Venerdì 5 giugno 2026
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Peru’. La marcia di 35 mila cocaleros

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Nonostante cresca la tensione per possibili episodi di violenza, il presidente Alejandro Toledo ha avvertito oggi che non ha nessuna intenzione di intavolare un dialogo con i leader dei 35.000 produttori di foglie di coca che, dopo essere in sciopero da una decina di giorni, domani, daranno il via ad una "marcia del sacrificio" verso Lima per ribadire la loro richiesta che venga sospeso lo sradicamento delle piantagioni.
"Il Governo non subisce ricatti e, se proprio vogliono essere ricevuti, devono porre fine ai blocchi stradali", ha anche precisato il capo di stato in riferimento alle proteste effettuate dai cocaleros in diverse zone del Paese. Toledo, inoltre, ha anche assicurato che "esistono prove che esponenti del terrorismo e del narcotraffico sono i responsabili delle mobilitazioni".
Nonostante cio' Padre Abad-Aguaytia, il presidente della Associazione contadini e produttori di fogli di coca, ha ribadito oggi che sta coordinando la massiccia e inedita protesta con i cocaleros di almeno una decina di dipartimenti del Paese. Aguaytia, inoltre, ha chiesto al governo di disporre il ritiro delle forze di sicurezza dislocate nella zona dell'Alto Huallaga per contrastare i blocchi stradali e la liberazione di Nelson Palomino, uno dei principali leader dell'organismo, arrestato l'altro ieri nel dipartimento di Ayacucho e accusato di incitamento alla violenza e apologia del terrorismo.
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