Il Perù aderisce allo "Scudo delle Americhe", l'alleanza anti-cartelli di Trump

Il Perù sta avviando le pratiche per entrare nello Shield of the Americas (Scudo delle Americhe), l'iniziativa anti-cartelli promossa dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'annuncio è stato fatto venerdì 1° agosto dal ministro degli Esteri peruviano Carlos Espa, a pochi giorni dall'insediamento della presidente conservatrice Keiko Fujimori, avvenuto il 28 luglio.
Come riporta Real Broadcasting Network, la coalizione — nota anche come Americas Counter Cartel Coalition (ACCC) — è stata costituita il 7 marzo 2026 a partire da un vertice ospitato al Trump National Doral di Miami. Riunisce governi filo-statunitensi dell'America Latina, tra cui Argentina, Ecuador ed El Salvador, con l'obiettivo dichiarato di eliminare i cartelli della droga e le reti criminali transnazionali. I paesi membri condividono informazioni di intelligence e coordinano le proprie forze giudiziarie e di sicurezza. Finora almeno 17 nazioni hanno aderito alla dichiarazione fondativa dell'alleanza.
Fujimori aveva già manifestato la volontà di aderire all'iniziativa prima ancora di assumere la presidenza, dopo aver vinto le elezioni con una piattaforma incentrata sulla sicurezza pubblica e la lotta alla criminalità dilagante. Nella sua campagna aveva promesso un giro di vite "pugno di ferro", in parte ispirato alle politiche del presidente salvadoregno Nayib Bukele, anch'egli membro dell'alleanza. Fujimori ha prevalso al ballottaggio di giugno sul rivale di sinistra Roberto Sanchez con un margine inferiore a 50.000 voti.
Il ministro Espa, intervenendo a un evento a Lima, ha dichiarato che il paese proseguirà il percorso già avviato verso l'ingresso nello Scudo delle Americhe, aggiungendo che il governo intende approfondire i rapporti con Washington, definita "partner strategico, alleato e amico". Espa ha anche indicato la volontà di ripristinare le relazioni diplomatiche con Messico e Colombia e di avviare un riavvicinamento con il Venezuela.
Sul fronte regionale, anche la Colombia — primo produttore mondiale di cocaina, finora assente dalla coalizione — è attesa prossimamente nell'alleanza: il presidente eletto di estrema destra Abelardo de la Espriella ha annunciato che il paese aderirà formalmente dopo il suo insediamento, previsto per agosto. Il Perù è a sua volta tra i maggiori produttori mondiali di cocaina, con una significativa presenza di organizzazioni criminali internazionali sul territorio.