Peru'. Plan Escorpión, quando i servizi segreti autorizzavano il narcotraffico
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Proprio alla fine della requisitoria del procuratore Alejandro Espino Méndez con cui chiedeva la condanna per narcotraffico dell'ex capo dei Servizi Segreti, Vladimiro Montesinos, c'e' stato l'ennesimo colpo di scena. Una documentazione di 4 mila pagine, fotografie e video, arrivata al giudice, dimostra come Montesinos, tra le altre cose, aveva direttamente autorizzato il Plan Escorpión. "Questo documento conferma che sotto il pretesto della lotta contro il terrorismo si incentivava il sostegno, o l'alleanza, con le organizzazioni dei narcotrafficanti. Conferma che nelle zone cocalere e di maggiore presenza sovversiva, la lotta frontale contro il narcotraffico da parte delle Forze Armate, e in particolare dell'Esercito, non solo non venne portata avanti, ma anzi si ostacolo' il lavoro della Dea (l'antidroga Usa), della Polizia e della Procura antidroga", segnala Espino. E aggiunge: "c'e' di piu', i componenti delle basi militari, erano sempre piu' coinvolti nelle attivita' illegali, richiedendo del denaro per proteggere o lasciare passare i carichi di narcotraffico, e perfino trafficando direttamente, in alcuni casi".
I fatti risalgono al periodo 1990-1993, e in particolare alle operazioni nella zona cocalera di Huallaga. Montesinos, all'epoca braccio destro dell'ex presidente Alberto Fujimori, ha sempre respinto le accuse di narcotraffico, ed ha parlato invece di un piano di vendetta delle organizzazioni dei trafficanti proprio per i duri colpi che all'epoca aveva inferto ai loro affari. Per questo processo, noto come "El Expediente 28", rischia dai 25 ai 35 anni di carcere.