Peru’. Le coltivazioni illegali sono cresciute di 17 mila ettari
Nell'ultimo semestre le coltivazioni illegali di foglia di coca sarebbero cresciute di 17 mila ettari, riuscendo anche a triplicare la loro produttivita' grazie alle nuove tecnologie al servizio delle mafie della droga.Fino al primo semestre del 2004, secondo le cifre fornite dal DEVIDA (Comisión Nacional para el Desarrollo y Vida sin Drogas), le coltivazioni avevano raggiunto i 31 mila ettari, ma a gennaio 2005 gli ettari sono diventati 48 mila. L'ENACO (Empresa Nacional de la Coca) ha in gestione solo 10 mila ettari in grado di produrre le 9 mila tonnellate di coca per il consumo tradizionale -e quindi legale-, di conseguenza si puo' determinare facilmente che sono 36 mila gli ettari che, distribuiti nelle 14 valli cocalere, sono al servizio del narcotraffico.
Tra i principali responsabili di questo aumento nel Paese viene indicato il Plan Colombia che avrebbe spostato le coltivazioni fumigate in Colombia, verso Peru' e Bolivia.
La risposta politica, diversa da quella adottata fino ad oggi, potrebbe essere data dalla legalizzazione e regolamentazione della foglia di coca. Due in particolare i progetti di legge. Il gruppo Perú Ahora con Luis Guerrero, Jorge Chávez, Tito Chocano, Édgar Villanueva e Manuel Olaechea hanno promosso la creazione di un nuovo ente per la gestione della coca che dovrebbe arrivare ad acquistarne e gestirne 57 mila tonnellate. Per altri versi, il parlamentare Carlos Infantas (FIM) ha presentato un progetto di legge dal titolo esemplificativo: "Legge che dichiara libera la coltivazione della foglia di coca".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti