Piano antidroga in America centrale. Prende corpo grazie agli Usa
Prende corpo il progetto di un piano di sicurezza per l'America centrale con la firma degli Usa. Nel suo viaggio per le principali capitali della regione, il responsabile di Washington per la lotta contro il narcotraffico William Brownfield ha raccolto lo spunto lanciato nelle settimane scorse dal presidente guatemalteco Alvaro Colom. Occorre trovare "soluzioni transnazionali a problemi che minacciano la regione", ha detto Brownfield in Honduras, ospite del presidente Porfirio Lobo. L'idea e' quella di sviluppare una strategia in grado di intercettare la criminalita' organizzata, le bande e il traffico illegale di stupefacenti nei loro movimenti attraverso le frontiere, in un'azione che rispetti la sovranita' dei Paesi coinvolti. Washington, ha detto Brownfield, metterebbe sul piatto una base di 200 milioni dollari, e lavorerebbe per attivare finanziamenti anche da Messico, Colombia, Bid (Banca interamericana per lo sviluppo) e Osa (Organizzazione degli Stati americani).La strategia cui si sta lavorando in queste settimane si sovrapporrebbe - "come un cappello", ha spiegato Brownfield - agli strumenti di cooperazione che gli States hanno gia' avviato con vari Paesi nella regione. L'alto funzionario Usa ha visitato il Guatemala, El Salvador, l'Honduras e si appresta a recarsi in Colombia. Al tema della cooperazione sulla sicurezza per la regione, lavora anche l'Italia che ha da mesi aperto un dialogo con i Paesi dell'America centrale, la Colombia e il Messico al fine di scambiare esperienze sia per la sicurezza delle frontiere sia per le strategie giudiziarie e investigative contro la criminalita'
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