Perquisiti ufficio e abitazioni di Roger Kusch
Gli agenti sono arrivati senza preavviso. Dopo l'aiuto al suicidio reso a quattro persone, la Procura della repubblica di Amburgo ha ordinato di perquisire ufficio e abitazioni dell'ex ministro della Giustizia della Citta'-Stato Robert Kusch. "Le nostre indagini mirano a verificare la presunta infrazione alla legge sui medicinali", ha riferito il procuratore Wilhelm Moellers il 29 novembre, confermando cosi' un servizio del giornale Bild. Le autorita' vogliono sapere se Kusch abbia ceduto ad altri dei farmaci con obbligo di ricetta. Durante l'accurata perquisizione dell'appartamento, dello studio legale (nonche' sede dell'associazione d'assistenza al suicidio "Dr.Roger Kusch Sterbehilfe") e della sua seconda casa a Stoccarda, i funzionari hanno sequestrato del materiale che avra' bisogno di tempo per essere esaminato. L'operazione e' avvenuta il pomeriggio del 27 novembre, e "il signor Kusch era presente ed e' stato collaborativo", ha spiegato Moellers.
L'indagine ha preso avvio dalla morte a fine settembre di una pensionata di 84 anni di Amburgo, stanca di vivere, cui l'ex politico della CDU aveva dato assistenza al suicidio, come aveva ammesso lui stesso. Da un punto di vista puramente fisico la donna non presentava nessuna malattia, ha spiegato il procuratore. Tuttavia, i medici legali hanno rilevato nel suo organismo una forte dose di un farmaco contro la malaria."E' morta per un'ovedose di quel medicinale, sebbene, a nostro avviso, non avesse nessun bisogno di prenderlo". La violazione della legge sui farmaci puo' comportare fino a tre anni di carcere o una sanzione pecuniaria.
Gia' nel mese di giugno Kusch aveva detto d'aver fornito assistenza a una donna di 79 anni di Wuerzburg, suscitando un'ondata di riprovazioni. In quel caso, la signora aveva assunto un antimalarico e un calmante. Dopo l'autopsia, l'autorita' giudiziaria aveva rubricato la sua morte come semplice suicidio senza coinvolgimento di terzi.
In Germania l'aiuto attivo al suicidio e' proibito, percio' alcune persone intenzionate a morire si recano in Svizzera per avere assistenza da associazioni come Dignitas.
L'indagine ha preso avvio dalla morte a fine settembre di una pensionata di 84 anni di Amburgo, stanca di vivere, cui l'ex politico della CDU aveva dato assistenza al suicidio, come aveva ammesso lui stesso. Da un punto di vista puramente fisico la donna non presentava nessuna malattia, ha spiegato il procuratore. Tuttavia, i medici legali hanno rilevato nel suo organismo una forte dose di un farmaco contro la malaria."E' morta per un'ovedose di quel medicinale, sebbene, a nostro avviso, non avesse nessun bisogno di prenderlo". La violazione della legge sui farmaci puo' comportare fino a tre anni di carcere o una sanzione pecuniaria.
Gia' nel mese di giugno Kusch aveva detto d'aver fornito assistenza a una donna di 79 anni di Wuerzburg, suscitando un'ondata di riprovazioni. In quel caso, la signora aveva assunto un antimalarico e un calmante. Dopo l'autopsia, l'autorita' giudiziaria aveva rubricato la sua morte come semplice suicidio senza coinvolgimento di terzi.
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