Pesaro: no a cellulari personali al comune di Mombaroccio
Niente telefonate dal cellulare personale durante l'orario di lavoro per gli impiegati di un piccolo comune delle Marche, Mombaroccio (Pesaro-Urbino), un paese di 1.700 anime retto da un sindaco donna di centrosinistra, Maria Teresa Uguccioni, che ha voluto dare un segnale di efficienza da parte della pubblica amministrazione, in tempi di attacchi ad alzo zero alla politica.
L'ordinanza anti-cellulari e' entrata in vigore il primo settembre: da allora i dipendenti non possono piu' utilizzare il cellulare personale mentre sono in servizio, tranne che per emergenze o casi gravi. 'Da tempo - spiega il sindaco - la gente veniva a lamentarsi perche' costretta a lunghe attese da alcuni dipendenti che avevano l'abitudine di rispondere alle chiamate personali sul proprio cellulare, restando al telefono anche per diversi minuti. Senza contare poi che le suonerie disturbano chi lavora'. La circolare interna con le nuove regole e' stata firmata dopo che gli impiegati piu' 'telefonisti' erano stati ripetutamente invitati, 'ma invano, a telefonare quantomeno durante la pausa caffe''. Secondo il sindaco e' stata accolta con favore, dai cittadini e perfino da 'diversi comuni limitrofi'.
Non dello stesso avviso i dipendenti comunali piu' irriducibili, che si sono rivolti alla Cisl. In un comunicato il sindacato ha attaccato la direttiva del sindaco, e la vicenda e' diventata pubblica. Dispiaciuta il sindaco, 'anche perche' sono iscritta a quel sindacato da 24 anni - rivela -, ma in un periodo in cui si parla tanto dei difetti della politica e della pubblica amministrazione il mio vuole essere un segnale di efficienza, per far capire che, a differenza di quanto si sente dire, nella pubblica amministrazione si lavora eccome. Il sindacato avrebbe dovuto appoggiarmi, invece di attaccarmi'. Quanto ai mugugni, 'qualche impiegato - ammette il sindaco - l'ha preso come un fatto personale, soprattutto quelli che lavorano in Municipio da piu' tempo. Sono addolorata, ma credo di essere nel giusto. Quando si lavora, bisogna tenere separati il pubblico e il privato. Io ad esempio faccio la maestra, e quando insegno sono tenuta a tenere il cellulare spento. E poi - sorride - in Comune abbiamo sei linee telefoniche, ci si puo' sempre far chiamare li'...'. Far rispettare l'ordinanza spetta al direttore generale: finora ci sono stati solo richiami a voce, e nessuna sanzione.
L'ordinanza anti-cellulari e' entrata in vigore il primo settembre: da allora i dipendenti non possono piu' utilizzare il cellulare personale mentre sono in servizio, tranne che per emergenze o casi gravi. 'Da tempo - spiega il sindaco - la gente veniva a lamentarsi perche' costretta a lunghe attese da alcuni dipendenti che avevano l'abitudine di rispondere alle chiamate personali sul proprio cellulare, restando al telefono anche per diversi minuti. Senza contare poi che le suonerie disturbano chi lavora'. La circolare interna con le nuove regole e' stata firmata dopo che gli impiegati piu' 'telefonisti' erano stati ripetutamente invitati, 'ma invano, a telefonare quantomeno durante la pausa caffe''. Secondo il sindaco e' stata accolta con favore, dai cittadini e perfino da 'diversi comuni limitrofi'.
Non dello stesso avviso i dipendenti comunali piu' irriducibili, che si sono rivolti alla Cisl. In un comunicato il sindacato ha attaccato la direttiva del sindaco, e la vicenda e' diventata pubblica. Dispiaciuta il sindaco, 'anche perche' sono iscritta a quel sindacato da 24 anni - rivela -, ma in un periodo in cui si parla tanto dei difetti della politica e della pubblica amministrazione il mio vuole essere un segnale di efficienza, per far capire che, a differenza di quanto si sente dire, nella pubblica amministrazione si lavora eccome. Il sindacato avrebbe dovuto appoggiarmi, invece di attaccarmi'. Quanto ai mugugni, 'qualche impiegato - ammette il sindaco - l'ha preso come un fatto personale, soprattutto quelli che lavorano in Municipio da piu' tempo. Sono addolorata, ma credo di essere nel giusto. Quando si lavora, bisogna tenere separati il pubblico e il privato. Io ad esempio faccio la maestra, e quando insegno sono tenuta a tenere il cellulare spento. E poi - sorride - in Comune abbiamo sei linee telefoniche, ci si puo' sempre far chiamare li'...'. Far rispettare l'ordinanza spetta al direttore generale: finora ci sono stati solo richiami a voce, e nessuna sanzione.
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