Pedro Sánchez annuncia il divieto dei social network sotto i 16 anni
Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ieri ha annunciato una serie di nuove iniziative per regolamentare il settore digitale, tra cui un divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni. “I social media sono diventati uno stato fallito, dove le leggi vengono ignorate e i crimini sono tollerati”, ha detto Sánchez in un discorso al World Governments Summit di Dubai. Le piattaforme dovranno usare sistemi di verifica dell’età efficaci, e non solo delle spunte di auto-dichiarazione da parte degli utenti. Le altre misure includono modifiche alla legislazione spagnola per fare in modo che i dirigenti delle piattaforme siano responsabili per le violazioni delle regole sui loro siti e l’introduzione di un reato penale per manipolazione dell’algoritmo e amplificazione di contenuti illegali. Sánchez ha annunciato anche un sistema per esporre come le piattaforme alimentano le divisioni e l’odio. “Il mio governo lavorerà con i procuratori per indagare e perseguire le violazioni commesse da Grok, TikTok e Instagram”, ha detto Sánchez.
L’inazione della Commissione porta alla frammentazione del mercato digitale - La Commissione ieri ha salutato positivamente l’annuncio di Sánchez sull’imposizione di un limite di età per i social media. “La Spagna si unisce al club insieme a Francia, Danimarca, Grecia, Austria, ieri sul podio, e molti altri, e si unisce di fatto al club della Commissione, nel tentativo di fare un ulteriore passo avanti per proteggere ancora di più i nostri figli online”, ha detto un portavoce della Commissione. Primo problema: ciascuno paese ha scelto un’età diversa, rendendo più difficile l’attuazione nell’Ue. La Commissione ha solo promesso un’applicazione di verifica dell’età che non è ancora in funzione. Secondo problema: gli Stati membri stanno agendo unilateralmente e introducendo nuovi obblighi per le piattaforme, cosa che secondo il Digital Services Act è di responsabilità della Commissione per evitare la frammentazione del mercato unico digitale. “Quando l’UE non riesce a regolamentare, intervengono gli Stati membri”, spiega Alberto Alemanno, professore all’HEC di Parigi.
Che fine ha fatto il panel di von der Leyen sui minori e i social? - Un’ultima curiosità. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione a settembre, Ursula von der Leyen aveva annunciato l’istituzione di un panel di esperti per consigliarla sull’uso dei social media da parte dei minori. Per il momento il panel non ha ancora visto la luce. Sul panel della presidente “non ho un aggiornamento sulla tempistica. Questa Commissione è ovviamente estremamente impegnata. Questa è ovviamente una priorità per noi. Ci stiamo lavorando attivamente”, ha detto il portavoce. Sono passati cinque mesi. E, di fronte all’inazione della Commissione, i governi nazionali hanno deciso di intervenire in ordine sparso.
(Il Mattinale europeo)
L’inazione della Commissione porta alla frammentazione del mercato digitale - La Commissione ieri ha salutato positivamente l’annuncio di Sánchez sull’imposizione di un limite di età per i social media. “La Spagna si unisce al club insieme a Francia, Danimarca, Grecia, Austria, ieri sul podio, e molti altri, e si unisce di fatto al club della Commissione, nel tentativo di fare un ulteriore passo avanti per proteggere ancora di più i nostri figli online”, ha detto un portavoce della Commissione. Primo problema: ciascuno paese ha scelto un’età diversa, rendendo più difficile l’attuazione nell’Ue. La Commissione ha solo promesso un’applicazione di verifica dell’età che non è ancora in funzione. Secondo problema: gli Stati membri stanno agendo unilateralmente e introducendo nuovi obblighi per le piattaforme, cosa che secondo il Digital Services Act è di responsabilità della Commissione per evitare la frammentazione del mercato unico digitale. “Quando l’UE non riesce a regolamentare, intervengono gli Stati membri”, spiega Alberto Alemanno, professore all’HEC di Parigi.
Che fine ha fatto il panel di von der Leyen sui minori e i social? - Un’ultima curiosità. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione a settembre, Ursula von der Leyen aveva annunciato l’istituzione di un panel di esperti per consigliarla sull’uso dei social media da parte dei minori. Per il momento il panel non ha ancora visto la luce. Sul panel della presidente “non ho un aggiornamento sulla tempistica. Questa Commissione è ovviamente estremamente impegnata. Questa è ovviamente una priorità per noi. Ci stiamo lavorando attivamente”, ha detto il portavoce. Sono passati cinque mesi. E, di fronte all’inazione della Commissione, i governi nazionali hanno deciso di intervenire in ordine sparso.
(Il Mattinale europeo)
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