Lunedì 8 giugno 2026
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Peru'. Nel 2006 prodotto il 28% della cocaina mondiale

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L'Ufficio Onu per la droga ha pubblicato un rapporto in cui emerge che, nel 2006, il 28% della cocaina in giro per il mondo e' stata elaborato in Peru'. E' un volume pari a 280 tonnellate, giacche' in quell'anno sono state prodotte complessivamente mille tonnellate di cocaina. E c'e' stato un incremento rispetto al 2003, quando la quota peruviana fu di 230 tonnellate. Lo stesso vale per la coltivazione della pianta di coca, passata da 44.200 a 51.400 ettari. Il documento specifica poi che nel 2006 la "produzione potenziale" di cocaina e' cresciuta dell'8% rispetto al 2005.
I grandi sequestri di cloridrato di cocaina a livello mondiale -calcolati in 700 tonnellate nel 2005-, non avrebbero creato uno squilibrio tra offerta e domanda, in quanto sono stati compensati da una produzione maggiore di coca per ettaro coltivato. Il capo dell'Ufficio Onu per la droga, Flavio Mirella, ha dichiarato che ora le bande peruviane hanno assunto l'intero processo produttivo, dalla coltivazione all'elaborazione, dopo aver appreso "il mestiere" dalle mafie messicane e colombiane. I gruppi peruviani stanno praticamente suddividendo il territorio in modo da far capire chi controlla quale zona ed esigendo il rispetto degli altri.
Nel rapporto si precisa che "fino alla fine degli anni 90, i rendimenti erano dell'ordine di una tonnellata di foglia secca per ettaro". Poi, nella prima decade del 2000 "la situazione e' cambiata significativamente in conseguenza del miglioramento tecnologico della coltivazione, che si realizza principalmente in un incremento sostanziale della densita' di piante per ettaro e nell'abbandante uso di agrochimici". In quanto alle rotte utilizzate per esportare il cloridrato di cocaina, il 43% e' stato imbarcato su piccoli pescherecci salpati dal porto di Callo, il piu' importante del Peru'; un altro 28% e' uscito dalla frontiera con l'Ecuador; il 13% dalla frontiera con il Cile e l'11% dalla frontiera amazzonica con il Brasile. Solo il 2,6% di droga prodotta, circa 7 tonnellate, viene trasportata da "corrieri umani", detti "burriers", molti dei quali finiscono in manette all'aeroporto internazionale di Lima. Secondo Mirella, le leggi approvate l'anno scorso hanno dato un contributo importante alla lotta, non solo a livello di narcotraffico, ma anche di crimine organizzato, terrorismo e riciclaggio di danaro sporco. Tra queste norme figura la legge di controllo dei precursori chimici che ha fatto quadruplicare i sequestri nel 2007. "Per noi e' importante poiche' dimostra che c'e' una volonta' e che si procede perche' le cose siano fatte bene", ha chiarito Mirella. Che ha aggiunto: "Il Peru' sta affrontando il problema su vari fronti". Tra questi, la cooperazione internazionale, le indagini di polizia per scompaginare le bande locali e l'incremento delle confische.
Alla presentazione dell'Informe 2007: Drogas y Delitos en el Peru'. Situacion Actual y Evolucion", hanno assistito il presidente del Consiglio dei Ministri, Jorge del Castillo e il presidente della Commissione nazionale per lo Sviluppo e la Vita senza droghe (Devida), Romulo Pizarro.
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