Pena lieve per l'attivista di Exit per eutanasia
Una donna di Sydney che aveva ucciso con un anestetico veterinario il suo partner, un ex pilota malato di Alzheimer, e' sfuggita ad una condanna detentiva che poteva arrivare a 25 anni, pur essendo stata riconosciuta colpevole di omicidio. La Corte d'assise di Sydney ha infatti condannato Shirley Justins di 60 anni alla mite pena di 22 mesi di detenzione periodica, per l'uccisione nel 2006. di Graeme Wylie, 75 anni. A Wylie era stata respinta la richiesta di eutanasia legale in Svizzera quattro mesi prima della sua morte, perche' non era chiaro se fosse davvero in grado di decidere di morire. Justins, che aveva convissuto con Wylie per 18 anni, ha sostenuto durante il processo che il suo compagno voleva morire gia' prima che la sua demenza peggiorasse. Nell'emettere la sentenza, il giudice Roderick Howie ha riconosciuto che l'imputata credeva di fare cio' che Wylie voleva, ma ha finito col concepire un'azione criminale con l'amica di famiglia Caren Jenning, che aveva acquistato per lei l'anestetico in Messico, dove la sua vendita e' legale. Jenning era stata incriminata per favoreggiamento. Soffriva di cancro al seno allo stato terminale e si e' tolta la vita con lo stesso farmaco usato per Wylie il mese scorso.
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