Peru'. A Cuzco e' legale la pianta di coca
Nonostante le proteste che la misura ha suscitato nel Governo nazionale, la regione ha preso la decisione di legalizzare la pianta di coca, in quanto ritenuta un prodotto tradizionale. Nel corso della cerimonia di ieri nella Plaza de Armas di Cuzco, la capitale dell'impero Incas, il presidente del Governo locale Carlos Cuaresma ha firmato l'ordinanza che autorizza queste coltivazioni. La norma riconosce come zone di produzione tradizionale di coca le valli de La Convención, Yanatile e Qosñipata. Secondo questa legge regionale "la produzione della foglia di coca sara' destinata all'uso medicinale, cerimoniale, religioso, culturale, "chacchado" (masticazione della foglia)".Cuaresma, che appartiene al Frente Independiente Moralizador (FIM), partito alleato del Governo, ha assicurato come la decisione presa dall'esecutivo regionale non sara' cancellata e che "non si tratta solo della foglia di coca, ma dello stesso processo di decentralizzazione che si suppone sia lo stesso Governo nazionale a promuovere". Ha anche specificato che "si riconosce solo la foglia di coca per usi legali, medicinali e culturali", replicando cosi' alle accuse di rafforzare il narcotraffico. A Cuzco verra' insediato un istituto regionale di ricerca scientifica sulla bonta' della coca per uso industriale e si informera' sull'uso negativo quando la coca cade nelle mani di narcotrafficanti che la trasformano in cocaina.
Il primo ministro Carlos Ferrero, che ha gia' preannunciato un ricorso al Tribunale Costituzionale, ha bollato l'idea come un "gravissimo errore, completamente illegittima, non valida e contraria alla legge". "In Peru' non si puo' seminare qualsiasi quantita' di coca, e pretendere che si semini liberamente la pianta e' pregiudicare gravemente gli interessi nazionali, introdurre un meccanismo pericoloso per la sicurezza del Paese e favorire l'aumento del narcotraffico".
Washington Mendoza, dirigente della Confederazione campesina del Peru', ha per parte sua preannunciato il sostegno degli agricoltori. "Questa misura e' una iniziativa storica e un progresso nella lotta dei produttori della sacra foglia di coca".
Non e' la prima volta che in Peru' vengono approvate ordinanze regionali in cui si riconosce la pianta di coca come patrimonio culturale. Il 9 giugno 2003 era stata la volta della regione di Ayacucho quando, grazie al presidente Omar Quesada, si riconosceva le valli dei fiumi Apurímac e Ene come zone di produzione tradizionale di coca e si "riconosceva la sua commercializzazione e industrializzazione lecita". Nel luglio del 2004 era stata la regione di Huánuco e la presidente Luzmila Templo a riconoscere la coca come "patrimonio culturale e di sicurezza alimentare".
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