Venerdì 5 giugno 2026
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Piccole modifiche al ddl sul testamento biologico. Di Pietro: unica alternativa il referendum

U.E. - ITALIA
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La commissione Sanita' del Senato resta divisa alla vigilia delle prime votazioni sul ddl che introduce il testamento biologico. Sugli emendamenti, infatti, si comincia a votare domattina alle 8.30, ma le nuove proposte del relatore Raffaele Calabro' sono accolte dal gelo del Pd. Il senatore del Pdl riscrive i primi tre articoli, eliminando il coinvolgimento del notaio per la redazione delle dichiarazioni anticipate di trattamento a favore del medico di famiglia: modifiche solo di 'forma', replica la capogruppo Democratica Anna Finocchiaro, che non cambiano un testo 'pessimo'.
VIA NOTAIO E NO A CURE SPROPORZIONATE - No ai trattamenti straordinari non proporzionati, non efficaci o non adeguati alle condizioni del paziente e gli obiettivi di cura in caso di morte imminente e via la figura del notaio: sono queste le principali modifiche contenute nei due emendamenti del relatore Raffaele Calabro'. Accogliendo in parte i suggerimenti del parere della commissione Affari costituzionali, il relatore ha eliminato i primi tre articoli del ddl sostituendoli con un unico articolo in tre commi, con 'una formulazione piu' chiara e senza ombra di equivoci', dice. La riscrittura del contestato secondo comma dell'articolo 2 del ddl prevede che 'se la morte e' prevista come imminente, il medico deve astenersi da trattamenti straordinari non proporzionati, non efficaci o non tecnicamente adeguati rispetto alle condizioni cliniche del paziente o gli obiettivi di cura'. Senza piu' il notaio, le disposizioni di fine vita potranno essere compilate presso il medico curante e registrate presso le Asl, che le trasmetteranno telematicamente al registro unico del ministero del Welfare.
GIALLO SU CURE PALLIATIVE - C'e' stata un'altra questione che ha animato la giornata di lavori al Senato. Il comma del primo emendamento di Calabro', che parlava di promozione delle cure palliative, e' stato cancellato e ripristinato un paio di volte, causando parecchi nervosismi nel Pd, che ha chiesto una riapertura del termini per i subemendamenti, previsto per questa sera alle 20. Alla fine, arriva dal presidente della commissione Antonio Tomassini la conferma che il comma sara' dichiarato 'inammissibile'.
GELO DAL PD, 'QUALE APERTURA?' - Se questa mattina si parlava di aperture da parte del Pdl con gli emendamenti Calabro', ben presto, dopo un'attenta analisi, e' arrivata la secca bocciatura del Pd. Secondo la capogruppo Anna Finocchiaro, 'il testo rimane pessimo e l'apertura non esiste'. Dello stesso parere anche Ignazio Marino e Donatella Poretti che giudicano le modifiche 'solo formali e non sostanziali'.
332 SUBEMENDAMENTI OPPOSIZIONE, OGGI SI VOTA - Dopo settimane di dibattito, in commissione Sanita' arriva il momento del voto (a partire da domattina alle 8.30). L'opposizione presenta 332 subemendamenti alle proposte del relatore: 255 sono di Pd e Italia dei Valori, altri 77 portano la firma di Donatella Poretti, senatrice Radicale eletta nel Pd. 'Quelli del Pd - dice - ripropongono sostanzialmente gli emendamenti agli articoli 1, 2 e 3 del ddl presentato nei giorni scorsi, mentre nei miei mi concentro in particolare sul dettato dell'articolo 32 della Costituzione'.
DI PIETRO, REFERENDUM UNICA STRADA - Per Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, l'unica strada percorribile contro il ddl sul testamento biologico come e' ora in discussione al Senato e' quella del 'referendum abrogativo'. 'E' ora di finirla - ha detto parlando con i giornalisti a Palazzo Madama - con questa storia che la politica vuole anche decidere sulla vita e la morte delle persone. Ogni persona ha il diritto di vivere dignitosamente la vita e di scegliere dignitosamente quando chiudere gli occhi'. Per questa ragione, ha concluso, 'l'Italia dei Valori con questo progetto di testamento biologico non vede altra strada che il referendum abrogativo appena esso sara' emanato'.   
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