nazionale: in questo modo "si permetterebbe alle ASL, in particolare alla ASL Milano, di aumentare il numero di professionisti che possono esercitare la professione di pediatra di base, inserendo i pediatri, che hanno fatto domanda e che si trovano in graduatoria utile, negli appositi elenchi dei pediatri convenzionati con il SSN".
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