Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Peru'. Cocaleros contro il Governo

Notizia ·
Migliaia di cocaleros ed agricoltori sono in rivolta da vari giorni in Peru' per protestare contro la politica governativa sul delicato tema delle coltivazioni della coca. Lo rende noto l'emittente radiofonica Rpp.
La mobilitazione, che avviene nella selva peruviana al confine con il Brasile, include uno sciopero contro i piani di distruzione delle piantagioni di coca in diverse aree del paese, ed ha provocato una paralisi del traffico automobilistico e problemi di scarsita' di rifornimenti alimentari. Le forze dell'ordine, intervenute con decisione, hanno anche arrestato uno dei dirigenti dei cocaleros, Nelson Palomino, accusato di destabilizzazione, violenza e apologia del terrorismo.
"La mia detenzione -accusa Palomino, che ricorda il boliviano ex candidato presidenziale Evo Morales- e' una messa in scena costruita dal governo per uccidere la nascente organizzazione 'cocalera' e frenare lo sciopero".
Il Governo del presidente Alejandro Toledo ha ripreso energicamente il controllo delle piantagioni di coca dopo che gli Stati Uniti lo hanno accusato di aver permesso la crescita della produzione di coca. Inoltre dal 1998 Washington ha sospeso, dopo un incidente che ha coinvolto un suo aereo, i voli d'interdizione miranti a intercettare il trasferimento all'estero di droga.
La zona e' stata esaminata in questi giorni dall'eurodeputato italiano Marco Cappato che, fra l'altro, ha incontrato le autorita' peruviane per conoscere la loro posizione sul movimento internazionale antiproibizionista per l'uso e il consumo di stupefacenti. Cappato ha dichiarato all'Ansa che il Governo del Peru' deve mettere a punto un nuovo piano di lotta contro il traffico di droga "visto il fallimento della strategia utilizzata finora, rendendo piu' efficace l'impegno contro il crimine organizzato e stabilendo un sistema di controllo e di regolamentazione legale della produzione, vendita e consumo di stupefacenti".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →