Venerdì 5 giugno 2026
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Peru’. Effettuato il primo trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale

AMERICHE - PERÙ
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A una bambina di dieci anni, Shadya, il cui nome in arabo significa donna di valore, spetta l'onore di essere la prima persona in Peru' ad aver avuto un trapianto di cellule staminali dal sangue del cordone ombelicale. La donatrice e' la sua sorellina Latisha. L'intervento e' stato realizzato con successo alcuni giorni fa nell'ospedale Edgardo Rebagliati di Essalud, e premia una vicenda durata sette anni, durante i quali sono state raccolte cellule staminali cordonali, eventualmente utilizzabili per un familiare colpito da malattia ematica non altrimenti curabile. Finora era successo che o mancava la compatibilita' o l'intervento non era necessario poiche' nel frattempo il paziente era entrato in remissione (stabile). "Nel caso di Shadya e sua sorella la compatibilita' c'era, e la decisione e' stata presa perche' la malattia peggiorava, si doveva ricorrere sempre piu' spesso alle trasfusioni di sangue e le sue cellule sanguigne erano diminuite a un punto tale da mettere a repentaglio la sua vita", spiega il direttore dell'Unita' di trapianto di midollo osseo, Sergio Murillo Vizcarra.
La storia. Shadya fu ricoverata quattro anni fa perche' aveva un numero di piastrine pari a quelle di una sessantenne. Le fu diagnosticata una mielodisplasia ipoplatica, una malattia che impedisce al midollo osseo di produrre globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, e le poche prodotte, alterate. L'unica alternativa sembrava essere il trapianto di midollo, e si tento' con quello del fratello Jaquet. Purtroppo non era compatibile. Quando la mamma rimase incinta, le prospettarono la possibilita' di un trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale. Quindici giorni dopo la nascita di Latisha (che ora ha diciassette mesi), si ebbe la prova della compatibilita'. Ma le staminali ricavate erano poche, considerati l'eta' e il peso della sorella, per cui e' stato deciso un trapianto misto, ossia, sono stati estratti anche dei precursori ematopoietici dal midollo di Latisha. Il trapianto misto e' stato realizzato il 31 maggio. Ora Shadya si trova in isolamento per evitare possibili infezioni, dato il sistema immunitario debilitato. "Speriamo che non sorgano complicazioni e che tra quarantacinque giorni possa essere dimessa", conclude il dottor Murillo.
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